di Massimo Bernardi 27 Gennaio 2010

Ferran Adrià

L’unica cosa che Ferran Adrià non ama del suo lavoro è che l’ha già fatto. E a 47 anni, rifarlo per 15 ore al giorno gli uccide la fantasia. Poi ha «bisogno di tempo per riorganizzare il menù». Solo che, il cuoco di un ristorante normale per riorganizzare il menù si prende il giorno di chiusura. Lui due anni. Infatti, come annunciato ieri al congresso di cucina “Madrid Fusion”, El Bulli, chiuderà nel 2012 e nel 2013. Questo nonostante il ristorante della Costa Brava, incoronato il migliore del mondo per 4 volte consecutive, sia costretto a usare una lotteria interna per spalmare su 8.000 coperti il milione di richieste che riceve ogni anno. Con un menù, è bene ricordarlo, che costa 230 euro vini esclusi.

D’accordo, con questo fanno 25 anni che Adrià dedica a El Bulli, è legittimo sentirsi stanco e desiderare una vita diversa, almeno per un po’. Ma il ristorante di Roses è aperto solo sei mesi all’anno, da aprile a settembre. Come sappiamo, Adrià trascorre l’inverno mettendo a punto i nuovi piatti nel suo laboratorio di Barcellona.

2003 | Raviolo sfrico di mango, un piatto del ristorante El Bulli

Allora qual è il problema? Qual è il vero motivo di una pausa così lunga? Rimanere creativo. «Continuare a creare è impossibile con il formato attuale di El Bulli», ha detto ieri lo mejor cocinero. «E’ chiaro che quando riapriremo le cose saranno diverse».

Se da una parte ci incuriosice come scimmie sapere dove, intendo verso quale traiettoria creativa, lo stile e la tecnica condurranno Ferran Adrià, dall’altra è chiaro che il prossimo anno avremo un nuovo ristorante migliore del mondo. Un nuovo superchef planetario. Ecco, secondo voi, quale ristorante prenderà il posto di El Bulli? Il Fat Duck di Heston Blumenthal, eterno secondo? Potrebbe essere, ma lo scandalo dei frutti di mare tossici che l’anno scorso ha coinvolto il ristorante inglese non depone a suo favore? Potrebbe essere un ristorante italiano? Per capirci, potrebbe essere arrivato il momento di Massimo Bottura?

Immagini: Times, Bob Noto