Pizza napoletana con farina di cavallette: a Milano apre Hopper

Fatta la legge, aperta la catena.

Non sono passati cinque mesi da quando l’insetto è stato sdoganato sulle tavole italiane, ed ecco che la proteina più controversa del decennio, dicono protagonista del prossimo millennio, finisce sul piatto più popolare della Penisola.

[Gli insetti sulle tavole degli italiani dal 1° gennaio 2018]

Stiamo ovviamente parlando della pizza, preparata con farina di insetti (cavallette, nello specifico), e destinata a diffondersi in tutta Italia.

Si chiamerà Hopper-pizza (da hoppergrass, cavalletta in inglese) e partirà a fine estate, tra settembre e ottobre, con una prima apertura in zona Duomo, a Milano. Poi si punterà a Napoli, Genova e Torino: luoghi strategici, insomma, studiati per coprire tutto il Paese.

Ciò che sappiamo, fino ad ora, ci è stato comunicato in anteprima dalla griffe di pizza napoletana che farà da consulente per la nascitura catena: una famiglia di pizzaiuoli veraci, alla quarta generazione, che si è prestata all’operazione, offrendo la propria esperienza in fatto di impasti, lunghe lievitazioni e cotture a forno a legna.

Proprio così, perché come ci assicura la nostra fonte campana, che al momento preferisce non palesarsi, nulla sarà lasciato al caso, dal lievito madre alle 36 ore di riposo.

La pizza sarà disponibile in due versioni: con farina di cavallette (semplici, al “naturale”) e a base di cavallette affumicate, dal sapore più deciso. Per i condimenti, però, si rispetterà la tradizione partenopea, con pochi gusti, essenziali: margherita, marinara e Bufala Campana DOP.

Per ora non si conosce il committente, ovvero il proprietario della nuova catena, ma sappiamo che è di nazionalità cinese, ben intenzionato ad ampliare i propri orizzonti oltre le quattro città sopra elencate.

Vien da domandarsi come la prenderà la città di Napoli, “presa di mira” per il secondo taglio di nastro, di fronte a una simile blasfemia: l’integralismo dei condimenti, su basi tanto futuriste (se così possiamo chiamarle), pare quasi derisoria.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

30 maggio 2018

commenti (16)

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  1. Andrew ha detto:

    Fate anche una notizia quando Hopper chiuderà. Credo che succederà presto.

  2. Orval87 ha detto:

    Sicuramente non contiene glutine. Quindi dove sta il trucco? Qual è la lista ingredienti completa? Scommetto che ci sono altri ingredienti in quella “farina”.

  3. Anna ha detto:

    Mio marito ha già fatto la pizza con impasto di grilli quindi non sono i cinesi i primi

  4. roberto ha detto:

    A 20 dollari al kg presso i produttori thailandesi, la farina di grillo è troppo cara. Un noto produttore di pasta italiano con sede a Bangkok produce fusilli con una presenza di farina al 20% e non riesce a “sfondare” sui mercati americani per i costi eccessivi.
    In europa le limitazioni normative sono severissime e di fatto insormontabili, ieri come domani.
    Insomma, detto da un addetto ai lavori, perchè la famiglia di mia moglie produce grilli in Thailandia da generazioni e da chi lavora da 25 anni nella ristorazione, posso affermare che è una notizia fasulla

    1. Orval87 ha detto:

      20 dollari al chilo? Ma perchè la gente dovrebbe spendere quella cifra per la farina di grilli invece che per del manzo o un polipo o altro di più buono?

  5. Umberto ha detto:

    La cavalletto in inglese si dice grasshopper non Hoppergrass. Ma ci vuole tanto a controllare su un vocabolario?

    1. Karlo ha detto:

      Bisognerebbe dirlo anche ai giornalisti televisivi, che non si preoccupano nemmeno di imparare a dire “business”.
      E i mezzi li hanno. Figurati questi qui…

  6. giovanni ha detto:

    Commento classico: “Mangiatevela voi”

    Commento di mentalità aperta: “Perchè no? La potrei anche provare”

    Commento mio: “Alle armi!”

  7. Claudio ha detto:

    Un po’ di orgoglio e dignità per favore! Come si fa a devastare la perfezione della pizza per sottomettersi a queste mode (si spera passeggere altrimenti è la fine)? Personalmente ritengo che stravolgere simboli della cucina italiana per entrare in questi potenziali nuovi mercati produca più danni che benefici.

  8. Leopold Gruber ha detto:

    Ma che bella Fake News.
    Il ministero della sanità ha dato disposizioni che vietano queste pratiche il Italia. Informatevi meglio!

    1. grammarnazi ha detto:

      Forse ti è sfuggito il senso di questa operazione. Che personalmente apprezzo.

    2. Andrea ha detto:

      Il senso di tale operazione?! Se in redazione abboccano…. Senza verificare prima di far copia e incolla…

    3. grammarnazi ha detto:

      Andrea, mi ripeto. Verifica bene chi, come e soprattutto perché ha fatto partire la bufala 😉

    1. Andrew ha detto:

      Non so perché ma mi sento sollevato 🙂

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