di Giorgia Cannarella 22 Aprile 2013
tazzine caffè

Ne abbiamo parlato qualche giorno fa ma il caffè sospeso sembra essere in tempi di crisi, aiutata da Internet, l’usanza italiana più popolare nel mondo. L’abitudine del caffè sospeso nasce a Napoli come atto di solidarietà verso chi, povero di mezzi, non può permettersi di ordinare un caffè che, in questo modo, gli viene offerto dal primo cliente.

Da Napoli si è diffusa in altre città del mondo come gesto di solidarietà in tempo di crisi. In Rete sono nati siti come Coffeesharing.com o l’italiano Rete del caffè sospeso che segnalano i bar e i locali dove è praticata l’abitudine del sospeso.

Ora il movimento degli Indignati in Francia ha rilanciato la pratica sulla sua pagina Facebook e i primi locali hanno iniziato ad aderire all’iniziativa, piazzando il logo del “café en attente” sulla vetrina.

Ma ogni paese declina il concetto secondo la propria tradizione culinaria, a Bruxelles, per esempio, non possono mancare le patate sospese (cioè, regalate in attesa di essere fritte).

A Sofia, in Bulgaria, circa 150 tra caffè, ristoranti e fast food si sono associati per incitare i clienti a offrire un caffè o un panino ai concittadini meno fortunati.

Non mancano però le polemiche. Per Karen Mercer, che ha un caffè a Londra, la pratica sarebbe una forma di carità impersonale: spendo qualche euro contro la povertà e non devo parlare al povero.
[IlJournal]