Il primo boccone lascia l’amaro in bocca, diversamente dal pranzo a 7 euro nel ristorante del Senato. Peggio dei costi della politica, in Italia, c’è solo l’informazione sui costi della politica. Volete un indizio? Ci siamo sbattuti per rendere noto che i senatori pagano lo spaghetto alle alici 1,60 euro, il carpaccio di filetto 2,76 euro, il pescespada alla griglia 3,55 euro con tanto di foto del menu, il 25 luglio scorso riprendendo questo post. Record di accessi e di condivisione sui social network, risultato numero uno nella ricerca di Google. Eppure il Corriere della Sera, cioè primo quotidiano italiano, si è accorto della notizia solo ieri, dicassette (17) giorni dopo. E il resto dell’informazione, dai quotidiani alle agenzie di stampa fino ai network Tv, solo dopo. Tristezza assoluta.

Allora che si fa? Si aggiungono altri particolari, poi tra 17 giorni si controlla, visto mai che se accorge qualcuno?

Dunque, del fatto che a Palazzo Madama sia possibile mangiare con sette euro (primo, secondo, contorno, caffè e spremuta) avevamo già detto. Ma non sapevamo che i senatori possono scegliere tra menù tradizionale (pasta al ragù 1,50 euro, risotto con rombo e fiori di zucca 3, 34 euro, roast beef 2 euro, bistecca di manzo 2, 68 euro, caffè 42 cent) e un pranzo più leggero. Tanto la sostanza vera, vale a dire il prezzo, non cambia. Verdure al vapore 2 euro e 62, crudo di Parma 2 euro e 17, ovolina di bufala 1 euro e 74 oltre a una grande varietà di insalate, tutte a 1,43 euro.

L’iva non viene applicata perchè, come in ogni esercizio interno alla pubblica amministrazione, non è previsto dalla legge.

A gestire il ristorante del Senato è una società privata con sede a Milano, la Gemeaz Cusin. Palazzo Madama fornisce il locale in stile liberty: 400 metri quadrati che ospitano 200 coperti, escluse le cucine. Non solo, anche le attrezzature per la cottura, le tovaglie, i bicchieri e le posate.

Giova ricordare naturalmente, che il prezzo pagato dai fortunati commensali non basta a coprire le spese. Così per ogni coperto del ristorante il Senato raddoppia la cifra corrisposta dai commensali. Un’operazione che costa circa 1.200.000 euro l’anno. Al contribuente si capisce.

Ma come vanno le cose al ristorante della Camera? Non cambiano granché.

Antipasti dal buffet tra 2 e 4,60 euro, pasta patate e zucchine 2 euro, sedanini al pesto 3,30 euro, disponibili, ci mancherebbe, anche in versione integrale. Insalata di pollo 4 euro e pesce fresco, secondo disponibilità da 4,60 a 17,20 euro (a 17,20 euro probabilmente il ristorante della Camera serve il rarissimo astice blu del Mediterraneo).

Come il precedente, la tentazione è di lasciare questo post senza chiusa per eccesso di scarpe tirate contro il monitor. Ma nel caso leggendolo, qualcuno si senta indignato, ricordate che in Italia il rapporto indignazione/impegno per cambiare le cose è il più sfavorevole di sempre.

Chiudiamo i ristoranti della Camera e del Senato e diamo normali ticket a deputati e senatori.

MUOVIAMOCI!

[Crediti | Link: Dissapore, Piovono Rane, Corriere.it, Google News]

commenti (11)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar clave ha detto:

    sono solidale .detto questo muovo un appunto(!):possibile che in tre settimane non abbiate scovato un parlamentare ricattabile da costringere ad una recensione con foto e punteggio ? un’intervista allo chef,al personale di sala ? un blitz nelle cucine ? siete sempre in ritardo insomma , datevi una mossa .

  2. A parte il fatto che ho finito le scarpe da scagliare contro il monitor…ho anche la matematica certezza che il menu del Senato circolerà in rete al massimo fino a dopodomani. Poi finirà nell’oblio come tutto il resto, vittima della generale atrofizzazione che ha colpito il genere umano di nazionalità italiana. Ma soprattutto: perché è sparito il MUOVIAMOCI! a fine post? Lo trovavo…necessario.

    1. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      Tornato. Problemi di editing, grazie per la segnalazione.

  3. boss, sei sicuro che finiremmo a risparmiare con i ticket ?

    anche perche´ qui se uno non mangia il contribuente sempre paga ma qualcosa di meno

    con i ticket si paga sempre

    ps offtopic:
    perche´ anche se flaggo il tick apposito non ricevo i reply ai commenti ?

    1. Avatar anto ha detto:

      in ogni contesto economico che si rispetti, dalla famiglia allo stato, si deve porre almeno pari attenzione a quanto si guadagna e a quanto si spende per far quadrare il bilancio. buttarla sempre sugli evasori fiscali è ancor più demagogico che indignarsi per gli stipendi dei parlamentari

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Ci mancavi 🙂
      Il basso prezzo è riferito al menù ?
      Tra l’altro, a proposito di “mense aziendali” Dissapore potrebbe occuparsi di buoni pasto.
      Con che criterio vengono distribuiti e quanto valgono.
      Nel mio settore (sanità) ne ho visti da 2,58 euro (mezzo tramezzino e un bicchiere di acqua di sindaco), 4,13 e fino a 5,16 (praticamente le vecchie 10.000 lire – almeno un panino e bibita ci esce).
      Mi raccontavano invece di “lucrosi” buoni da 14 euro per alcune categorie (bancari ? non banchieri …).
      Che c’entra con il post ?
      Che senatori & Co sono un migliaio, se la loro mensa è “gratuita” può essere uno scandalo, ma nei fatti incide poco sui costi della nazione.
      I buoni pasto distribuiti ogni mese sono decine di milioni, in genere vengono usati per fare la spesa e comunque contribuiscono al costo del lavoro (ovvero dei servizi offerti). 20 BP da 14 euro sono l’equivalente di 1/3 di stipendio da precario, ma sono “fringe benefits” che passano inosservati .. ma qualcuno li paga

  4. Avatar Giorgio Gori ha detto:

    Alla mensa dell’azienda per cui lavoro, nominalmente privata ma in effetti para-statale, un pasto completo costa venti centesimi di euro. Mensa assimilabile ad una buona tavola calda del centro. I colleghi della succursale hanno diritto invece ad un buono pasto da 12 euro. Devo attendermi torme di cittadini inferociti all’ingresso? Demagogia di basso livello, mi sento di sottoscrivere.