di Adriano Aiello 21 Marzo 2012

E’ nato nel 1984, si chiama Devis Bonanni e non compra ai grandi magazzini (cit.). Piuttosto si definisce Pecoranera e a 23 anni smette la vita del perito informatico per passare a quella dell’agricoltore a Carnia Raveo, nella Carnia (in provincia di Udine). Un’esistenza ecosostenibile con i 200 euro al mese della vendita dei suoi prodotti. Ma anche con la casa dei genitori e le probabili preghiere che non incomba qualche alluvione o evento naturale.

La rinnovata celebrità di Devis, dopo un documentario prodotto da MTV nel 2010, passa da due articoli sul Corriere, il primo in cui viene raccontata la sua via alla sopravvivenza, il secondo, a 48 ore di distanza, in cui si cruccia personalmente per critiche e sberleffi al suo pensiero post-consumista (“si vive davvero con 200 euro al mese zappando la terra?”). Nel frattempo esce un libro in cui illustra la sua filosofia e grazie al quale magari i 200 euro diverranno 300. Per birra e cioccolato che gli piacciono tanto, e per il blog. Domani sera poi, Piazza Pulita su LA7. Piccoli passi.

Tra le pagine gli spunti interessanti non mancano come la personale ricetta alimentare per l’autosufficienza del nostro. Mais, patate, fagioli, piselli e ravanelli in 800 o 1000 metri quadrati e possiamo farcela. Magari rinunciando a famiglia e socialità. Il modello è il salutismo alla Michael Pollan (citato nel libro), il vegetarianesimo raccontato come una scelta personale ma vissuto con ironia, con Devis che confessa di comprendere lo scetticismo degli autoctoni.

Divertente la suddivisione dei capitoli per alimenti, dall’amata polenta ai cavoli, alla superiorità nutrizionale delle patate rosse, passando per l’elogio della minestra e per lo struggente racconto dell’ultimo pomodoro della stagione. Meno convincente la parentesi sui supermercati e il proclama “non ho ancora trovato un cibo buono e uno cattivo, ma solo un nutrimento che, di volta in volta, ho creduto appropriato per la mia salute e quella dell’ambiente”. Fa davvero troppo assemblea di sinistra al liceo, ma in chiave alimentare.

Alla fine, il motto di Devis potrebbe essere abbandona la società capitalista prima che questa abbandoni te, e probabilmente si è mosso solo con grosso anticipo rispetto alla catastrofe, ma se la decrescita felice è questa non so quanto conviene convenga cavalcarla. Però, chi la pensa diversamente, prego, si accomodi nei commenti.

E’ che il puzzo di un certo individualismo, anche vagamente egoista lo trovo un po’ noioso.

[Crediti | Link: Corriere.it, Marsilio, Progetto Pecoranera, Dissapore. Immagine: Green Me]