Brunetta: matrimonio gastrofanatico. Non farsene una ragione

Renato Brunetta, il ministro pocket che se gioca la cempions lig dei detestabili arriva in finale ma poi perde perché è detestabile, si è sposato a Ravello facendosi beffe dei precari che volevano rovinargli la festa. Però oggi non vogliamo parlarvi di quanto il ruolo di Brunetta sia un osservatorio privilegiato sull’aprire bocca e darle fiato, no. A consumarci è un interrogativo ben più inquietante: possibile che il piccoletto sia un gastrofanatico? Possibile che condivida con noi un’identica passione? Noi e Brunetta una faza, una raza???

Terrorizzati dall’eventualità cerchiamo indizi sulla stampa.

CHEF
Ahimé, il c.v. di Mimmo di Raffaele, lo chef scelto per il matrimonio, è impeccabile: ha aperto il risto “Marino alla Scala” di Milano per lo stilista Nicola Trussardi, è passato dall’hotel Eden di Roma prima di diventare executive chef del pazzesco Hotel Caruso di Ravello. Per finire è di Tramonti (con la A), il paese campano dei pizzaioli col pedigrì.

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C’erano la zuppa di polipo polpo con raviolini di vongole e il risotto con colatura di alici, pomodori appassiti e calamari. Manco si sposasse il direttore della Guida Michelin. E sulla terrazza dell’Hotel Caruso, le cui stanze condizionate arrivano a costare 9 mila euro a notte, tra una mozzarella di Vannulo, il re della bufala di Paestum, e le braciole di maiale del macellaio di fiducia Fabrizio Nonis, non sono mancati pizza e pesce della costa. Anche se so di girare il coltello nella piaga, a preparare il dolce a base di ricotta e pera è stato il maestro pasticcere della costiera salentina Salvatore De Riso. E’ inutile che facciate finta di non notarlo, questo è un VERO matrimonio “gastrofanatico”, di più: “gastrofighetto”, l’accezione griffata del termine.

LISTA DI NOZZE
In apparenza indistinguibile da una qualunque lista nozze Totti-Blasi, con 54 lampade, 10 tappeti di varie pezzature, 7 tavoli, fioriere, cristalliere, armadi, librerie, capitelli e due testiere per il letto matrimoniale, include richieste che rivelano l’animo ecogastronomico del ministro: ossignore, Brunetta sarà mica iscritto a Slow Food? Ci sono infatti fiori e piante per il giardino, palme e melograni, centinaia di lauri, rosmarini, un ciliegio, un mandorlo, un susino e un fico.

MEGA FESTA
Costretto a sposarsi in gran segreto per evitare che ai precari salisse la carogna — Houdini esci da questo corpo! — Brunetta ha deciso che la festa non finisce qui. Festa? Chi ha detto festa? Non appena sentiamo la parola magica noi drizziamo le antenne. Non si sono ancora spenti gli echi della d-Fest del marzo scorso, quando con sprezzo del pericolo abbiamo portato lo chef Massimo Bottura nel fichissimo loft dei Fooders. Mentre abbiamo portato voi, lettori di Dissapore, all’Open Colonna, lo spazio mondano di Palazzo delle Esposizioni a Roma.

Ora, sapete dove Brunetta saluterà i 300 invitati alla festa post-matrimonio fissata per sabato prossimo alle 21?

“All’Open Colonna, l’elegante e moderno spazio dello chef Antonello Colonna, in via Nazionale a Roma”.

Renato Brunetta = gastrofanatico. Ciao, finisco di suicidarmi e torno.

[Crediti | Link: Hotel Caruso, Corriere.it, La Stampa, Il Salavagente, Dissapore, Fooders. Immagini: Corriere.it]

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

11 luglio 2011

commenti (32)

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  1. Possiamo consolarci con la speranza che si sia fatto consigliare da qualcuno all’altezza (ehm…) – ma è una magra consolazione, vuol dire che comunque ci ha pensato (ehm…), e quindi in qualche modo c’è un’intenzione virtuosa di fondo…
    Aspetta, vengo anch’io – suicidiamoci con hamburger e patatine, mcfluffy, salamelle alla brace con cipolle, pattona (possibilmente ulfida), mense aziendali, formaggi plasticati dei vari minimarket extrascontati…

  2. beh, consoliamoci così: magari è la moglie la gastrofanatica

  3. No, non ci credo. Ha googlato e ha consultato i blog gastronomici per non cadere nella tentazione catering di lusso.. ma una faccia una razza con Brunetta no, vi prego !

  4. Va bene, Brunetta è gastrofanatico. Anzi, gastrofighetto. Anzi, buongustaio, gourmet, palato fino. Anzi, arbiter elegantiarum della gastronomia, come Petronio e Mitterand. E allora?
    Come scrive Marguerite Yourcenar, “Non manca un barlume di luce neppure nel più opaco degli uomini: un assassino suona il flauto con garbo; un aguzzino che lacera la schiena degli schiavi con le frustate è forse un figlio eccellente; un idiota può essere pronto a dividere con me l’ultimo cantuccio di pane che gli resta.”

  5. ma non è quello che disse «Napoli cancro etico e sociale» e cose del genere sul Sud… Ma quanno se magna semo tutti romani… Aoh!!!

    (ci tengo a precisare che amo molto la cucina romana e la romanitudine delle osterie, la mia non voleva essere mancanza di rispetto verso i grastro-appassionati capitolini.)

  6. Sabato all’Open Colonna, eh?
    Ma il riso agli sposi si può tirare lo stesso, anche se è passata una settimana?
    Magari al forno, dentro ai pomodori.

    Che fa tanto estate. 😎

    1. per beccare brunetta devi mirare il pavimento però 🙂

    2. Ma anche un supplì congelato!

  7. Brunetta non può essere iscritto a slow food: un iscritto a slow food deve essere ben rispettoso dell’ecocompatibilità e soprattuto DEL LAVORO DI CHI PRODUCE IL CIBO.
    E qui non ci siamo proprio!

  8. Vado e mi suicido pur’io.
    Non ho alternative.

    Addio, è stato un piacere leggervi.

    (Secondo me Massimo Berardi è colpevole di istigazione al suicidio. Ecco.)

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