Spumante, l’export delle etichette europee continua a crescere (+29%)

Lo spumante europeo torna a crescere dopo le difficoltà legate al Covid: i dati dell'Eurostat indicano un export in forte aumento.

spumante prosecco

Pare che l’antico adagio sia valido come non mai – un problema diventa più facile da risolvere se ci si beve qualcosa su. Meglio ancora, a quanto pare, se il “qualcosa” in questione è uno spumante: cosa c’è di meglio di una bollicina fresca per dimenticarsi del tasso di inflazione in crescita in doppia cifra, di quel gran cumulo di rincari che abbiamo imparato a conoscere come “caro bollette”, dell’imperversare del cambiamento climatico? Stando ai dati diffusi dall’Eurostat, infatti, tra il 2020 e il 2021 le esportazioni di spumante dal Vecchio Continente verso i Paesi extra Ue sono aumentate del 29%, con un totale complessivo di 636 milioni di litri esportati nel corso del 2021 (in netta crescita rispetto ai 494 milioni messi a segno durante l’anno precedente).

Prosecco, Champagne e Cava: i tre moschettieri

prosecco

Una traiettoria nettamente ascendente, dunque, che di fatto sottolinea come i dati inerenti al 2020 – l’anno più pesantemente macchiato dalla pandemia da Covid-19, di fatto – siano definibili come una semplice anomalia e senz’altro figli della delicata emergenza sanitaria che ha formalmente paralizzato il settore della ristorazione e le vendite in shop. Dati alla mano, infatti, i valori del 2020 indicano un calo del 6% rispetto all’anno precedente; con le vendite on-trade che hanno accusato il colpo più severo.

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Con il progressivo allentamento delle misure originariamente introdotte dalle autorità sanitarie globali per arginare quanto possibile la diffusione della pandemia ecco che le bollicine del Vecchio Continente hanno saputo tornare in cattedra e riprendersi dall'”inciampo” del 2020 – tanto che la mole complessiva in export del 2021 si impone perfino sul già ottimo 2019 (528 milioni di litri esportati in Paesi al di fuori dei confini comunitari) con una crescita del 21%.

I tre grandi protagonisti di questo rinascimento sono, naturalmente, il Prosecco, lo Champagne e il Cava. La bollicina veneta per antonomasia in particolare è responsabile del 43% del flusso in export complessivo (con un apporto totale di 273 milioni di litri); con l’iconico spumante francese, che tra l’altro mira a numeri da record per il 2022, che invece si è aggiudicato il 15% della torta (65 milioni di litri). Segue poi a ruota, come accennato, il Cava, con il 10% sul totale (65 milioni di litri).

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Il migliore amico della bolla europea rimane ancora una volta l’America del Nord, con una quota del 31% (198 milioni di litri); ma è certamente degna di nota anche la performance del Regno Unito che, nonostante una popolazione nettamente inferiore e le difficoltà legate alla Brexit, è di fatto ricettacolo del 28% delle esportazioni di spumanti in territori extraeuropei (177 milioni di litri in tutto).