di Massimo Bernardi 27 Gennaio 2011

Mentre siamo tutti rammaricati per la mancanza di un’altra rivoluzione della pasta (nel 2010 la cottura passiva dello chef Elio Sironi fu un laboratorio di genialità) ci sono notizie comunque sugose nel programma di Identità Golose 2011.

Le buone notizie.
Vi piace la pizza? E come biasimarvi, dico io. Facciamola breve: IG2011 tira fuori le armi pesanti e allinea 3 dei 10 pizzaioli più bravi di tutti, ognuno riconducibile a una scuola diversa. Luigi Dell’Amura da Vico Equense, nipote di Gigino, l’uomo che “ha fatto della metratura la pietra di paragone della pizza” (traduzione: “ha inventato la pizza al metro”). Gino Sorbillo, faccia da boyband, e proud-to-be-the-king della pizza napoletana d’alto bordo. Simone Padoan, il veneto (?) che applica alla pizza il quoziente gourmet con farciture tipo “gambero rosso, finocchio, mela verde, ricotta di bufala e vinaigrette all’arancio” (qui la rece definitiva de I Tigli, la sua pizzeria).

Corrado Assenza, il pasticcere del Caffè Sicilia di Noto, uno che quando torna a casa getta via le scarpe, infila ciabatte e accappatoio, si butta sul divano e sbuffa “anche per oggi ho finito di creare”, manda in scena la prima volta del gelato al pane. Pane? Sì, un pane a lievitazione naturale con farina di grano tenero ammollato nel latte e nella panna, quindi frullato con zucchero e miele, infine ricoperto con la marmellata al limone. Bam!

La pasta con la resina di lentischio di Carlo Cracco e dell’eterno secondo Matteo Baronetto. Perchè la resina è definitivamente passata dai pavimenti ai piatti delle mangiatoie di lusso. E dopo il riso dello chef del Povero Diavolo Pier Giorgio Parini, uno dei piatti del 2010, Carlo Cracco si accoda al trend. Se sopravviviamo anche alla resina di lentisco ci sarà da divertirsi.

Inaki Aizpitarte (inutile scrivere il cognome tanto non lo legge nessuno) dello Chateaubriand di Parigi, capofila dei bistronomi francesi, spiega a noi italiani che abbiamo tanto bisogno di capirlo, come si mettono insieme palati esigenti e portafogli dei clienti. E lo fa dall’alto della sua fighezza da finale di cempions lig.

Le cattive notizie.
A Un Risotto per Milano, staffetta benefica a base di risotto che coinvolge 5 super-risto meneghini, non partecipa l’Antica Trattoria Morivione, il risotto più spaziale di Milano. Nemmeno l’Altra Isola.

Da Teo Musso di Baladin, ora e per sempre il profeta della birra artigianale italiana, attendiamo il nuovo mantra: la birra al miele. Sarà interessante scoprire come giustificherà il prezzo.

Davide Oldani, che al D’O di Cornaredo (Milano) è il profeta dello chic senza fronzoli, pratico e accessibile, ha scritto un libro che si chiama La Cucina Pop. Va bene chef, quel marchio è tuo, ma possiamo passare oltre? No, a giudicare dal titolo del tuo intervento: “la Cucina POP (by D’O)”.

Le ingiustizie.
Maccome, viene Massimo Bottura e non presenta un nuovo video? Nel 2010 “Tutte le lingue del mondo” fu irresistibile, al pari del filosofeggiare liceale che lo introduceva. Speriamo almeno che il cosmopolitanesimo wannabe del migliore, mixato alla cantilena modenese, produca gli effetti spassosi di sempre.

Grandi e terribili notizie a parte, nonostante una formula tutto sommato semplice Identità Golose è un fenomeno. Una manciata di edizioni lo hanno trasformato in un appuntamento che pochi vogliono perdere, ormai secondo solo al Salone del Gusto di Torino.

Volevo chiedervi perché.

[Crediti | Link: Dissapore, Identità Golose, La Grande Abbuffata, Blitz Quotidiano, Wikipedia, Domus Birrae, YouTube. Immagini: Maurizio Camagna, Identità Golose]