Chi è il benefattore di Adro, Brescia profonda, l’uomo che con un assegno da 10.000 euro accompagnato da una lettera anonima, ha pagato il debito contratto da alcune famiglie con la mensa della scuola? Debito che nelle intenzioni del delizioso sindaco leghista Oscar Lancini, doveva escludere dai pasti 42 bambini in larga parte figli di immigrati? Oggi sono in molti a pensare che “il personaggio dell’anno”, come un tot di noi lo ha definito ieri, sia Silvano Lancini, ex insegnante della stessa scuola, e ora proprietario della Smea, società di consulenza informatica con sede nel comune di Erbusco. Uno schiaffo morale davvero sonoro al pragmatico menefreghismo leghista.

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho studiato molto e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Temo sempre di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che a spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno sia proprio il mio paese.

Eppure oggi, incredibile ma vero, perfino il nobile gesto del benefattore viene criticato da alcuni genitori in regola con il pagamento delle rette. Non è bastato neanche che il benefattore rifiutasse di presentarsi in tivù perché il protagonismo non ha nulla a che vedere con il suo gesto. Accusano i genitori:

“Poiché la mensa non è un servizio, non è obbligatorio accedervi, mentre è obbligatorio pagare per entrarvi. E non si può certo risolvere così la questione perché a settembre si ripresenterà di nuovo”.

Che è un po’ come dire che questi gesti non risolvono le ingiustizie collettive, anzi, paradossalmente, le rendono più accettabili per il fatto di essere annaquate dalla generosità di un singolo. Cosa che a noi non sembra. Quello del benefattore, non è un atto di carità pelosa esposto ai riflettori della tivvù, ma, come chiarisce la lettera anonima, una puntuale spiegazione del perché e del percome il sindaco di Adro non è altro che il solito soprammobbile riproduttivo leghista, per non dire il solito s****o. E di questi tempi non è poco.

O è a noi che sfugge qualcosa?

commenti (64)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar Rizzo Fabiari ha detto:

    non fa una piega, Massimo, e del resto chiunque abbia una molecola di sensibilità non può che considerare rivoltanti le critiche dei “genitori in regola con le rette”.

    D’altra parte non c’è da stupirsi della plurimillenaria imbecillità umana. Fatti un giro, per dirne una tra milioni, su imdb.com, il più grande sito mondiale sul cinema: incredibile ma vero, c’è gente che critica Kubrick, o Hitchcock, o perfino Mozart (“un pessimo compositore di colonne sonore”, ipse dixit).

  2. Scusami Fabio, ma perché Kubrick non dovrebbe poter essere criticato? E pure Mozart? Ok, non c’entra nulla, ma m’incurisiva il passaggio che ha portato a questa conclusione.

    1. Avatar Rizzo Fabiari ha detto:

      per amore di brevità ho preso diverse scorciatoie, che però considero piuttosto ovvie: non criticavo il fatto di criticare – che è un elementare diritto anche dei suddetti imbecilli – ma il fatto di criticare su basi inconsistenti o financo deliranti, in totale deformazione della realtà. Come appunto in questo caso, dove delle cape fresche si permettono addirittura di muovere obiezioni su un (raro) gesto di altruismo, per di più anonimo, non esibito, non strumentalizzato dall’autore. Tutto qui.

    2. Quindi sulla qualità della critica e non sulla critica stessa, ok. Certo, dire che Mozart “non scriveva belle colonne sonore” (nel Settecento???) è una sciocchezza potentissima, ed è difficile additare il criticatore come esempio in questioni di principio… 😉

  3. Comunque non dico come la penso sull’argomento. Non ho voglia di scatenare contro di me il solito assalto all’arma bianca di moralisti e indignati professionisti.

  4. Avatar politica 3 - burocazia 0 ha detto:

    crisi, un’impresa pagare le rette per l’asilo

    Reggio Emilia, 11 apr – Anche a Reggio, se il comune scegliesse di mettere a pane e acqua chi non paga, sarebbero in tanti i bambini che non potrebbero mangiare coi compagni e dovrebbero rinunciare al tempo lungo. «Il comune – dice l’assessore al welfare Matteo Sassi – sulla base del ricalcolo delle rette per asili e nidi ha visto diminuire le proprie entrare di 153.000 euro, nel 2009, e nel 2010 sarà peggio».

