di Sara Porro 18 Ottobre 2011

Se Aldo Grasso, critico Tv del Corriere dice che “Masterchf surclassa gli altri show culinari” i sintomi del successo ci sono tutti. E’ il momento di dedicare una guida pratica al programma cult dell’autunno, per chi non sa cos’è o per chi ha capito poco. Dalla A alla Z, con anche le lettere difficili!

AMATORIALE. Masterchef è un talent show per cuochi amatoriali. Però in trasmissione accadono cose strane: i piatti cucinati dai concorrenti sono spesso di bellezza conturbante, e le capacità in cucina sembrano a volte più tipiche di chef consumati piuttosto che cuochetti della domenica. Sono forse troppo bravi i concorrenti di Masterchef, si chiede il pubblico italiano, cresciuto a pane e dietrologia? Anche Cielo applicherà il metodo Cossiga, cioè infiltrare dei professionisti nelle fila dei manifestanti? Per confondere le acque, nel frattempo, i concorrenti riescono in genere a prodursi in performance imbarazzanti al ->Pressure Test


BBC. La proto-edizione di quello che sarebbe diventato Masterchef è stata trasmessa dalla BBC nel 1990. Vedere anche ->Digitale Terrestre


COMMENTATORI. Dissapore segue Masterchef live ogni mercoledì sera. Appena passa la sigla di apertura, cominciano ad affluire i commenti, che spesso valgono il prezzo del biglietto più della trasmissione stessa. Segue una mia personalissima selezione. Thanks guys, e continuiamo così!

Dalla prima puntata,
Tyrser: “Cracco, credevo fossi come Chuck Norris e invece sei come Julio Iglesias e cerchi di strappare le lacrime alle casalinghe disperate”.
Patrizia: “Se non fosse ancora chiaro, l’Italia è un popolo di santi, di poeti, di navigatori, di artisti e di chef. E MasterChef è il Re dei reality. Gli ingredienti ci sono tutti, compresi gli chef: Il Buono, il Brutto e il Cattivo”.

Dalla seconda,
Jade: “arrivano delle banali uova (manco di Parisi) e fan le stesse facce di quando dalla de Filippi zia Nunzia apre la busta e dietro c’è la nipote Imma con Brad Pitt”.

Dalla terza, (commenti V.M. 18)
Francesca: “Mettici le mani!!!! Cosa pagherei perché Cracco me lo urlasse…” (questa l’ho messa per par condicio, v. ->Sex Appeal).
Jade: “Chiara, conosco un’altra cosa che è asciutta”

Dalla quarta,
Ludovica: “Enea sei forte, sei sopravvissuto ANCHE a una mamma macrobiotica”
Jade: “Imma cosa prepara? Il tortello che aspira all’assoluto in una primavera metafisica?”


DIGITALE TERRESTRE. Masterchef è tramesso in Italia da Cielo TV, il canale  free di News Corp, visibile sul Digitale Terrestre (canale 26) e su Sky (canale 126). Masterchef è un format evidentemente costoso (è trasmesso da BBC nel Regno Unito e da Fox negli USA) mentre il resto della programmazione di Cielo è abbastanza low-cost: reality abbastanza minori e una quantità di puntate di Dog Whisperer che se non avete reso il vostro cane una perfetta damina dopo un giorno trascorso davanti alla tivù siete voi degli inetti. Credo che il network abbia puntato molto su Masterchef, che è infatti il programma più visto del canale: il che porta a chiosare “La programmazione di Cielo ha incontrato, in tutti i sensi, il gusto del suo pubblico“. Io vi ricordo che c’è un girone dell’inferno dedicato solo agli inventori di metafore gastronomiche.


