di Giorgia Cannarella 5 Febbraio 2013
Harry's Bar, Venezia, interno

Non c’era bisogno di un altro segno lampante e incontrovertibile per accorgersi della crisi. Ma un menu low-cost all’Harry’s Bar di Venezia, già tempio del lusso amato dai vip, colpisce per il suo significato simbolico. I menù sono in realtà due, uno costa 32 euro e comprende primo e secondo, l’altro per 38 euro aggiunge un dessert (i vini sono sempre esclusi).

“A differenza degli chef francesi che impongono un percorso molto lungo dall’antipasto al caffè, i nostri clienti possono concentrarsi solo su un primo e un secondo, scelti ognuno tra cinque proposte” ha detto con il consueto spirito polemico Arrigo Cipriani, prorietario del celebre locale la cui gestione è stata commissariata nel dicembre scorso a causa degli enormi debiti.

“Non è stato un inverno proprio brillante” confessa Cipriani “Ma tutto è andato sostanzialmente bene. I nostri cento coperti al giorno siamo riusciti a garantirli sempre. A differenza della Stato, che in questo periodo di ristrettezze economiche ha aumentato le tasse, noi abbiamo scelto una via che punta al risparmio”.
[Cibario]