di Carmelita Cianci 23 Maggio 2012

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Scusa se esiste Milano, uno potrebbe commentare leggendo la Stampa che attribuisce d’imperio a Torino il miracolo di aver trasformato l’hamburger da “simbolo del ‘fast’ in un piatto slow”. Sì, certo, tra le 10 amburgherie da mettere nella classifica dell’hamburger gourmet compilata insieme ai nostri lettori gli indirizzi torinesi sono un paio (Burgheria e M*Bun), ma cosa dire di Milano che in quella lista ne conta quattro più uno in provincia? (Al Mercato, Denzel, Ham Holy, Trussardi alla Scala più il ristorante macelleria Motta).

A prescindere dal campanile, questi sono gli indirizzi segnalati dal quotidiano per la svizzera imperdibile.

1. Ruràl, in corso Verona. Ristorante stellato che farcisce il panino con carne di fassone e maiale (pochissimo, però) crema di funghi, maionese e raschera fresco. Tutto completato con un uovo al padellino. Alla faccia del dietologo.

2. Burgheria, in via del Carmine o in via delle Rosine.

3. Qualeaty, in via Bava tra corso San Maurizio e piazza Vittorio. Due stanze con cucina ma hamburgerismo esagerato: fassone, cottura personalizzata, toma di Roccaverano e finocchio fresco.

Smentite? Approvate? Commentate? [La Stampa]