“Terun”: per aver chiamato così un panino vinceranno un premio

I proprietari di Pane & Trita, piccola catena brianzola di paninoteche, decidono di mettere sul menu un panino chiamato “Terun”.

Non è razzismo, nemmeno un omaggio alla temperie politica corrente, piuttosto –sono parole degli stessi proprietari– “una sorta di orgoglio meridionale culinario farcito con gustosa ironia”.

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Già, perché a guidare Pane & Trita ci sono tre meridionali –un siciliano, un calabrese e un napoletano– ma chi s’imbatte nella campagna di lancio del panino, tra manifesti pubblicitari 6×3 e post su Facebook con lo slogan “Tel chi il terun” (Ecco il terrone), non lo sa.

Infatti, a Napoli, l’idea del panino terrone (pane scuro, black angus, mozzarella di bufala, crema di pomodorino pugliese, pancetta, melanzane e maionese alla ‘nduja), non la prendono bene.

Anzi, viene aspramente criticata in un noto programma di Radio Marte –“La radiazza”– dal conduttore Gianni Simioli e dall’ospite, il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.

“Una scelta di marketing inelegante e poco appropriata in un Paese che, oggi più che mai, vive in un clima di discriminazione e contrapposizione territoriale, bisognerebbe smetterla, siamo nel 2019”, commentano i due, augurandosi che non si finisca per sdoganare espressioni che danno forza a chi si riempie la bocca di offese e espressioni razziste.

Poco dopo, però, nei commenti a un post pubblicato sulla pagina Facebook di Pane&Trita i titolari dichiarano sia le origini meridionali che l’obiettivo del panino Terun, ovvero “esorcizzare anni di umiliazioni e di prese per i fondelli” con l’arma dell’ironia, precisando che “un panino non fomenta l’odio, ma solo l’appetito”.

Nell’accesa discussione social che segue, interviene Andrea Monti, vice capogruppo della Lega nel consiglio regionale lombardo, che intende candidare il panino al Premio “Rosa Camuna”, assegnato tutti gli anni da Regione Lombardia.

E giù accuse ai napoletani di essere “professionisti del lamento“. È così che vanno le cose oggi per chi decide di chiamare un panino Terun. Praticamente il mondo alla rovescia.

[Crediti | Il Giornale]

Avatar Anna Silveri

12 Febbraio 2019

commenti (13)

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  1. Una domanda: esistono carni del sud Italia adatte a fare un hamburger? Perché vanno bene il pane, formaggio, le salse ecc., ma è la carne che lo caratterizza, a mio avviso.

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      Per farlo meglio di un McDonald, sicuramente.

    2. Avatar Marco ha detto:

      Esistono e come…podolica, bufalo e suino nero su tutte…ma ce ne sono un infinitá (addirittura asino ragusano) solo che si pubblicizzano solo le solite polentonate

  2. Avatar Orval87 ha detto:

    Che senso hanno panini così, che non riesci nemmeno ad addentare ma devi usare coltello e forchetta? mah…

    1. Avatar Ganascia ha detto:

      Eeeeeh. Sono tempi tristi signora mia…

  3. Avatar Mcop ha detto:

    L’etimologia del termine “terrone” è molto chiara. Nasce all’indomani della nascita del Regno d’Italia per indicare i cittadini meridionali. E’ da subito un termine spregiativo, perché se è vero che al Sud la maggioranza della popolazione era contadina (e quindi lavorava la terra) lo stesso era al Nord. Tutti contadini dunque, ma terroni erano solo i meridionali. Adesso, che il termine sia spregiativo ci sono pochi dubbi. Quando si vuol insultare qualcuno nato a sud del Garigliano gli si dà del terrone. Quindi termine spregiativo fu, è stato, è e purtroppo sarà. Il fatto che questi piccoli imprenditori l’abbiano usato significa solo due cose: innanzi tutto che sono un po’ ignoranti. In secondo luogo, che i meridionali che vivono al Nord e che vogliono sentirsi integrati assumono i comportamenti tipici del settentrionale tipo. Qualcuno mi smentisca con argomentazioni, se puo’.

    1. Avatar Andrea ha detto:

      Lungi da me discutere di politica, ma ti faccio osservare (come scritto) che i soci fondatori sono “un siciliano, un calabrese e un napoletano”.
      Ovviamente non tutti i “terroni” sono ignoranti, così come non tutti i “terroni” scimmiottano i “padani”. Dopo anni è difficile distinguere le origini dei singoli ma di sicuro la scelta di marketing, discutibile, non fa leva né sui “padani puri” né sugli emigrati nostalgici.
      Non hai bisogno di argomentazioni forti, hai bisogno di fare meno di “tutto un fascio”.

    2. Avatar Mcop ha detto:

      Il termine “terrone”, di cui ho spiegato l’etimologia, dovrebbe essere cancellato dai nostri vocabolari perché nasce per offendere e continua a offendere. Punto. I tre soggetti sono meridionali e ribadisco che in certi luoghi per farti accettare devi dimostrare d’essere uguale alle persone del luogo e quindi assumerne abitudini, costumi, slang. A Oggiono (Lecco) c’è una pizzeria gestita da calabresi in cui le pizze (tutte) hanno i nomi di località calabresi. Hanno più rispetto di se stessi questi pizzaioli che tre persone che evidentemente non hanno la più pallida idea del perché è nato il termine “terrone” tanto da utilizzarlo come marchio.

  4. Avatar spatz ha detto:

    Sig.ra Silveri,ci puo´spiegare meglio cosa significa “la temperie politica corrente” ?

    1. Avatar Ganascia ha detto:

      Lo sdoganamento del razzismo.

  5. Avatar Me Medesimo ha detto:

    Tutto questo political correct anche sul cibo è proprio indigesto.

  6. Avatar Damiano ha detto:

    Geniale… assolutamente geniale.
    L’idea vale il premio.
    Chi critica questa scelta geniale con la retorica bla bla bla del lamento sempre e comunque non ha proprio capito un tubo.

  7. Avatar Dan ha detto:

    Strano, i napoletani non si lamentano mai di niente e la prendono sempre sul ridere…