di Lorenza Fumelli 1 Agosto 2011

Riassunto dell’episodio precedente: Viola ha un appuntamento al buio con un ammiratore segreto in un piccolo paese della Romagna dov’è in corso una fiera gastronomica chiamata la Scorticata. Il misterioso gourmet si nasconde dietro a un profilo Google+ (il socialcoso di Google organizzato a cerchie) chiamato: “I sovversivi del gusto”. Unico indizio: trovare un coniglio giallo. Lei cerca tra la folla, scruta ogni stand, chiede informazioni e smetterà solo quando lo avrà trovato.

“Che posto incredibile”, pensava Viola osservando un bellissimo panorama. Di fronte a lei c’era una collina illuminata dal sole e la vista, dalla piazza di Torriana, poteva perdersi per chilometri di molti colori fino a svanire nell’azzurro del mare all’orizzonte. D’un tratto, un ragazzone alto la distolse dai pensieri chiamandola al bancone di un bar improvvisato. Sulla maglietta c’era scritto Rumor, si trattava di un produttore e importatore di grandi distillati e veniva da Ravenna.

“Sembra che tu abbia bisogno d’aiuto”, disse. “In effetti – fece lei – sa dirmi dove posso trovare un coniglio giallo?”. “Coniglio giallo? Direi di no, ma questo secondo me può farti stare meglio”, fece il ragazzo alto e le servì uno shot di rum in un bicchierino di plastica bianca. Lei assaggiò il distillato al  57% di gradazione alcolica, tossì leggermente, sorrise felice e ringraziò. Stava davvero meglio.

Tornando verso i baracchini dei cuochi, notò un ragazzo giovane, riccio, di bell’aspetto. Osservò il cartello attaccato al lato dello stand e lesse: “Giorgio Parini, la cucina del Povero Diavolo” e sotto “Focaccia di coniglio, erbette, salsa di susine e pomodoro”. Eccolo, pensò, stavolta è lui. Il cuoco la guardò e le chiese di cosa avesse voglia e Viola, con molto impegno, sospirò: “del coniglio. E’ giallo, vero?”. Lui la guardò perplesso, in modo intenso, lei ricambiò lo sguardo e attese un segnale, un gesto, una parola.” Mi scusi, in che senso giallo?” fece Parini imbarazzato e Viola sentì ancora una volta la delusione attraversarle il corpo. Non era lui che stava cercando. “Un coniglio, grazie”, gli disse.  Prese il piatto e si allontanò gustandolo, era buonissimo.

Poco più avanti si fermò ad osservare un altro cuciniere. Alto, robusto, con i capelli grigi e lo sguardo diabolico. Era Davide Scabin, chef del Combal.zero di Rivoli. Anche se non v’era traccia di conigli nel menù o intorno allo stand, la sua imponente gestualità e presenza la rapì per qualche istante.

Stava preparando una carbonara in un modo a dir poco originale: prima impiattava la pasta condita con l’olio, poi grattugiava abbondante pecorino, aggiungeva un bel po’ di pepe e infine ci spremeva su una salsa gialla dal sapore di uovo e grasso di pancetta direttamente dagli squeezer, tipo maionese. La Fast carbonara, appunto.

“Quanta ne volete? Ancora? Basta?” Diceva alle signore entusiste e dal suo baracchino la fila arrivava fino all’altra parte della strada.

Ma Viola aveva una missione e doveva portarla a termine quindi con passo rapido tornò  alla sua ricerca. Tra gli stand dei produttori, incrociò lo sguardo di una donna dall’aria intelligente intenta a tagliare formaggi di capra nel suo stand.

Si chiamava Patrizia Vanelli e la sua azienda bio,“Le Ramate” di Malvicino (AL), attirava davvero molti visitatori. Aspettò il suo turno per chiedere un indizio alla produttrice, c’era qualcosa di Patrizia che le ispirava profonda fiducia. O forse era colpa dei suoi formaggi: strepitosi. Alla domanda sul coniglio giallo, la Vanelli le suggerì di chiedere al Signor Fausto, proprietario del Povero Diavolo e organizzatore della Scorticata. Nessuno avrebbe potuto aiutarla più di lui. E così fu.

Fausto stava passeggiando tra i tavoli, salutava i molti amici accorsi alla festa e aveva l’aria di essere un tipo burbero e passionale, sincero, forte e determinato. Viola si presentò timidamente e rivolse lui l’insolita domanda. Fausto rimase un attimo in silenzio e poi le disse: “Conigli gialli? Ma sì, lì, allo stand del miele di Corrado Genestreti. Ci sono dei pupazzi in cera d’api, anche conigli, mi pare”. Il sangue di Viola fermò la sua corsa. Senza neanche salutare Fausto corse in direzione dello stand del miele e finalmente vide il piccolo coniglio giallo sistemato su un ripiano.

Si guardò intorno e non c’era traccia di persone se non al di là del piccolo pupazzo, nello stand affianco, dove un cesto pieno di biscotti ospitava una tasca a tracolla nera con su scritto: “I sovversivi del gusto”. Lo aveva trovato.

Alzò lo sguardo e lo vide.
Sembrava un folletto. Il suo nome era Daniele Marziali e stava parlando con alcuni visitatori del suo “Piccolo forno Marziali” di Saludecio (RN). Raccontava con passione i biscotti fatti con il vino e dell’ultima creazione per far impazzire le donne: la crema di nocciole, cioccolata e vino chiamata “Gnocchella”.

Lei attese  avvolta dalle note di una vecchia canzone di Fiorella Mannoia che la band suonava nella piazza del paese poi, al ritornello, Daniele la guardò. L’aveva riconosciuta.  Si avvicinò trasformando lo sguardo da buffo a profondo, le tese la mano e, una volta per tutte, la portò via.

E’ così che Viola trovò l’amore. Non sappiamo come andrà a finire ma sappiamo con certezza che non dimenticherà mai quella festa speciale. Non dimenticherà le persone, i luoghi e non dimenticherà  l’atmosfera perché a Torriana non importa se sei zingaro o re, conta solo la magia del cibo e la voglia di condividerlo. Con tutti.