di Massimo Bernardi 1 Marzo 2011

Avevo ragione a interrompere le relazioni diplomatiche con la notizia cazzona del “Baby Gaga” tipo domenica, dopo aver letto del gelato fatto con latte materno e venduto dal ristorante di Londra The Icecreamists?. Direi di sì, visto che è stato sequestrato dagli ufficiali sanitari britannici per timore che possa trasmettere infezioni come l’epatite. Ma nonostante il prezzo, 16 euro, l’appuntamento con il “Baby Gaga”, e in generale con il consumo di latte umano, sembra solo rimandato. Vogliamo parlarne? Bene, prima però togliamo di mezzo Lady Gaga.

COSA C’ENTRA LADY GAGA CON IL LATTE MATERNO?

Stefani Germanotta o se preferite Lady Gaga, più che cantante una specie di inviata nel mondo della spazzatura indifferenziata, non c’entra nulla con il latte materno. Ma è famosa, e il cibo sembra essere il suo feticcio. Dopo il vestito di carne indossato agli MTV Awards 2010, un vertice creativo assoluto, pochi giorni fa ai Grammy Award ha presentato il nuovo video Born this way sdoganando l’uovo. L’uovo traslucido come cocchio trasportato da aitanti potantini per l’arrivo in scena, l’uovo richiamato dal vestito giallo in latex durante l’esibizione. Prima o poi la vedremo al Gambero Rosso Channel, ma per ora le connessioni con il “Baby Gaga” finiscono qui.

I PRECEDENTI.
Nel marzo 2010, Daniel Angerer, lo chef del ristorante Klee Brasserie di New York, chiedeva ai lettori del suo blog di provare il formaggio fatto col latte materno della moglie. “Il sapore mi ricorda il latte di mucca che bevevo ancora caldo da bambino, e che diventava acido il giorno dopo”. Angerer aveva addirittura scritto la spiegazione passo passo di come si fa il formaggio, compresa la ricetta “Mommy’s Milk“. Tutto normale in apparenza. Tutto inquietante sapendo che si tratta di latte materno. Infatti allora chiedevamo: “Malgrado sia un cuoco a consigliarvelo, voi lo assaggereste quel formaggio?” (Per inciso, e anche un po’ per le pari opportunità, ci fu chi rispose segnalando un libro di ricette fatte con lo sperma).

Panini al latte umano. C’è poi l’idea-provocazione della nostra editor Franca Formenti, che vuole “utilizzare il latte bianco di donna nera per nutrire il benestante uomo bianco mentre i i clandestini restano intrappolati nella spirale del lavoro nero”. Un progetto che forse prenderà la forma di una brioche siciliana, cioè di un seno, realizzata nientemeno che da Gabriele Bonci, maestro panificatore romano.

PERCHE’ BERE LATTE MATERNO E’ UNA COSA SERIA NONOSTANTE LADY GAGA.
Nei giorni scorsi uno studio universitario ha stabilito che il periodo dai 2 ai 5 mesi è determinante per costruire il palato del neonato e l’abitudine ai sapori, anche quelli più difficili. Come dire che, se oggi solo alcuni di noi sono gastrofanatici, è perché da neonati il sapore del latte materno ha influenzato i nostri gusti.

“Se, ad esempio, una donna incinta mangia molti calvolfiori, assorbirà delle molecole solforate che, trasmesse attraverso il latte, permetteranno al figlio di apprezzare un alimento non sempre amato durante l’infanzia”.

Bene, il quadretto è completo. Ora, lo so che ci sono un sacco di implicazioni, incluso il fatto che per il latte umano del “Baby Gaga” 15 madri sono state pagate 17 euro a biberon, ma che opinione vi siete fatti di questa storia? Siete pronti a ragionare senza pregiudizi?

[Fonti | Link: Dissapore, Corriere.it, Voracious, Vogue.it, Lulu, L’Espresso Food&Wine, Repubblica.it. Immagini: Daily Mail, The Daily]