di Giorgia Cannarella 13 Maggio 2013
Carlo Cracco, cracco ristorante

Resistere, vi siete detti. Bisogna resistere senza cedere alle lusinghe dei media tentatori. Masterchef non mi avrai: “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno”, il bestseller di Carlo Cracco, lo chef belloccio del momento malgrado il “fisico a pera” (cit.), voi non lo comprate.

Perché anche nella cucina, voi amate i libri di nicchia, i piccoli tesori defilati, quasi introvabili. Eppure decantati dai critici letterari più sensibili e prestigiosi, con i gusti dei quali vi trovate a meraviglia.

Prendi Antonio D’Orrico del Corriere della Sera. Le sue rubriche su Sette, le fulminanti recensioni sono per voi oro colato.

E cosa ti va a recensire ieri su “La Lettura”, l’inserto del Corriere, il valoroso Orrico? “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno” di Carlo Cracco.
Così:

“I cuochi sono diventati invadenti e onnipresenti come accadde agli stilisti (eccetto il mio prediletto Romeo Gigli) e, successivamente, alle archistar (eccetto il mio prediletto Renzo Piano). La televisione, come fa con quasi tutti (eccetto il mio prediletto Montalbano), li ha resi particolarmente antipatici. Il più antipatico di tutti risulta Carlo Cracco, autore di questo libro.

Un amico fraterno che è andato l’altra sera a cena da Cracco mi ha assicurato che è, invece, molto simpatico. A giudicare dalla passione e dalla felicità con cui ha lavorato a questo libro, non stento a crederlo”.

Allora, cosa fate lì, l’ha scritto Orrico che il libro di Cracco è appassionato, non vi siete ancora fiondati a comprarlo?

[Corriere. Foto: Lorenzo Rui]