di Anna Silveri 25 Novembre 2018

Continua come previsto dalla cronologia l’apertura di caffetterie Starbucks a Milano.

Se per alcuni mesi la Reserve Roastery di piazza Cordusio è stata l’unica e insolita presenza italiana, la pacifica invasione della multinazionale americana del caffè è proseguita a ritmo serrato nell’ultima settimana, prima con l’apertura dello store in corso Garibaldi, e ieri con il nuovo locale di piazza San Babila, all’angolo con via Durini.

[Starbucks invade l’Italia un Frappuccino alla volta]

Con l’inaugurazione di una nuova caffetteria al terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa, prevista per il 29 novembre, saliranno a 400 i collaboratori assunti.

[Starbucks: quanto costa il Frappuccino a Milano]

Il nuovo store non tradisce le scelte d’arredo viste nel negozio di corso Garibaldi, con legno e ottone protagonisti.

Presente ovviamente il Frappuccino in tutte le varianti del caso, compresa quella al tiramisù, in esclusiva per l’Italia. Prezzi dai 4,50 ai 5,50 euro, in base alla vostra golosità.

[Crediti | Il Messaggero]

commenti (13)

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  1. Avatar Andrea ha detto:

    Ma l’idea sarebbe quella di pubblicare almeno un pezzo per ogni apertura? Così, giusto per capire…

  2. Avatar Orval87 ha detto:

    Lavorano tutta settimana, e poi nel fine settimana cosa fanno? Le code da Starbucks…penso non serva infierire oltre…

    1. Avatar Fran ha detto:

      Meglio fare come te e passare le ore a commentare su internet…

    2. Avatar Mcop ha detto:

      Caro Fran, il commento di Orval è più che appropriato. Al milanese tipo la coda piace. Basta vedere gli incolonnamenti chilometrici la domenica sera sulla SS 36 per averne un’idea.

    3. Avatar Andrea ha detto:

      “Il milanese tipo” adora anche i commenti stupidi

  3. Avatar Simonetta ha detto:

    Ancora con questo Frappuccino… sono andata in tantissimi Starbucks nel mondo dove ho fatto colazione mille volte. Ho evitato colazioni costosissime degli hotel ricche di preparazioni che non avrei mai mangiato. Ho trovato uno Starbucks in posti del mondo dove i bar non sono proprio quelli ai quali siamo abituati in Italia. Non ho mai bevuto un frappuccino!
    Ottimo latte a diverse percentuali di parte grassa, buon caffè (non sempre …) e tavoli dove parlare e organizzare la giornata, di vacanza e non. Tutta questa avversione non la capisco. Continuerò ad andare nei nostri migliori bar e anche da Starbucks.

  4. Avatar Mcop ha detto:

    Sulla SS36 prima che venise ultimato il tunnel nel Barro le ambulanze restavano inbottigliate nelle code dei milanesi che andavo in Valtellina o sul lungolago di Lecco. Ci sono bambini che sono nati in mezzo a una strada perché migliaia di milanesi amano incolonnarsi pur di fuggire da una città che ha musei, teatri, cinema, negozi, mostre, parchi…. Ancora oggi la domenica sera per percorrere poche decine di chilometri per tornare in città i milanesi impiegano tra le due e le tre ore. Quindi o uno conosce come stanno le cose, oppure si offende come un povero campanilista.

    1. Avatar Andrea ha detto:

      “Uno conosce come stanno le cose o…”: ma saresti tu?Milano offre molto, forse anche troppo, persino a chi “scende dalle valli” per lavorarci. Il fatto che moltissimi decidano di investire a Milano (ci hai fatto caso? stellati, napoletani, etnici, ecc. aprono a Milano) e non altrove, rende attraente e contemporaneamente deprecata la città. Pensa che c’è gente che viene persino da fuori, per un frappuccino. Sembra assurdo, ma questo è. Goditi lo spettacolo delle macchine in coda sulla ss36, nessun campanilista si offende. C’è spazio per tutti, anche per te che conosci tutto, soprattutto i milanesi.

    2. Avatar Mcop ha detto:

      Caro Andrea, non hai compreso molto. Io considero Milano una città strordinaria. E’ piena di cosa da fare, da vedere, da mangiare e anche di più. Per questo non comprendo la mania dei suoi abitanti di prendere la macchina e farsi ore e ore di colonne in zona laghi, rendendo nei fine settimana la vita impossibile a chi vive in quelle zone e non fa il ristoratore. Non ho alcun piacere a vedere gli incolonnamenti chilometrici sulla 36, anche perché so che se ho un’emergenza e devo correre a Milano la domenica sera posso mettermi l’anima in croce ma ci arrivo dopo 4-5 ore invece che dopo 40 minuti. Tutto qui.

    3. Avatar Andrea ha detto:

      Ti posso assicurare che quello che fraintende sei tu. A partire dalle statistiche dei nati per strada sulle statali, arrivando ai frappuccini.
      Quanto vale il denaro mosso nei weekend dai milanesi? ci hai mai pensato? sai quante attività e famiglie campano con quei soldi? Pensi sia scomodo solo per i locali avere le strade tappate? Che la gente sia contenta di stare in coda? Sai quante case affittano (in nero, spessissimo) da lecco a sondrio ai milanesi? Sai che potresti dire le stesse cose inutili anche per altre città… Torino, Roma, ecc.?

  5. Ognuno è libero, o dovrebbe esserlo, di scegliere quello che vuole, dal panettone verza, gorgonzola e cioccolato, al caffé nelle sue varianti da Starbucks. Nessuno obbliga nessun altro a prenderlo là, fila o non fila. O sbaglio?

  6. Avatar ROSGALUS ha detto:

    Roba pazzesca.

    Pur rispettando i gusti altrui………………

  7. Avatar Emanuela ha detto:

    Beh, quello di piazza Cordusio è impressionante, è una cattedrale della globalizzazione. Vuol visto, quello sì! Ma di qui a fermarsi, ordinare la colazione, sedersi a un tavolo e leggersi il giornale commentando gli articoli con proprio compagno, ecco, non mi ci vedo proprio. Troppa confusione, e quel senso di sradicamento che nei nostri bar non avverto