ELIMINATI. Lentamente ma inesorabilmente, i più televisivi tra i concorrenti vengono eliminati, privilegiando quelli che sanno cucinare (che noia). Nel corso della seconda puntata abbiamo perso Fred, il garbato signore agée che se n’è andato cantando una canzone molto triste e lasciando un grande vuoto nel cuore di Anna ->Uccello di Fuoco; nella terza Paolo ->Vidoz, pugile goriziano dalla personalità travolgente, una sorta di troll dei boschi buono (molto altro lo trovate nel tributo gli ho dedicato qui) e Marika, dai capelli rasta e dalla vitalità dirompente; nella quarta Davide, amabile ma irrimediabilmente approssimativo ai fornelli e Diego, il concorrente ectoplasmico, che ha avuto in tutto 20 secondi di montaggio in quattro puntate.


FACEBOOK. I concorrenti di Masterchef sono molto attivi su Facebook: rispondono, dibattono, polemizzano, pontificano e in generale si scaldano al tiepido sole della fama televisiva. Li trovate facilmente cercando i loro nomi e cognomi con in mezzo la parola “Masterchef” (sic). Io li ho friendati tutti, così da poter leggere cose di questo genere: “Il più grande moralista dei tempi moderni è stato senza dubbio Jean Jacques Rousseau, il conoscitore profondo del cuore umano, che attingeva la sua saggezza non nei libri ma nella vita, e che destinava la sua dottrina non alla cattedra, ma all’umanità” (sulla bacheca di Alessandro, vedere ->YES MAN) e “QUANDO SI DICE QUELLO CHE SI PENSA SI VIENE SEMPRE ATTACCATI” [gli ALL CAPS sono nell’originale] (sulla bacheca di Anna Lupi ->Uccello di Fuoco).


GIUDICI. I giudici di Masterchef sono 2 cuochi – Carlo Cracco e Bruno Barbieri – e un ristoratore, Joe Bastianich. I 3 hanno personalità radicalmente differenti e questo contribuisce all’ottimo ritmo al programma. Bruno Barbieri è il giudice buono: ma ad Aldo Grasso che sul Corriere lo liquida giudicandolo “falsamente paterno e discretamente noioso” preferisco di gran lunga Daniele Bellasio che sul Sole 24 Ore lo definisce la “Mara Maionchi dell’arte culinaria”. La mia personale teoria, confermata dal commentatore in ->Incognito (“penso sia quello che ha legato con tutti, ogni singolo concorrente ha un bellissimo ricordo di lui”) è che Bruno sia realmente un tenerone. A Cracco hanno chiesto di fare lo chef-superstar à la Gordon Ramsay, e lui prova ad essere collerico e sboccato come l’originale, ma sembra un po’ forzato e inautentico. I momenti in cui appare più a suo agio sono quelli didattici, in cui dice “Ti faccio vedere come si mette il sale?” (sì, c’è una tecnica specifica per salare le pietanze. Sì, anche io non lo sapevo prima). Joe Bastianich, con già 2 stagioni dell’edizione US del programma sotto la cintola, è il veterano dei tre – non sorprende perciò che sia il più televisivo, quello che padroneggia meglio il mezzo. Abbastanza sorprendente, però, è che vinca – a mio insindacabile giudizio – la gara del ->Sex appeal con Cracco.


HELL’S KITCHEN. Altro reality show a sfondo culinario, condotto dall’ubiquo Ramsay. Sedici aspiranti chef, divisi in due squadre (Rossa e Blu) si sfidano nelle cucine di un ristorante cool, con prove di cucina e di servizio al tavolo. Anche quello trasmesso su Cielo ->Digitale Terrestre, se non foste ancora sazi dopo Masterchef.


INCOGNITO. Nei commenti al primo liveblog di Masterchef si affaccia un commentatore anonimo, un concorrente che allude a segreti inconfessabili e a retroscena clamorosi del programma. Gli scrivo, e lui mi racconta: “Il montaggio ha veramente rovinato quello che le persone sono realmente: molte delle cose che voi vedete ci sono state letteralmente messe in bocca dalla redazione. Altre persone meno “personaggi ” in video per ora li hanno ca**ti poco [l’asterisco ce l’ho messo io, N.d.R] noi sapevamo che c’erano i veri talenti nei 18, ma molti di noi erano solo personaggi e bravi cuochi, pian piano nelle puntate vedrete eliminare i personaggi, per portare in finale i migliori, ma fino alla quinta posizione ha deciso tutto la redazione”. Sulle relazioni tra i concorrenti: “Come nei rapporti normali si sono creati gruppi e fazioni, vedrai vedrai che schifo alcuni concorrenti, cose inaudite vere e proprie pugnalate…ma gli hanno permesso di andare avanti anche se i confessionali di sicuro apriranno ferite per il momento chiuse”.


