di Anna Silveri 20 Novembre 2018

Con quello che in gergo si chiama soft opening, ieri pomeriggio per qualche ora è stata inaugurata la seconda caffetteria Starbucks di Milano.

Questa volta, a differenza della Reserve Roastery aperta in Piazza Cordusio a inizio settembre –l’enorme e elegante torrefazione che in tre mesi dall’inaugurazione ha dato a Starbucks risposte incoraggianti– ci sono tutti i simboli della catena, dalla Sirena del marchio al famigerato, ma a quanto pare amato anche in Italia, frappuccino, servito nei classici bicchieroni di carta.

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Nei 200 metri della nuova caffetteria, aperta dalle 7:30 di oggi in Corso Garibaldi, una delle zone commercialmente più appetibili di Milano, lavoreranno 28 persone servendo, oltre alle classiche bevande Starbucks, anche una serie di proposte personalizzate in base ai gusti degli italiani.

Vale a dire: brioche, cornetti, crostate oltre a insalate e panini preparati al momento, diversamente da quel che succede all’estero negli altri negozi del gruppo.

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Starbucks ha inoltre freso noto che all’apertura di Corso Garibaldi ne seguiranno a breve altre due: sabato 24 novembre a San Babila e il 29 novembre al terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.

Nei primi mesi del 2019 è invece prevista un’altra caffetteria vicino alla stazione Centrale.

[Crediti | Il Sole24Ore]

commenti (2)

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  1. Avatar Lucrezia ha detto:

    Subiamo la loro invasione dal 1945, ci sono più hamburgherie inutili e ripetitive a Milano che nel New Jersey. Mi rallegro che ci siano ancora aziende disposte ad investire in questo malandato paese. Amo il Frappuccino. e se solo Starbucks me lo può offrire, ben venga questa pacifica e fruttuosa (per loro e per il Paese) “invasione”.