Vino: gli agricoltori lanciano l’allarme contro la flavescenza dorata

Gli agricoltori italiani, tramite Confagricoltura, hanno lanciato l'allarme contro la flavescenza dorata: a rischio la produzione di vino.

vigna

Se in Francia i produttori di vino hanno problemi con la carenza di bottiglie di vetro, ecco che gli agricoltori italiani, invece, tramite Confagricoltura lanciano l’allarme contro la flavescenza dorata. Tanto da chiedere al Governo di intervenire prima che la fitoplasmosi danneggi il raccolto.

Vino e flavescenza dorata: cosa fare?

Viti

Prima di tutto: cos’è la flavescenza dorata? Si tratta di una fitoplasmosi che fa parte del gruppo dei giallumi della vite. Il nome deriva dal fatto che le piante colpite assumuno un colorito giallo dorato. La causa va da ricercarsi nel Candidatus phytoplasma vitis, un parassita delle piante che fa parte della classe dei Mollicutes, più precisamente un batterio privo di parete cellulare.

La flavescenza dorata causa il blocco della produzione della linfa. I primi sintomi si vedono su foglie, tralci e grappoli, soprattutto in estate. I sintomi sono uguali a quelli del fitoplasma che causa il legno nero: per distinguerli sono necessari esami di laboratorio. Le foglie delle piante si ingialliscono e tipicamente assumono una forma triangolare con bordi arrotolati verso il basso. Anche la consistenza della foglia cambia: è più cartacea. I tralci tendono a rimanere erbacei per mancata liginifcazione e talvolta manifestano pusole oleaose. Anche i grappoli si presentano appassiti. Difficilmente le piante colpite dalla flavescenza dorata muoiono per la malattia, ma di sicuro non sono più produttive.

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Il problema è che questa fitoplasmosi si sta diffondendo in maniera preoccupante nei vigneti italiani, con un’accelerazione notevole nel corso degli ultimi due anni. Per questo motivo Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha chiesto al Governo e a Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare, di intervenire rapidamente per bloccare la diffusione della flavescenza dorata.

La richiesta principale è che il governo metta in atto una strategia mirata e uniforme su tutto il territorio nazionale, facendo partecipare alla medesima anche gli enti competenti. Solo che bisogna mettere in atto subito questa strategia.

Effettivamente il ministero dell’Agricoltura ha istituito un fondo apposito nella legge di Bilancio 2023: si parla di 1,5 milioni di euro per il 2023 e di altri 2 milioni di euro per il 2024. Il problema, però, è che tale fondo non è sufficiente. Servono più soldi per riuscire ad attivare gli interventi di selezione delle piante malate e per fornire gli adeguati ristori ai viticoltori che stanno affrontando spese notevoli per estirpare i vigneti colpiti dalla malattia.

Confagricoltura ha fatto sapere che, al momento, le aziende vinicole colpite dalla flavescenza dorata non hanno nessun tipo di sostegno economico. Inoltre non possono neanche beneficiare di fondi per compensare i mancati guadagni.

L’allarme fra gli agricoltori sta salendo. Attualmente la flavescenza dorata mette a rischio le principali produzioni vinicole in Piemonte, Toscana, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Proprio in queste regioni, infatti, di recente sono stati segnalati nuovi focolai.