    Ma in nessun caso i pasti sono a rischio: un piatto di pasta nelle scuole reggiane non si nega a nessun bambino. «Farlo sarebbe un imbarbarimento sociale prima ancora che politico: che futuro ha in mente la Lega per il nostro Paese se non sente nessuna vicinanza e protezione per i bambini, i più deboli?». La crisi si sente anche nelle scelte che le famiglie sono costrette a fare: se arrivano a non pagare la mensa significa o che siamo di fronte a tanti genitori snaturati, o che proprio non ce la fanno.
    (sunto dalla gazzettadireggio.it)


    se non ricordo male la chiamavamo politica, questa

  5. A parte i soliti furbetti, chi non paga è probabile che non ce la faccia. Poi ne conosciamo tanti finti perbenisti tipo:
    “come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano”.
    e questo mi fa venire in mente quelle città americane solo per abitanti adulti dove si pagano meno tasse perchè non ci sono scuole da mantenere.
    E così in questo e tanti altri casi,tante belle parole purchè siano gli altri a pagare specialmente se il problema non è tuo

  6. Avatar gianluca ha detto:

    secondo me è a voi che sfugge qualcosa.
    io sono cresciuto in una famiglia non certo agiata, ma ho sempre mangiato a casa mia e non ho mai preteso che qualcuno mi desse un pasto in mensa gratis.
    l’indignazione delle famiglie che pagano è presto spiegata: anche chi paga, in questo periodo, probabilmente lo fa a fatica, dovendo rinunciare a qualcosa.
    allora se non paga qualcuno, perchè gli altri dovrebbero pagare? in base a cosa? o facciamo una legge in base al reddito….o altrimenti la questione così posta non è secondo me corretta.
    oltretutto non è chiaro perchè la famiglia media, che fatica ad arrivare a fine mese, che si indebita e fa sacrifici per stare a galla, dovrebbe pagare le tasse per mandare in mensa figli di persone che non le pagano.
    la mensa come diritto non ha molto senso: nessuno muore di fame, secondo me. se la retta è troppo alta, si mangia a casa, come abbiamo fatto in tanti, senza urlare allo scandalo.

    io non sono assolutamente leghista, però so che lavorare duro e fare sacrifici è una fatica per tutti, e non si capisce perchè qualcuno non dovrebbe pagare, ossia perchè qualcuno dovrebbe avere più diritti rispetto ad altri.

    la linea di questo articolo potrebbe avere senso se parlassimo di beverly hills, dove tutti sono milionari e allora basterebbe un piccolo gesto per aiutare chi non ce la fa.
    ma in italia, tra la gente comune, anche chi ce la fa…..potrebbe non farcela da un momento all’altro. e quando sei con l’acqua alla gola, difficilmente ti viene in mente di pagare per gli altri.

    1. Avatar Max1965 ha detto:

      Bravo, finalmente delle considerazioni sensate su un fatto che è stato strumentalizzato politicamente.

    2. Avatar Nico aka tenente Drogo ha detto:

      non è stato strumentalizzato
      è stato giustamente rilevato l’aspetto barbaro della soluzione

      il problema è che ci sono genitori che non pagano
      la soluzione decente sarebbe metterli in mora, pignorare un loro bene, prendersela con gli adulti insomma, non con i bambini

      barbarie

    3. Avatar frhack ha detto:

      concordo pienamente con Nico, colpisce particolarmente che questa barbarie trovi largo consenso.
      Siamo ai metodi sbrigativi da sceriffo del far west, piacciono e seguono la più semplice delle logiche: non paghi, non mangi.

      E’ la politica facile facile, non serve nessuno sforzo per capirla e nessuno sforzo per farla.

      Non a caso in provincia di Brescia e’ stato eletto Renzo Bossi.

      Non ci si rende conto che questo comportamento ha un costo ben più alto dei pochi euro in questione.

