di Anna Silveri 12 Febbraio 2019

I proprietari di Pane & Trita, piccola catena brianzola di paninoteche, decidono di mettere sul menu un panino chiamato “Terun”.

Non è razzismo, nemmeno un omaggio alla temperie politica corrente, piuttosto –sono parole degli stessi proprietari– “una sorta di orgoglio meridionale culinario farcito con gustosa ironia”.

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Già, perché a guidare Pane & Trita ci sono tre meridionali –un siciliano, un calabrese e un napoletano– ma chi s’imbatte nella campagna di lancio del panino, tra manifesti pubblicitari 6×3 e post su Facebook con lo slogan “Tel chi il terun” (Ecco il terrone), non lo sa.

Infatti, a Napoli, l’idea del panino terrone (pane scuro, black angus, mozzarella di bufala, crema di pomodorino pugliese, pancetta, melanzane e maionese alla ‘nduja), non la prendono bene.

Anzi, viene aspramente criticata in un noto programma di Radio Marte –“La radiazza”– dal conduttore Gianni Simioli e dall’ospite, il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.

“Una scelta di marketing inelegante e poco appropriata in un Paese che, oggi più che mai, vive in un clima di discriminazione e contrapposizione territoriale, bisognerebbe smetterla, siamo nel 2019”, commentano i due, augurandosi che non si finisca per sdoganare espressioni che danno forza a chi si riempie la bocca di offese e espressioni razziste.

Poco dopo, però, nei commenti a un post pubblicato sulla pagina Facebook di Pane&Trita i titolari dichiarano sia le origini meridionali che l’obiettivo del panino Terun, ovvero “esorcizzare anni di umiliazioni e di prese per i fondelli” con l’arma dell’ironia, precisando che “un panino non fomenta l’odio, ma solo l’appetito”.

Nell’accesa discussione social che segue, interviene Andrea Monti, vice capogruppo della Lega nel consiglio regionale lombardo, che intende candidare il panino al Premio “Rosa Camuna”, assegnato tutti gli anni da Regione Lombardia.

E giù accuse ai napoletani di essere “professionisti del lamento“. È così che vanno le cose oggi per chi decide di chiamare un panino Terun. Praticamente il mondo alla rovescia.

[Crediti | Il Giornale]