JOBRO. Il concorrente Enea Mazzoleni, 22 anni, assomiglia tantissimo ai 3 membri del gruppo teen sensation Jonas Brothers.


KITCHEN BIBLE. Masterchef Kitchen Bible è il libro di cucina ufficiale dell’edizione UK. Oltre al vile denaro, infatti, al ->Winner di Masterchef spettano anche gli allori della pubblicazione delle sue ricette. Lo slogan è: “Tutto quello che hai bisogno di sapere per diventare un vincitore nella tua cucina”. Sono già preoccupata.


LACRIME. La concorrente Imma piange molto: quando è felice perché un suo piatto riceve buoni giudizi, quando è commossa perché la sposa della prova in esterna ha il vestito dello stesso colore del suo quando si è sposata, quando è triste, e – come direbbe Elio – anche quando è media.


MOLECOLARE. Lo stile della cucina dei concorrenti di Masterchef è tradizionale e casalingo. A ogni presentazione ripetono come un mantra che il piatto “è come lo faceva la nonna”, oppure che “lo cucinano per i bambini”, oppure tutte e due le cose, remixate. Solo Federico ha abbracciato il trend della cucina molecolare, vissuta però in modo del tutto erratico e caotico – l’uovo cotto tenendolo di fianco alla stufetta tutta la notte ne è un esempio. Rimasto finora abbastanza in secondo piano – anche a causa della sua tendenza ad appoggiare gli utensili da cucina per terra, per ragioni non chiare – nella quarta puntata ha brillato, divertendo molto i commentatori e facendomi riflettere sul fatto che in fondo non è affatto male. Vedi alla voce ->sex appeal


NAPOLI. Napoli è decisamente sovrarappresentata tra i concorrenti di Masterchef: sono napoletani Luisa, Imma, Alberico e Alessandro. Chissà se questo consola Gennaro Esposito della Torre del Saracino, a -2 nella nuova edizione della Guida del Gambero Rosso.


OZIO. Masterchef dimostra incontrovertibilmente che l’ozio non è tanto il padre dei vizi quanto quello del talento culinario. Dei 18 concorrenti di Masterchef, molti sono accomunati da un bel po’ di tempo libero. Esempi: Giada lista nel suo profilo di ->Facebook, alla voce “Datore di lavoro”: “fancazzista, ma con classe”; Anna ->Uccello di Fuoco in una clip del daytime, risponde alla domanda “Che cosa fai?” dicendo “Una volta alla settimana faccio il formaggio” (Io porto fuori il cane 3 volte al giorno, invece, n.d.r); Danny, alla verde età di 30 anni, è sempre descritto come “studente di ingegneria”; Marika si qualificava direttamente come “disoccupata” (che mi pare più onesto).


PRESSURE TEST. Il Pressure Test è la prova che deve affrontare la squadra perdente di uno scontro in esterna. Consiste nell’individuare correttamente gli ingredienti di un piatto cucinato, o nel nominare dei tagli di carne anonimi. I concorrenti di Masterchef sono scarsissimi a questo gioco: non assaggiano gli ingredienti della zuppa perché disgustati dal pesce, non nominano olio e sale come primi ingredienti, falliscono il riconoscimento di cosce di pollo e lingue di manzo. Vedi anche ->Amatoriale.


Q.B.. Su di una cosa i giudici sono sempre d’accordo: nei piatti dei concorrenti non c’è sale a sufficienza.