    4. Avatar Catine ha detto:

      Il problema si risolverebbe se permetessero ai bimbi di portarsi il pranzo da casa e mangiarlo in mensa o di lasciar uscire per il pranzo a casa e rientrare per il pomeriggio. Io ho “regalato” rette di mensa al mio comune per mie figlie che non “gradivano” la mensa e mangiavano certi giorni solo pane. Ho letto in giro certi post orribili del tipo: “… se non ci si può permettere di comprare (il servizio mensa) si deve rinunciare..” come se nel decide di mandare un figlio all’asilo si ragioni come quando si acquista un abito, un paio di scarpe, si va o meno ad un ristorante… stiamo andando alla deriva!

    5. Io ho fatto esattamente così.
      In prima e seconda elementare tornavo a mangiare a casa. Poi i miei, per motivi di tempo, hanno preferito la mensa. Solo che la mensa faceva così schifo che non potevo sopportarla. Quando portavano qualche pietanza che mi faceva più senso di altre (tipo pollo, stomachevole) c’era la facoltà di chiedere in sostituzione del formaggio. A volte era anche quello immangiabile. Una volta, schifato, l’ho preso e l’ho appiccicato tutto sotto al tavolo, con conseguente grossa sgridata, nota sul diario e quant’altro (le elementari le ho fatte in un collegio cattolico arcivescovile, non eravamo ricchi, ci sono andato solo perché era l’unica scuola che mi aveva accettato a fare la prima a 5 anni). Non mi sono mai pentito di quella bravata, di quel gesto. Mai.
      Da allora mia madre, che ha stigmatizzato nello specifico il mio gesto, ma era d’accordo con me sulla qualità, mi ha fatto mangiare nella “sala dei panini” assieme ai (molti) altri che non gradivano il rancio. Così in quarta e quinta a pranzo mi godevo i panini spettacolari che mia madre faceva con cose tipo polpettone e salsa verde, porchetta e scamorza e via dicendo.
      Lo so, è una bella ZTORIA… 😉

    6. Avatar Niccolò Donati ha detto:

      Anche a me sarebbe piaciuto mangiare a casa, se i miei genitori non fossero stati entrambi a lavoro. Però era così, e se per aggiunta fossero stati poveri, mi avrebbe fatto dispiacere restare a pane et acqua.
      Certo, se si tratta di una scuola privata è un altro conto, ma veramente, neanche i fascisti erano così pezzi di merda. E neanche gli americani negli anni cinquanta, dove a chi lavorava erano garantite una serie di servizi per poter mantenere una famiglia stabilmente. Questo non ha a che fare con l’America, questa è una questione da neoliberisti; e siccome nessuna società potrebbe campare senza chi sgrava i quadri dal lavoro pesante, questo vuol dire che ci sarà sempre qualcuno che è costretto a ingoiare il rospo e stare zitto, magari con il coro di anime belle del laissez faire che dicono di lavorare per campare a uno che si rompe la schiena in fabbrica e se non ce la fa, è solo perchè le condizioni attuali sono particolarmente difficili per tutti. Ma -oh- è meglio prendere fare l’onda a quelli più poveri di noi per farli annegare nella m***a, piuttosto che rischiare che la puzza del povero ci si attacchi addosso; poi magari non saremmo più rispettabili!
      “Ora che sappiamo che i ricchi sono dei ladroni, se i nostri padri e le nostre madri non riusciranno a liberare da essi la terra, noi ne faremo carne macinata”, e con questa frase di Louise Michel concludo.

    7. Avatar Niccolò Donati ha detto:

      post scriptum: vi prego di non considerarmi moralista! non sto dando un giudizio morale su chi ha fatto questo, sto solo dicendo che è un pezzodi…

    8. Avatar frhack ha detto:

      “oltretutto non è chiaro perchè la famiglia media, che fatica ad arrivare a fine mese, che si indebita e fa sacrifici per stare a galla, dovrebbe pagare le tasse per mandare in mensa figli di persone che non le pagano.”

      Questa e’ l’Italia 2010 (vedi foto): la famiglia media si scanna con la famiglia di immigrati per pochi di euro.

      Questo e’ il livello di civiltà, benessere e sviluppo a cui siamo scesi.

      Sarà forse ora che ricominciamo a fare le valigie per emigrare all’estero, cosa e’ rimasto qui dello sviluppo civile, sociale ed economico che avevamo costruito !?

