Tommaso Mazzanti apre il “tempio della schiacciata”, e noi non sappiamo bene cosa dire

Un intero palazzo di Parigi per le schiacciate dell'Antico Vinaio: è questo il nuovo marchio italiano nel mondo?

Tommaso Mazzanti apre il “tempio della schiacciata”, e noi non sappiamo bene cosa dire

“Il tempio della schiacciata”: così Tommaso Mazzanti ha definito la sua nuova, gloriosa e gigantesca apertura. E noi rimaniamo così, un po’ perplessi e ammutoliti, senza capire bene che succede.

Più grande di un McDonald’s, più virale di uno Zara, la schiacciata fiorentina dell’Antico Vinaio ormai è diventata il nostro portabandiera nel mondo, che vi piaccia o no. Cioè, manco Benetton ai tempi d’oro forse ha osato tanto, e tocca starci.

A rappresentare la nostra immagine nel mondo, in gigantografia, non sarà più Bianca Balti, ma Tommaso Mazzanti e il suo Antico Vinaio, che ora aprono un super mega store della schiacciata, e non lo fanno mica a casa loro (lì, hanno preso Palazzo Strozzi, ma questa è un’altra storia).

Il Palazzo dell’Antico Vinaio

 

Il palazzo di cui parla Mazzanti, il più gigantesco Antico Vinaio del mondo, sorgerà a Parigi. Una schiacciateria nel regno delle baguette, in effetti, sembra pure una sfida interessante. Tanto più se sorge su un negozio grande come quello di un marchio d’abbigliamento.

Quattro piani quattro di schiacciate, accanto al Moulin Rouge, e se pensate che siano troppe è perché non avete mai visto quanta fame ha di cose virali Parigi, la città dove Cédric Grolet ha la coda tutti i santi giorni, pure quando è chiuso.

Dicevamo: un intero palazzo nel cuore di Montmartre, in Rue Lepic 2, per un totale di 500 metri quadrati di negozio che sembrano nati per essere replicati in scala, così un giorno ci troveremo intere città con palazzi dove anziché vivere la gente ci vivono i brand. Che poi in effetti esistono già, e si chiamano villaggi outlet, ma anche questo è un altro discorso.

Torniamo all’Antico Vinaio di Parigi, e scusate se divaghiamo, il fatto è che questa apertura alla fine ci dà un sacco di spunti per pensare. I quattro piani saranno così divisi: si parte dal laboratorio di panificazione, dove le schiacciate vengono prodotte ogni giorno direttamente sul posto, per arrivare alla bottega, con il grande bancone a vista dedicato alla preparazione e alla vendita. Salendo, una sala con servizio al tavolo permetterà di vivere l’esperienza All’Antico Vinaio con maggiore calma, mentre all’ultimo livello trova spazio la cucina, dove vengono realizzate tutte le preparazioni che compongono le ricette del brand, dalle creme di pecorino e Parmigiano alla crema di patate.

Insomma, un progetto multipiano e multiforme, che mette insieme le varie anime dell’espansione dell’impero Mazzanti (manca solo la parte di gelateria, in effetti). Ed è un fatto che ormai Antico Vinaio è il nostro nuovo marchio nel mondo, con un’espansione che fa spavento. E se da un lato era ora che raccontassimo al mondo quanto siamo bravi a far da mangiare, anziché imbruttirci innamorandoci di versioni mediocri di cibi che arrivano da lontano nella loro peggior forma, dall’altra la sensazione è che il pubblico italiano forse non riesca del tutto a fare la pace con Antico Vinaio.

Sicuramente molto ha fatto una certa ostentazione di ricchezza da parte di Mazzanti, che in America forse sarebbe del tutto normale (ho guadagnato lavorando duramente dunque spendo) ma in Italia non premia mai. Il successo, per gli Italiani, va sempre gestito con una certa eleganza e delicatezza. Tipo quella di un palazzo a Parigi.

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