ROSICARE. Tra i tratti caratteriali che maldispongono nei confronti di Alessandro (->Yes Man) c’è anche la tendenza a rosicare esplicitamente per i successi altrui.


SEX APPEAL. Sulla carta, la gara del sex appeal di Masterchef avrebbe dovuto essere vinta in partenza da Carlo Cracco, che corrisponde perfettamente all’archetipo del bel tenebroso. Invece Cracco è bello, sì, ma non è sexy: ha una sola espressione (un generico corruccio), un’aria distaccata e non palpita mai di emozioni (negative o positive che siano). Fa meglio l’insospettabile Joe Bastianich, che tra esplosioni di furia omicida e sorrisetti sardonici corrisponde abbastanza al modello di uomo che non deve chiedere mai. Inoltre: IRONMAN. A dimostrare che Masterchef non è il Grande Fratello, inoltre, c’è il fatto che i concorrenti non sono stati prescelti per la loro avvenenza, e non c’è nessuna barista comasca che fa Masterchef per pagarsi la mastoplastica additiva.


TRE FORCHETTE. Ogni puntata è introdotta da una clip che contiene la descrizione dei curriculum dei giudici. Bizzarramente, quella su Cracco contiene un errore: sostiene infatti che lo chef abbia “tre forchette del Gambero Rosso”, perse dal ristorante nel 2009 e mai più riconfermate.


UCCELLO DI FUOCO. Anna Lupi, ex ballerina classica, è tra i personaggi di più difficile comprensione. Il commentatore in ->Incognito la adora (“è una delle persone più brave e gentili che io abbia mai conosciuto, non è spocchiosa né tanto meno antipatica”), ma lei ha collezionato una serie di affermazioni tra l’altezzoso e il surreale, come “Sono duchessa per un quarto, la moglie del mio bisnonno Pietro era una principessa d’Ungheria”, “ho partecipato a questo programma per onorare i miei avi” e lo storico dialogo che le è valso il suo soprannome: “Questo piatto danza?” le chiese Barbieri “Questo piatto è l’uccello di fuoco” replicò lei. Io ho finito per affezionarmici.


VIDOZ. L’agripugile Paolo Vidoz, inventore del purcel minimal, piatto ormai classico della cucina italiana a fianco del risotto con la foglia d’oro di Gualtiero Marchesi. Vedi anche ->Eliminati. Inoltre: Paolo mi manchi. Posso venire a trovarti a Gorizia?


WINNER. Entrato un po’ in sordina per tramite di una storia strappalacrime sui suoi trascorsi da obeso, l’ex sergente dell’aeronautica Alberico Nunziata ha progressivamente vinto la considerazione degli altri concorrenti e le simpatie pressoché generalizzate del pubblico. Il suo nuovo incarico (Executive Chef presso Palazzo Salviati) ha fatto speculare molti commentatori, su Dissapore e altrove, in merito alla possibilità che fosse proprio lui il vincitore di questa edizione di Masterchef. Pare invece che non sia così.


X – FACTOR. Celebre talent show per aspiranti cantanti, a cui Masterchef viene frequentemente paragonato. Vedi anche ->amatoriale


YES MAN. Alessandro De Sio, sarà colpa del montaggio, è stato un po’ universalmente identificato come il concorrente lecchino. Sempre affettato, utilizza formule di cortesia pompose e desuete per interagire con i giudici, ai quali risponde sempre “Sì Chef” (però suona un po’ più tipo “ssìscieff” © Jade, vedi alla voce -> Commentatori). Memorabile il suo “Voi permettete che io inizi”, rivolto ai giudici nel corso del casting, che sembrava arrivare dritto da un roleplay sadomaso.


ZEITGEIST. Per qualcuno il successo di Masterchef è dovuto al fatto che interpreta lo spirito del tempo. Se volete saperne di più, seguiteci nel nuovo liveblog domani allle 20:30. Qui su Dissapore.

[Crediti | Link: Dissapore, Corriere.it, IlSole24Ore, Google. Immagine: Antonio Tomacelli]