    9. Avatar gabriella ha detto:

      non riesco proprio a capire, proprio chi rischia di trovarsi in un futuro in una situazione simile, dovrebbe apprezzare maggiormente il gesto generoso e disinteressato.
      è in situazioni di disagio che il gesto assume maggiore valore, sono atea ma il gesto cristiano di spezzare il pane e condividerlo penso che significh proprio questo
      scusate ma non riesco a capire tutta questa acredine ed aridità

    10. Avatar frhack ha detto:

      … vero Gabriella anche i valori cristiani che fine hanno fatto ?
      Il crocefisso al muro però, mi raccomando…

    11. Avatar dario ha detto:

      Scusate, ma se un amministratore di un comune che non prende i provvedimenti politici che gli sono concessi (e cioè l’anno prima la regione permetteva l’accesso ai contributi per il welfare degli immigrati? SI!!!! perchè l’anno seguente tali contributi non sono stati più richiesti?) allora è un cattivo amministratore. Come ce ne sono tanti in Italia!!! per me è semplicissimo: tale sindaco di Adro non è capace a fare il suo mestiere. Tra l’altro non possiede neanche un cervello finissimo considerato che gli amministartori di facebook gli hanno cancellato una pagina dove riportava tra gli hobby : caccia agli extracomunitari. Questa gente va educata, deve vedere film, leggere libri e capire cosa significa vivere in mezzo agli altri. Il sindaco dui Adro urla “prima i nostri”, quelli della lega “noi siamo con la gente”, ma questa gente chi è ??? quelli che pagano le tasse non sono gente? e se si pagano le tasse non si ha il diritto che l’amministratore badi al welfare per salvaguardare le situazioni disagiate?? la risposta è semplicemnte SI!

    12. Amico, a te sfugge qualcosa! non è indispensabile avere una legge per far si che la carità cristiana (si sa, da qualche anno quelli di destra sono tutti cristiani, al netto dell’uso delle puttane) sia praticata da chi può, a beneficio di chi non può. Ma mettiamo che sia come dici tu. Perchè avendo da lustri una solida maggioranza in Lombardia, nel governo centrale, nel comune di Adro, questa legge nessuno l’ha fatta?

      Vuoi vedere magari che non vogliono nutrire il pakistano che accudisce ai loro maiali né per carità, né per legge?

  7. Avatar francob ha detto:

    non credo che un genitore che possa pagare faccia vergognare i propri figli davanti ai compagni di classe.
    Diamo la colpa ai vero problema e cioè ai tagli ai servizi sociali e soprattutto a quelli gestiti dai comuni (mense, scuole..)
    In un paese normale si fanno pagare i servizi a quelli che hanno il reddito alto e si aiutano quelli che lo hanno basso, mentre in Italia il discorso è falsato dall’evasione fiscale.

  8. Avatar enrico ha detto:

    Non credo che in questo caso, come in molti altri di matrice analoga che ormai contraddistinguono il nord leghista, sia un problema di tagli ai servizi sociali oppure di ripristino di legalità o quant’altro: c’è solo ed esclusivamente la volontà di colpire gli immigrati. C’è solo razzismo. Mascherato, ma sempre meno, da perbenismo, buon senso, legalismo. Ma solo razzismo, per di più lucidamente utilizzato per una strategia di consensiìo in cui la lega eccelle.

  9. Avatar frhack ha detto:

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …

    (Articolo 3 della Costituzione italiana)

    1. Avatar Niccolò Donati ha detto:

      si ma qua è anche peggio. Anche ammesso che questi non siano cittadini italiani, e neanche europei (che poi è la stessa cosa o quasi), è il classico caso in cui le presunte colpe dei padri (essere immigrati, essere poveri) ricadrebbero sui figli. E’ molto peggio: si fa pagare a dei bambini quello che non pagano (perché non possono) i padri. Qua è una situazione di degrado ben peggiore di una violazione dell’articolo 3. Per accorgersene basta sentire di avere ancora i coglioni al loro posto.

