di Leonardo Ciomei 14 Marzo 2010

Tiziano Furlan, titolare di un locale a Tezze (Treviso), e consigliere comunale nel vicino comune di VazzolaA Tezze, in provincia di Treviso, dove in gennaio una bimba down era stata insultata da un cliente della Pizzeria Sant’Agostino (“Quando si hanno dei figli mongoli è meglio restarsene a casa”), costretta ora a “cancellare questa macchia” facendo lavorare per una sera 3 ragazzi down, Tiziano Furlan ha affisso un cartello che vieta l’ingresso nella sua osteria a burqa e niqab, i tradizionali abiti islamici.

Il cartello di Furlan, consigliere comunale nel vicino comune di Vazzola (Treviso), dove guarda caso, pochi giorni fa era stata respinta proprio una mozione per vietare l’uso di questi abiti, riguarda anche chi indossa il casco o ha il “viso travisato”. Il viso travisato.

Pronto il commento del ministro delle politiche agricole e governatore in pectore della Regione Veneto, Luca Zaia, in difesa del detestabile oste.

“Daremo risposte concrete al forte bisogno di sicurezza dei cittadini, se andassimo in Oriente, nessuno di noi si sognerebbe di offrire una birra o carne di maiale a un musulmano o di visitare una moschea senza indossare gli abiti adatti”.

[Fonti: Dissapore, Gazzettino, Corriere della Sera. Immagine: Leggo online]