di Prisca Sacchetti 3 Febbraio 2012

Abbiamo già fatto un breve viaggio nella pubblicità del cibo, dove, come qualcuno tra voi ricorderà anche per i secondi tempi sui siti di Corriere e GQ, rigorosamente senza link, regna incontrastata la patatocrazia.  Ma il manifesto shock de “Les infideles” (Gli infedeli), film francese con Jean Dujardin, nominato agli Oscar come miglior attore per “The Artist”, con un uomo in piedi che parla al cellulare mentre una donna gli sta inginocchiata di fronte in posizione inequivocabile, riapre una ferita mai chiusa, l’ossessione dei creativi per la fellatio.

Chi oggi grida allo scandalo definendo il manifesto volgare e degradante per le donne, ci segua in questa breve storia della fellatio nella pubblicità del cibo.

(Per inciso, questa volta secondo tempo anche noi, ma almeno con un vecchio post di Dissapore integrato da qualche novità, e comunque rigorosamente con link).

1. C’è chi fa risalire il primo, morigerato riferimento alla fellatio nella pubblicità del cibo a questo manifesto anni ’90 delle caramelle al whisky Baileys. Estatica l’espressione della modella.

2. Come scoperto in Patatocrazia 1, le pubblicità dell’azienda siciliana Zappalà sono considerate un vero classico del genere. Eccone una particolarmente esplicita che risale al 1998.

3. Anno 2005. Si torna fuori dai patri confini per gli scorrettissimi poster pubblicitari della vodka bulgara Flirt, in versione maschile.

4. In versione femminile.

5. Nella versione per il mercato americano.

6. Lo spot della catena americana Carl’s Jr non si fa mancare nessun cliché delle pubblicità sessiste. La protagonista, ovviamente bionda, scollacciata e sexy cerca di domare le intemperanze del toro meccanico mentre addenta un hamburger con fare sospettosamente famelico. L’anno è il 2006.

7. Un falso? Può darsi. Più probabilmente una provocazione, la bramosia di far parlare della propria marca senza essere associati allo spot. Non si è mai saputo a quale categoria appartenesse questo (presunto) spot Heineken del 2009.

8. Nel 2009 fa scalpore sull’allora non così famoso sito americano Huffington Post, la notizia di uno spot per la Sprite realizzato in Germania e immediatamete censurato. Alla fine, si scopre che è una parodia sull’abuso del sesso nella pubblicità. Lo “scherzo per pochi” finisce in rete e diventa un instant hit.

9. A Padma Lakshmi, di origine indiana, splendida conduttrice della celebre serie tv americana Top Chef, spetta il compito di ridefinire il concetto di food porn nel 2009. Lo fa ingoiando in modo molto suo il panino del recidivo Fast Food americano Carl’s Jr.

10. Infine, sempre nel 2009, tocca a Burger King, una delle catene di fast food più diffuse del mondo, cedere alla tentazione di simulare la fellatio. Lo slogan del panino BK Super Seven Incher è “sazia il desiderio di qualcosa di lungo, succulento…”.

Non c’entra con il cibo, ma lo spec work (lavoro preparatoprio) di un’agenzia finito (più o meno) inavveritamente in rete nel 2005, diventa subito virale. E scoppia il caso Puma.

Queste sono le Knee J, famigenare ginocchiere per fellatio, che Diesel regala in India con un acquisto minimo di 150$.

[Crediti | Link: Dissapore, friendfeed, Zappalà, Adrants, Copyranter, YouTube, Quietglover, Adland, Adfreak. Immagini: Adland, Copyranter, I love Green]