  10. Avatar gianluca ha detto:

    bha’…..a me sembrano solo strumentalizzazioni.
    io sono cresciuto senza mangiare mai in mensa…..e non sono morto di fame. soprattutto non ho mai chiesto a chi stava meglio economicamente….di pagarmi la mensa.

    questi “diritti acquisiti” secondo cui tutti, a priori, devono per forza mangiare in mensa, per me non hanno senso.
    se hai i soldi per permettertelo ok, altrimenti amen.
    nella società ci sono differenze, anche a me piacerebbe avere il macchinone e la villa sulla spiaggia, ma non è così.

    il discorso potrebbe avere senso solo se chi non mangia in mensa…..morisse di fame. ma non è così.
    e quelli che pagano la retta non sono i “ricchi”, ma sono gente comune, piena di debiti, che già fa fatica a mantenere i propri figli, e probabilmente non è nelle condizioni per pagare i capricci degli altri. perchè se puoi vivere mangiando un pasto preparato a casa, l’arroganza di voler mangiare per forza in mensa, non è più una necessità, ma diventa quasi un capriccio.
    la mentalità del “tutto dovuto” non l’ho mai concepita.

    1. Avatar frhack ha detto:

      Abbiamo appena permesso il rientro di capitali dall’ estero, frutto di evasione fiscale, al costo simbolico del 5 % garantendo l’assoluto anonimato.
      A queste famiglie insolventi non e’ stata garantita la minima riservatezza.

      Tutto ok, basta odio, avanti con l’amore.

    2. Avatar e avanti sia! ha detto:

      L’ultimo episodio venerdì pomeriggio, alla scuola dell’infanzia comunale Villa Are di Verona. L’autista del pullmino, dichiarando alle esterrefatte maestre di agire su mandato del Comune, si è rifiutato di far salire due sorelline (la famiglia delle due bambine, chiarisce l’assessore, non ha pagato nemmeno una rata per il trasporto dall’inizio dell’anno scolastico) che pure al mattino erano state regolarmente prelevate a casa. «Una scena odiosa», racconta una mamma: «le maestre hanno tentato di convincere l’autista ma non c’è stato verso. Non hanno potuto far altro che avvisare i genitori che sono venuti a prenderle. Il Comune poteva evitare l’umiliazione pubblica alle bimbe».
      (continua sull’arenadiverona.it)

    3. Avatar un particolare per capire ha detto:

      sono cresciuto senza mangiare mai in mensa, soprattutto non ho mai chiesto a chi stava meglio economicamente di pagarmi la mensa


      ma tu facevi il tempo pieno (il lungo non c’era, vent’anni fa), andavi a casa a mangiare e poi tornavi alle 14 per le lezioni del pomeriggio (oggi come allora non si può fare, dalle mie parti), oppure frequentavi una sezione a tempo normale e alle 12:30 andavi a casa assieme a tutti i tuoi compagni di classe?

    4. Lui non lo so, ma da me si poteva tornare a casa a pranzo, e c’erano due giorni (tre, includendo il sabato, che queste nuove generazioni di piccoli smidollati non hanno mai passato a scuola neppure alle medie) in cui si tornava tutti a casa alle 12.20. Chi restava a mangiare poteva scegliere l’orrenda sala mensa o, come già detto, la sala “dei panini”, ove oltretutto il clima era molto più divertente e il vitto (il mio quantomeno, non tutte le mamme erano brave come la mia) superiore oltre che gratis.

    5. Avatar gianluca ha detto:

      io orario normale, ma in ogni caso non avrei mai preteso di mangiare gratis.
      all’università mai in mensa, mi organizzavo portandomi il cibo da casa (lo faccio anche in ufficio per risparmiare….e mangio pure meglio).
      cibo personale e locali hanno un costo. bisogna capire, se si pretende di averli gratis, chi li paga?

      e poi, se il problema fosse solo questo, allora basterebbe far rientrare a scuola anche chi esce per mangiare, senza avere l’obbligo di dare la mensa gratis a tutti.
      senza contare che il cibo si può portare anche da casa.
      ripeto non siamo in africa, nessuno muore di fame qui.
      un barbone a milano, mangia gratis alle mense comunali, tutti i giorni senza problemi.
      non sto facendo un discorso da “ignorante con il cuore di pietra”, se vedessi bambini denutriti morire di fame, non esiterei a dire “diamo un pasto gratis a tutti”.
      ma qui rischiamo di sconfinare nell’opportunismo, rischiamo che gli onesti facciano la parte dei pirla.

      ci tengo a precisare che la “gente comune” ha un reddito molto inferiore al lettore medio di dissapore, che supera i 50mila euro.
      con 5mila euro al mese, diventiamo tutti più buoni.
      se ne hai 1500, con 2-3 figli da mantenere, il discorso cambia.
      a me non piace l’ipocrisia o il buonismo sbandierato….solo a parole.
      “sono tutti froci….con il culo degli altri”

    6. Avatar francob ha detto:

      che ca…ta io non ho un reddito di 5000 € e non sbandiero buonismo ma non sopporto che vengano trattati diversamente dei bambini.

