di Francesca Frida 10 Settembre 2010

Il Mozzarillo ha appena tre giorni. Ed è già sulla penna di tanti. Meno nello stomaco. La blogosfera è zeppa di post sull’ultima invenzione della grande M. Massimo Bernardi arriva per primo: stroncatura netta e senza possibilità di ripensamento. A mangiarlo non ci pensa proprio. Alessandro Marra racconta della conferenza stampa di presentazione svoltasi a Milano il 7 settembre scorso. Riporta qualche virgolettato degli interventi e si esime da un giudizio sul panino (Com’era? Sarei tentato di non dirvi nulla e così faccio, lasciando al vostro e ad altri palati il giudizio”). Poi tocca al “vate di Borzano”, al secolo Stefano Caffarri con ben 3 post.

  • n1: presa per i fondelli di Alex Guzzi e del suo articolo benevolo sul Corriere Milano,
  • n2: replica del responsabile comunicazione McDonald’s Italia Paolo Mereghetti,
  • n3 : recensione in stile caffarriano con video didattico-esplicativo.

Molto immodestamente ci aggiungo anche il mio. E fanno sei in tre giorni. Risultato: la comunicazione McDonald’s Italia funziona. Io il panino l’ho mangiato e pure in compagnia. Non ero con un liceale brufoloso che fa sega  a scuola, nè con un peruviano che aveva terminato il turno di pulizie negli uffici, ma nientepopodimenochè con l’amministratore delegato di McDonald’s Italia Roberto Masi.

“Ma com’è questo panino?” Cosa volete che vi dica. E’ come un  qualsiasi altro panino che venga preparato in 6 minuti, mangiato in 4 e pagato 2 euro e 40 centesimi. Per un totale di 380 calorie. Commestibile. E’ vero quando si dice che la qualità e la salubrità degli ingredienti non sono in discussione. E’ la combinazione che lascia sempre perplessi. E comunque, prima di chiedere se mi piace, mi chiedo perchè ci vado da McDonald’s. Dopo di che, le altre considerazioni sono abbastanza inutili. Comunque, en passant, un po’ di pareri li ho raccolti lo stesso