di Caterina Vianello 29 Agosto 2017
simone rugiati

A Simone Rugiati non piace il ristorante Sushi Su: pensavate fosse finita?

Nient’affatto, abbiamo aggiornamenti.

Finora la scena è stata dominata dal video in cui il telechef di “Cuochi e fiamme” se la prende con il ristorante di Padova accusando il personale di avergli servito pesce in scatola e non fresco, oltre ad avere negato la presenza nel piatto del granchio, dopo aver precisato di essere “leggermente intollerante” al liquido in cui è conservato.

Critica dei ristoranti 3.0, a suo modo anche coraggiosa e dunque meritevole delle nostre lodi, o danneggiamento dell’altrui reputazione a mezzo social aggravata dalla notorietà del telechef?

Abbiamo scoperto che Massimiliano Alajmo, chef tre stelle Michelin del noto ristorante veneto Le Calandre, è intervenuto in difesa del Sushi su, disapprovando lo sfogo di Rugiati e ipotizzando  da parte sua una scarsa trasparenza.

E Massimiliano Liggieri, titolare del Sushi su, in tutto questo cosa dice Massimiliano Liggieri? L’abbiamo raggiunto al telefono, chiedendogli di raccontarci la sua versione della storia.

– Cosa è successo precisamente giovedì sera al Sushi su?

“Quella sera Rugiati era in compagnia di una donna indiana che è uscita perché si vergognava della piazzata fuori luogo. Il piatto di cui parla nel video non era per lui, ma per lei. Lui il piatto non l’ha nemmeno assaggiato e ho dei testimoni in grado di confermarlo.

– Ah, ecco. Ci sono altre cose che smentisce della video ricostruzione di Rugiati?

Rugiati dice delle cose un po’ strane. Prima parla di un’intolleranza al granchio, poi di leggera intolleranza al liquido di conservazione. Poi dice che va all’ospedale ma non mi risulta che ci sia andato, è tutto ambiguo. Sembra una cosa preparata”.

– Ma quali altre ragioni avrebbe avuto Rugiati per sparare a zero sul Sushi su?

“Ha fatto una scenata davanti a tutti, con modi sopra le righe. Sinceramente il motivo non lo capisco. Tra colleghi si può sbagliare, ma una certe etica e una certa correttezza impongono in ogni caso un dialogo, un confronto, un chiarimento. Dispiace, perché lavoriamo sempre con passione e attenzione e prima di fare una cosa del genere poteva chiamare i carabinieri o i Nas che sarebbero venuti subito a controllare, non utilizzare Facebook per screditare il lavoro degli altri. Ho quindici dipendenti tutti in regola, il locale funziona”.

– Nella cucina del Sushi su siete soliti tenere del granchio in scatola?

“E no, usiamo solo pesce fresco del Mediterraneo, visto che l’Adriatico ha il fermo pesca. Forse Rugiati aveva avuto una brutta serata, sembrava essere sopra le righe, forse non era stato riconosciuto…. Comunque non mi spiego un comportamento del genere. Non abbiamo mai avuto un caso in tanti anni. Dice che in cucina bisogna sterilizzare: in ospedale si sterilizza, in cucina si sanifica”.

– Conferma di aver fatto causa a Rugiati?

Certo che sì, abbiamo una reputazione da tutelare, lo abbiamo citato in causa per calunnia, ci rivedremo in tribunale. Del resto, non avrei potuto nemmeno andarlo a trovare per sperimentare la sua cucina: lui non ha un ristorante”.

– Cosa ne pensa dell’intervento in sua difesa di un grande chef internazionale come Massimiliano Aljmo de Le Calandre?

“Sono rimasto molto colpito, non aveva ragioni particolari per farlo, siamo appena conoscenti, non posso certo definirlo un amico di lunga data, anche se mi piacerebbe molto. Questo mi ha fatto ancora più apprezzare il suo intervento”.

Queste le parole di Massimiliano Liggieri, l’altra parte in causa di questa storia non del tutto chiara. Vi hanno aiutato a capire qualcosa di più?