    7. Avatar gianluca ha detto:

      come ho scritto nel primo messaggio:
      “o facciamo una legge in base al reddito….o altrimenti la questione così posta non è secondo me corretta”

      quello che voglio dire è che o stabiliamo una fascia di reddito esatta, entro la quale la mensa è gratis e per tutti, perchè è lo stato che stabilisce che “non ce la puoi fare”.
      oppure se lasciamo tutto al caso e lasciamo la decisione finale in mano al singolo, finiamo nell’anarchia assoluta, dove i furbetti si moltiplicherebbero, e dove quelli che pagano e faticano per farlo, diventerebbero i fessi.

    8. Avatar gianluca ha detto:

      i furbi ci sono sempre stati….e ci saranno sempre.
      certo che se non si fanno i controlli….
      se non accettiamo questo, allora qualsiasi regolamento e qualsiasi legge, dovrebbero cessare di esistere in questo momento. perchè ci sarà sempre chi evade, in ogni caso.

    9. Avatar gianluca ha detto:

      l’intervento di un genitore dei bambini di Adro, che paga regolarmente la retta, sintetizza perfettamente ciò che sto dicendo.
      sta parlando di Lancini e del suo gesto:
      (il testo è preso da ilsole24ore.com)

      «Buon per questa persona – scrive – e per le persone che ne beneficeranno ma visto che sono un operaio in cassa integrazione e al contrario di altri pago lo stesso la retta penso che dal prossimo mese smetterò di pagare..E’ brutto dirlo ma il confine tra giusto o meno e molto labile».

    10. Avatar Niccolò Donati ha detto:

      Cribio! Lungi da me proporre soluzioni socialisteggianti, consideravo solo due fatti:
      1- che visto il momento è pure comprensibile che qualcuno non riesca a pagare la mensa dei figli, e sempre visto il momento si potrebbe anche evitare di pensare ai furbi / non furbi, visto che è molto più verosimile pensare che la furbizia non c’entri niente.
      2- In situazioni normali è giusto punire i genitori e non i bimbi per gli sbagli dei loro -forse- sciagurati genitori. Al di là dei discorsi “ihh, quantebbuono il panino nella sala panino”, come ratio il provvedimento è punitivo nei confronti dei bambini, e vorrei che qualcuno provasse a negare questo. I bambini non possono contrarre debiti e quindi è un atteggiamento ingiusto.
      Sottesi politici: zero. Questo discorso non so se è stato usato come benemerenza politica da mostrare a un certo tipo di elettori o se è stato strumentalizzato per opporre la stessa parte politica, ma di fatto so di diversi casi, nei ricchissimi anni 90, in cui i ritardi nel pagamento nelle mense private vedevano provvedimenti simili sempre a discapito dei piccirilli, cosa ingiusta al di là del valore politico. Non c’entra niente con la politica, e credo sarebbe meglio giudicare il fatto in sè. Sicuramente in una prospettiva non ideologica, qualcuno in più si renderebbe conto del fatto, tolto che ho fatto io stesso l’errore di metterlo in una prospettiva simile. Anche se so di un caso simile in una scuola gestita da suore, dove il discorso sull’obolo tornerebbe alla perfezione. Senza dire che questa è/era una situazione generalizzata e senza tirare statistiche a caso.

    11. Avatar ciro ha detto:

      …sei uno sfigato;piuttosto,rallegrati che un altro padre, nelle tue stesse condizioni apprezzi che sul tuo territorio non ci sia solo merda…..

    12. Avatar Corrado ha detto:

      Gianluca questo tuo commento è una “botta” di sano buon senso. Grazie!!!