di Massimo Bernardi 14 Aprile 2010

Chi è il benefattore di Adro, Brescia profonda, l’uomo che con un assegno da 10.000 euro accompagnato da una lettera anonima, ha pagato il debito contratto da alcune famiglie con la mensa della scuola? Debito che nelle intenzioni del delizioso sindaco leghista Oscar Lancini, doveva escludere dai pasti 42 bambini in larga parte figli di immigrati? Oggi sono in molti a pensare che “il personaggio dell’anno”, come un tot di noi lo ha definito ieri, sia Silvano Lancini, ex insegnante della stessa scuola, e ora proprietario della Smea, società di consulenza informatica con sede nel comune di Erbusco. Uno schiaffo morale davvero sonoro al pragmatico menefreghismo leghista.

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho studiato molto e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Temo sempre di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che a spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno sia proprio il mio paese.

Eppure oggi, incredibile ma vero, perfino il nobile gesto del benefattore viene criticato da alcuni genitori in regola con il pagamento delle rette. Non è bastato neanche che il benefattore rifiutasse di presentarsi in tivù perché il protagonismo non ha nulla a che vedere con il suo gesto. Accusano i genitori:

“Poiché la mensa non è un servizio, non è obbligatorio accedervi, mentre è obbligatorio pagare per entrarvi. E non si può certo risolvere così la questione perché a settembre si ripresenterà di nuovo”.

Che è un po’ come dire che questi gesti non risolvono le ingiustizie collettive, anzi, paradossalmente, le rendono più accettabili per il fatto di essere annaquate dalla generosità di un singolo. Cosa che a noi non sembra. Quello del benefattore, non è un atto di carità pelosa esposto ai riflettori della tivvù, ma, come chiarisce la lettera anonima, una puntuale spiegazione del perché e del percome il sindaco di Adro non è altro che il solito soprammobbile riproduttivo leghista, per non dire il solito s****o. E di questi tempi non è poco.

O è a noi che sfugge qualcosa?