di Rossella Neri 4 Giugno 2021
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Fino a vent’anni fa a Venezia era impossibile trovare una pizza che non fosse fatta con una base surgelata, poi ad un certo punto sono arrivate le catene che hanno migliorato qualcosa (sic!) e infine, meno di un lustro fa, la moda della pizza ha prodotto qualche flebile eco anche qui, portando due o tre eccezioni in un panorama di pizzerie ancora deludente, soprattutto per quella che dovrebbe essere una delle città italiane che stanno più spesso sotto i riflettori.

Potremmo dire che il fatto che, nel centro storico, per evidenti motivi, non si possano usare i forni a legna abbia azzoppato il mercato, ma è ormai noto che molte delle pizze “famose” (e molte anche di quelle buone) usano ottimi forni elettrici. Dunque, ahimè, la malattia ha le sue origini altrove, in un generalizzato atteggiamento turistico vecchio e malandato, per cui vale l’adagio che non ha senso offrire qualità a chi mangia qui una tantum. Con buona pace dei veneziani che resistono ad abitare in questo fazzoletto di terra a forma di pesce che sprofonda nella Laguna.

Pochi anni fa, dicevamo a spanne meno di un lustro, è arrivata in città la pizza napoletana, e non è un caso se due su tre delle pizze migliori che si trovano in città siano ispirata a quella, come se non si potesse far qualità in altro modo [n.d.r. la pizza al Nord Est è sempre stata una pizza stirata, molto più cotta della napoletana, quasi senza cornicione, in cui il topping ha sempre avuto un ruolo da protagonista].

La pizza veneziana – generalizzando su quelle che son rimaste fuori da questa classifica – non solo non è buona, ma è una pizza noiosa: non guarda mai a quello che fanno gli altri, non segue la moda nemmeno con l’intento di accaparrarsi quella fetta di mercato. Un atteggiamento miope, purtroppo condiviso con molta dell’offerta ristorativa cittadina, che produce danni alla città in termini di turismo di prossimità, e gli effetti si sono visti tutti in questo terribile anno e mezzo, in cui nei sestieri più turistici si incontrano più serrande abbassate che aperte. Al momento, sembra esserci il flebile accenno di ripresa, che purtroppo non collima con un atteggiamento gioioso, o quantomeno cordiale, dei ristoratori. Vorremmo sbagliarci, ma, dalle esperienze personali, sembra che il malumore e il disincanto abbiano preso il sopravvento sulla motivazione. Speriamo passi presto.

L’altro difetto annoso e colossale di questa mala ristorazione cittadina sta nelle carte delle birre [con la pizza va da sé]: ne abbiamo trovate di inesistenti, a volte monomarca, a volte con due referenze ma entrambe industriali, dimostrando che il presupposto con cui si pensa alla pizza in città è applicabile anche alla carta del bere.

Questi sono i motivi per cui ci è sembrato opportuno non fermarsi a Venezia, ma valutare anche le pizzerie che stavano nella cosiddetta Terraferma, quella zona abbastanza ampia che più o meno va identificata con il territorio della provincia. Nella Terraferma abbiamo scelto quelle pizzerie che ci sembravano avere un’idea, nella scelta degli ingredienti o negli impasti, e siamo andati a provarle, come sempre in incognito. Non stupitevi dunque se in questa mappa delle migliori pizzerie di Venezia trovate una pizzeria di Ponte di Piave.

C’è un ultimo disclaimer da fare prima di cominciare questa classifica: le pizzerie qui di seguito sono state provate tutte durante l’estate del 2020, poi, da ottobre è successo quello che sapete.  Anche in periodi di “normalità”, fare un elenco di quali pizzerie provare a Venezia è problematico, e quelle che  consiglierei ai miei amici non arrivano alla decina, qui ne trovate solo sette. Purtroppo ci si è messa di mezzo la pandemia, e uno dei ristoranti che avevamo incluso, seppur a fine classifica, la pizzeria Me.Me di Mestre, è al momento chiusa fino a data da destinarsi. Ma su col morale, questa è una classifica in divenire, e ormai dovremmo averlo capito che le cose cambiano velocemente, potrebbe succedere che Venezia aggiunga al turismo mordi e fuggi quello di prossimità e che le aspettative dei veneziani nei confronti della loro città si alzino. Tra i ristoranti dell’isola sta succedendo già qualcosa.

Di seguito la classifica delle migliori pizzerie di Venezia e provincia, dalla quella che si è aggiudicata il punteggio più alto alla meno eccellente: accanto la Gourmap con, come sempre, le pratiche schede con indirizzi e informazioni utili, corredate dalle nostre recensioni.

1. Pizzeria Grigoris

Via Asseggiano 147, Mestre, Venezia

Come volevasi dimostrare la pizza più buona di Venezia non è a Venezia ma a Mestre, anzi nella frazione di Asseggiano. Lello Ravagnan porta a casa incensature e onori plebiscitari, sia nel mondo degli addetti ai lavori che in quello dei clienti. Fa una pizza che si ispira alla napoletana, ma è fatta con il lievito madre vivo, sopra ci mette gli ingredienti migliori che riesce a trovare, e molti provengono da Napoli in giù. Il punto d’onore sono i prezzi, che nel variegato mondo della pizza d’élite gli concederebbero senza battere ciglio un aumento del 25%, lui invece sceglie la strada del prezzo politico. Che qui le idee abbiano una marcia in più lo dimostra il fatto che per fronteggiare le chiusure dell’ultimo anno si siano inventati una bakery, in una nuova sede (Via Giordano 8, Zelarino, VE) in cui si preparano pagnotte di grani antichi (almeno 8 miscugli diversi), i dolci più famosi della casa e una pizza in teglia, il tutto da asporto o a domicilio.

