“Vampiri Italiani” è l’associazione di assaggiatori di aglio che mancava

La nuova associazione vuole applicare un rigoroso metodo di assaggio all'ingrediente più amato e odiato della cucina italiana.

“Vampiri Italiani” è l’associazione di assaggiatori di aglio che mancava

Da sempre amato e odiato, per quanto ingrediente base della cucina italiana, l’aglio è forse quello più divisivo, suscitando passioni estreme e grandi fughe. C’è chi non muove una padella senza tritarne uno spicchio e chi si rifiuta persino di sfiorarlo con lo sguardo per timore delle conseguenze sociali. Proprio da questo timore ancestrale ha preso forma un’iniziativa gastronomica decisamente fuori dagli schemi fondata a Bergamo nel 2026: Vampiri Italiani, la prima associazione italiana di assaggiatori di aglio. Se la maggior parte delle persone inclina la testa e prende le distanze di fronte alla sola idea di morderne un pezzetto, l’irriverente motto di questa organizzazione chiarisce subito la rotta: “Loro fuggono dall’aglio. Noi lo assaggiamo”.

Chi sono i “Vampiri Italiani”

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L’idea di colmare questo vuoto culturale è nata dalla mente di Luca Scainelli, giornalista enogastronomico con ben trentacinque anni di esperienza alle spalle e già fondatore di Errante del Gusto nonché Gran Maestro dell’Ordine della Margherita. Con un solido bagaglio sensoriale maturato nella valutazione dei salumi e dei formaggi, Scainelli ha osservato che nel nostro Paese si organizzano regolarmente corsi e degustazioni guidate per valorizzare il vino, l’olio d’oliva e le produzioni casearie. Mancava però una vera associazione strutturata da dedicare all’ingrediente più antico, identitario e al contempo temuto della nostra tradizione culinaria. È così che ha visto la luce un progetto ideato per “valutare l’aglio con rigore sensoriale, rispetto per la biodiversità italiana, e una buona dose di ironia verso chi ancora ne ha paura”.

La filosofia di Vampiri Italiani poggia solidamente su tre pilastri distinti ma interconnessi: la metodologia sensoriale, un approccio rigoroso basato su schede di valutazione strutturate a cento punti e su panel comparativi modellati sulle tecniche dell’assaggio professionale italiano; il focus sulla straordinaria biodiversità della penisola, con l’obiettivo di tutelare e promuovere le numerose varietà certificate DOP, IGP o tutelate dai Presìdi Slow Food. Infine, a sottendere il tutto, un’identità di marca ironica e d’impatto: se le leggende raccontano che le creature della notte temono questo bulbo, gli assaggiatori del gruppo hanno scelto di ribaltare il mito affrontandolo senza pregiudizi.

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Per comprendere quanto sia variegato questo mondo basta scorrere il patrimonio di ben quattordici varietà italiane censite dall’associazione tra Nord e Sud. Si va dal delicato Aglio di Voghiera, i cui aromi dolci conquistarono la corte dei duchi di Ferrara già nel Quattrocento, fino al maestoso Aglione della Chiana, soprannominato l’aglio degli innamorati per via della sua elevata digeribilità e capace di produrre teste che raggiungono gli ottocento grammi. Non mancano poi l’Aglio Bianco Piacentino, definito il re dell’aglio per via delle sue dimensioni e della sua capacità di occupare il dieci per cento della superficie coltivata nazionale, e l’Aglio Rosso di Nubia, celebre per le sue tuniche interne rosso vivo, l’elevato tasso di allicina e il confezionamento in trecce da cento bulbi, e stiamo solo scalfendo la superficie di un mondo di prodotti e tradizioni.

Per portare questa cultura su tutto il territorio nazionale senza rimanere confinati dietro a una scrivania, l’associazione ha ideato una rete diffusa basata sui Covi provinciali. Ciascun Covo viene affidato a un Custode con il compito di mappare i produttori locali e promuovere il metodo di assaggio sul campo. Inoltre, per chi desidera intraprendere questo insolito percorso di formazione, l’associazione propone un cammino di iniziazione articolato su quattro livelli graduati. Il viaggio comincia dal livello primo Iniziato con la prova Il Morso Gentile, focalizzata sull’assaggio dell’aglio nero e sul confronto delle sue sfumature tra Maillard e trasformazione.

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Si passa poi al secondo livello di Aspirante Vampiro con l’esplorazione delle quattro forme di fruizione: crudo, cotto, affumicato e disidratato. Il terzo livello di Vampiro addentra i soci nel cuore della trasformazione tra salamoie, umami e acidità, dove l’alliinasi non sopravvive alla lavorazione e la pungenza scompare. Si raggiunge infine il grado supremo di Gran Vampiro con il modulo Senza Paura del Crudo, riservato a chi si cimenta nel panel dei bulbi crudi valutati su scheda a cento punti. Esiste anche un modulo speciale fuori scala riservato ad addetti ai lavori come chef, sommelier e affinatori.

Gli appuntamenti pratici si aprono a inizio autunno presso il Covo di Songavazzo, in provincia di Bergamo. Sabato 3 ottobre 2026 è prevista una masterclass dedicata all’assaggio comparativo di tre tipologie di aglio sott’olio in commercio. Ma il debutto pubblico vero e proprio è fissato per la sera di sabato 31 ottobre 2026 con l’evento intitolato La Prima Notte. Nel corso della serata sono previsti tre assaggi guidati in piedi abbinati a vino e birra: dall’aglio nero alla bruschetta con olio e aglio in polvere, fino a un audace bonbon di cioccolato fondente con cuore di crema di aglio nero. In fondo, come amano ripetere Scainelli e i suoi soci con un pizzico di provocazione e molto umorismo: “L’aglio non morde. Noi sì.”.

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