di Massimo Bernardi 20 Luglio 2009

Un ristoratore che ha chiesto di mantenere l’anonimato commenta gli articoli della stampa sui redditi dei ristoratori.

I ristoratori denunciano gli stessi redditi dei pensionati, scrivono i giornaliCari lettori, vi scrive uno che nella sua vita ha fatto il peggior mestiere possibile. Non mi è riuscito di essere un camorrista o un serial killer, ma sì, di essere un ristoratore. Lo dico perché ho appreso che nelle dichiarazioni fiscali del 2008, i ristoratori hanno de­nunciato un reddito lordo fra i 13.500 e i 14.500 euro all’anno. Come i pensionati che non arrivano alla fine del mese, hanno subito puntualizzato i giornali. Una connotazione che sembra riferita a figuri moralmente inferiori ai camorristi o ai serial killer.

Siamo noi, i ristoratori, gente che non merita di essere trattata come gli altri italiani. Noi siamo individui ripugnanti per quanto ce la spassiamo: il Suv, le vacanze, lo champagne sempre in frigo. Noi abbiamo solo doveri, perché dobbiamo espiare la grande colpa. Essere EVASORI. Mica i gioiellieri, piccoli imprenditori, macellai, escort, commercianti, stilisti e sportivi. No. Noi, i ristoratori.

Ora, cari lettori, a me sembra che la nozione di ristoratori diffusa dalla stampa sia inesatta e offensiva. Già è ridicolo equiparare il nostro a un lavoro qualunque. Ci svegliamo la mattina alle 6, lavoriamo 16 ore al giorno, non ci sono sabato e domenica, non ci sono Pasqua e Natale. Ogni giorno mi assumo il rischio di una piccola azienda a conduzione familiare, il cui futuro è sempre più incerto. Ma non i costi. L’affitto, il personale, e un sistema di imposte nazionali e locali che rasenta la follia.

Consentitemi di parlare da cittadino a cittadino, io faccio quel poco di nero che i tanti controlli del fisco mi consentono. Sempre meno. Se avessi fatto il contribuente onesto fino in fondo, non sarei riuscito a salvaguardare il mio reddito, che è proprio quello per il quale i giornali si scandalizzano. E il mio ristorante avrebbe chiuso da un pezzo. Non voglio più essere il capro espiatorio di un sistema che non va, i patteggiamenti con il fisco non li hanno inventati i ristoratori. Sono stufo di subire il cinismo dei giornali, che sfoghino l'”effetto Passetto” su qualcun altro.

Un ristoratore.