2. Aciugheta

Pizzeria Aciugheta a Venezia

Campo Santi Filippo e Giacomo 4357, Venezia

La pizzeria da consigliare agli amici che vanno a mangiare in centro a Venezia fa una pizza semplice: meno di venti proposte in carta, e nessun volo pindarico ma solo: tonno e cipolle, diavola, margherita, capricciosa e via dicendo. L’impasto però è morbido e goloso, nonostante qualche leggera bruciatura sul cornicione, il topping eccellente come lo sono le cose buone anche senza un “brand” a spianar loro la strada: un buon tonno sottolio, dei pelati sugosi, l’origano profumato. Il quid in più lo dà il servizio, curato dallo stesso personale di sala del ristorante Il Ridotto, una stella Michelin, di cui questa pizzeria è una propaggine.

3. Pizzeria Capri

Pizzeria Capri a Ponte di Piave

Piazza Francesco de Santis 9, Jesolo (VE)

Via Dante 8, Ponte di Piave (TV)

Ed ecco gli outsider, Damiano Visentin e la sorella Barbara, puristi degli ingredienti e degli impasti. Fanno una pizza abbastanza tradizionale con farine biologiche macinate a pietra e propongono anche la scelta di un secondo impasto con farine di grani antichi coltivate in proprio. Salvo qualche bruciatura di quelle “che capitano”, l’impasto ha un ottimo sviluppo, una cottura omogenea e una croccantezza che non ho trovato in nessun’altra pizza. Peccato per gli ingredienti, selezionatissimi, ma a volte dal gusto un po’ timido. Una sede è provincia di Venezia, a Jesolo, ma è in linea d’aria, partendo dal Capoluogo veneto, troverete prima la pizzeria di Ponte di Piave, in provincia di Treviso.

4. Birraria La Corte

Birraria La Corte; Venezia

Campo S. Polo 2168, Venezia

In Campo San Polo il locale di Fabio Zambon, Birraria La Corte è uno di quei posti dove i veneziani vanno volentieri, e anche i turisti. A differenza della maggioranza dei ristoranti della città è un posto che si evolve in continuazione, variando la proposta, un po’ sull’onda delle mode del momento un po’ sull’estro dei soci: a volte funziona a volte meno, ma con le pizze ha funzionato. La pizzeria infatti propone una pizza tipo napoletana, con una selezione ammirevole di ingredienti per il topping compresi una buona mozzarella e un buon pomodoro. Il rischio di questa cucina però è che si fa prendere un po’ la mano e la generosità a volte si trasforma in pesantezza. Peccato per la carta delle birre, monomarca sul BAV, Birrificio Artigianale Veneziano: da un locale che si chiama Birraria avremmo preferito una selezione più ampia.

5. 1000 Gourmet

1000 Gourmet a Venezia

C. de la Rizza 475, Venezia

La sede veneziana di 1000 Gourmet, che ha un’altra pizzeria a Napoli, è considerata da molti la pizzeria migliore della città. La sua pizza, napoletana eterodossa, è buona ma non perfetta, scioglievole ma un po’ secca sul perimetro; il topping, in odore di Napoli food porn, rende difficile apprezzare davvero la base. Un prodotto senza infamia e senza lode, perfetto per la metà della classifica. Il corredo napoletano prevede anche i fritti di antipasto ed enormi porzioni di dessert. A dimostrazione di quanto in effetti sia un’impresa di successo, nell’estate del 2021 aprirà anche un nuovo punto vendita in città

6. Pizzeria – Cicchetteria Alla Strega

pizzeria alla strega recensione di una pizza da veneziani (4)

Barbaria de le Tole 6418, Venezia

In una zona da veneziani, c’è una pizzeria da veneziani: una pizza che non cede alle mode del momento, isolata come gli isolani, eppure buona. Si tratta della classica pizza settentrionale stirata, senza cornicione e servita sia nella versione “schiacciata”, croccante e senza pomodoro, che nella versione tradizionale, comunque croccante. Gli ingredienti del topping sono buoni, gli abbinamenti convincenti, peccato la scarsa digeribilità del tutto e l’aspetto non sempre curato.

7. Al Giardinetto Mira/Pizzeria al Naturale

Al Gardinetto Mira

Via G. Di Vittorio 14, Mira (VE)

La pizzeria Al Giardinetto di Mira, che si è guadagnata un certo blasone tra gli addetti ai lavori, propone una pizza che non funziona: secca, non sviluppata, cruda al centro. Peccato perché la ricerca degli ingredienti è evidente, anzi è evidenziata dalla proprietà in ogni modo. La nostra opinione (che potete approfondire nella recensione dedicata) è che se quella materia prima fosse affiancata da una tecnica all’altezza, la pizza scalerebbe le cerchie più alte di questa classifica. Il motivo per cui la inseriamo lo stesso in fondo a questa classifica, oltre a questa ammissione di fiducia, è che ci abbiamo trovato una selezione di birre degna di un pub con le palle, e che vorremmo tanto trovare in ogni pizzeria.