Uno studio israeliano ci dice quale sarà il prossimo granchio blu

Il cambiamento climatico porterà nuove specie aliene nel Mediterraneo: quando pensiamo di intervenire?

Uno studio israeliano ci dice quale sarà il prossimo granchio blu

Che i nostri mari siano a rischio lo dice la scienza, ormai da anni. Il cambiamento climatico, che quest’anno ha prodotto un’estate devastante, continua incessantemente la sua avanzata, causando danni e problematiche all’agricoltura e alla pesca e modificando inevitabilmente gli ecosistemi. Le temperature del Mar Mediterraneo si innalzano anno dopo anno, e questo causa, tra le altre cose, l’invasione di specie aliene, che mettono in grave pericolo la nostra biodiversità. È successo con il granchio blu, tanto per nominare il caso più celebre, che ha tenuto banco per un po’ sulle pagine dei nostri giornali, mentre devastava gli allevamenti di molluschi del nostro Paese

Dopo il Granchio Blu, il nemico dei pescatori ora è la mucillagine: ma non è che il mare vuole dirci qualcosa? Dopo il Granchio Blu, il nemico dei pescatori ora è la mucillagine: ma non è che il mare vuole dirci qualcosa?

L’emergenza è tutt’altro che finita, e non basterà mangiare una specie per salvarne delle altre. La risposta dovrebbe essere tempestiva, e dovrebbe risolvere il problema alla fonte, anziché cercare di tamponare la situazione a cose fatte. La risposta è una e una soltanto: una politica ecologica lungimirante. Perché nuove specie sono pronte ad arrivare, e ora sappiamo anche quali sono. Chissà però se agiremo per tempo.

Quali specie aliene invaderanno il Mediterraneo?

Nuove specie aliene sono pronte a invadere il Mar Mediterraneo, con effetti potenzialmente devastanti. A dirci quali sono i ricercatori dell’Università di Tel Aviv, che con uno studio hanno individuato le tre specie di pesci del Mar Rosso che hanno maggiori probabilità di migrare nei nostri mari attraverso il Canale di Suez.

Secondo lo studio, le prossime specie ad arrivare saranno attraverso il pesce palla stellato, il pesce capra cinabro e il carango maculato giallo: i ricercatori sostengono di nono essere ancora in grado di prevedere quando potrebbe verificarsi una potenziale invasione, ma di avere in mano uno strumento importante per aiutare le autorità e gli scienziati marini a individuare tempestivamente le potenziali nuove specie, consentendo così di pianificare una gestione della loro presenza.

Le conseguenze delle tre nuove specie aliene

Nessuno dei tre è stato ancora avvistato nelle acque del Mediterraneo o di Suez, ma due dei potenziali invasori potrebbero sconvolgere gli ecosistemi sottomarini, mentre il terzo è tossico per l’uomo se ingerito.

Si tratta del pesce palla stellato, che non attacca né punge gli esseri umani, ma contiene tetrodotossina, che può causare paralisi e insufficienza respiratoria fatale se ingerita.

La seconda specie potenzialmente invasiva, il pesce capra cinnabro, si fa strada tra sabbia e fango per dissotterrare invertebrati come vermi e piccoli crostacei. Compete direttamente per il cibo con le triglie rosse autoctone del Mediterraneo, e dunque potrebbe causarne una diminuzione drastica della popolazione.

Il terzo pesce, il carango maculato giallo, è un veloce predatore di acque aperte che può raggiungere oltre un metro di lunghezza. Si nutre di enormi quantità di piccoli pesci autoctoni come sardine e acciughe, rappresentando una minaccia ecologica per la stabilità dell’ecosistema marino.

Il tempo a disposizione per invertire la rotta è poco, pochissimo, ma non sembriamo davvero averlo compreso, né noi né i nostri governanti.  Gli strumenti a disposizione per fare prevenzione esistono, e potrebbero essere più efficaci che trovare il modo di mangiare granchi blu in ogni salsa. 

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