di Lorenza Fumelli 30 Settembre 2011

Come avrete notato, è iniziato il trimestre horribilis delle guide ai ristoranti. Per alleggerire la tensione abbiamo compilato una classifica per così dire, personale che, ne siamo certi, orienterà le scelte gastronomiche della prossima stagione: la Guida allo chef più fidanzabile d’Italia nel 2012. Roba seria. Come usa nelle migliori famiglie (vedi guida del Gambero Rosso) iniziamo da Roma, occasione d’oro: “Chef sotto le stelle”, brillante idea di Francesco Apreda, chef di Imàgo dell’Hotel Hassler, che lunedì scorso ha radunato molti cuochi romani per festeggiare i 150 anni dall’Unità d’Italia.

Siamo stati alla bella festa con un obbiettivo chiaro: redigere la top ten dello chef più fidanzabile di Roma e dintorni nel 2012.

Prima di cominciare devo avvertirvi di alcuni fuori concorso, come Marco Martini dell’Open Colonna, Roy Caceres del Metamorfosi, Adriano Baldassarre di Salotto Culinario, Giulio Terrinioni dell’Acquolina e altri, assenti al momento dell’importante competizione. Next time, va bene?

Procediamo:
10°classificato:  Giuseppe Di Iorio, Aroma, Hotel Palazzo Manfredi

Sguardo curioso, zigomi in bella vista, leggero accento romano e quella magrezza in stile Vincent Gallo che piace tanto a Calvin Klein e agli abitanti della Transilvania. Chi siamo noi per non apprezzare?

9° classificato: Davide del Duca, Osteria Fernanda

Il suo fascino sta nell’essere esattamente a metà tra il monello sciupa femmine e il bravo ragazzo. Ottimo cuoco (ma oggi non conta), mani grandi, fisico robusto, sguardo diretto. Ancora basso in classifica ma può fare di più. Forse una sfoltita leggera alle sopracciglia e un’aggiustata al taglio di capelli stile sono-appena-sceso-dalla-vespa, aiuterebbero.

8°classificato:  Stefano Marzetti, Hotel Splendide Royal

Struttura solida, bicipite gonfio sotto la giacca bianca, sopracciglia curate e barba fatta. Piacerebbe alle mamme di tutto il mondo quindi si becca l’ottavo posto. Come cucina? E chennesò? Non è questo il punto. Congratulazioni.

7° classificato : Francesco Apreda, Imàgo dell’Hotel Hassler

Sorriso gioioso, occhi azzurrissimi, accento campano che ben si sposano col carattere allegro, umile e  sincero. Posto meritatissimo, voglio sottolineare, alla faccia delle male lingue che ci accuseranno di averlo inserito in classifica solo perché padrone di casa. Ma siete matti?  Noi marchette non ne facciamo, nonostante le grandi pressioni.

6° classificato: Angelo Troiani, Convivio Troiani Roma

L’eterno fanciullo colpisce ancora. Sembra appena uscito dal campo di calcetto dopo il torneo con i compagni di classe e quando la riservatezza cede il passo, ecco venir fuori lo spirito vivace e accattivante che ci piace tanto.

5° classificati pari merito:  Francesco di Lorenzo e Carmine Iezzi, il Pagliaccio

Il gatto e la volpe della ristorazione romana, punta di diamante della brigata di Chef Genovese. Francesco (a destra) è serio, introverso, esitante ma il suo sguardo tradisce un animo inquieto. Carmine… beh Carmine lo vedete da voi. Nelle occasioni ufficiali li potete trovare nascosti in qualche angolo a confabulare e bere Champagne. Imbattibili come duo.

4° classificato: Fabrizio Sepe, Le Tre Zucche

Bello e bravo, come dicono le nonne. In più ha quel ciuffo di capelli un po’ ribelle che la dice lunga sul personaggio: stravagante, inedito e con la battuta sempre pronta. Ha conquistato tutte le presenti con quell’aria un po’ così.

3°classificato: Anthony Genovese, il Pagliaccio.

Ma guardatelo! Lo sguardo, il sorriso, il pizzetto. Emana charme da ogniddove! Per non parlare dell’accento italo-franco-calabro-bulgaro-giapponese. Grande Anthony, lo sai che ti adoro, non potevi non essere nella Top-3.

2° Danilo Ciavattini, Enoteca La Torre

Bello è bello, niente da dire. Solo che è talmente timido che non sono certa sia sopravvissuto alla nostra incursione sguaiata e chiassosa con macchina fotografica e taccuino in mano. Danilo, il secondo posto è tuo. Se sei vivo mandaci un segno che stiamo preoccupati.

1° classificato: Riccardo Di Giacinto, Ristorante All’Oro.

Non poteva essere che lui il vincitore assoluto, il Johnny Depp de noantri, il Benicio del Toro dei Parioli. I miei complimenti vanno soprattutto alla sig.ra Di Giacinto, la bella Ramona, direttrice di sala più invidiata della capitale.

In attesa del prossimo cruciale appuntamento con la classifica dello chef più ormonabile d’Italia nel 2012, care lettrici e cari lettori, esprimete la vostra sempre gradita opinione.