Asl e Nas non fanno controlli per multare Cannavacciuolo, “noi facciamo cultura”

Le verifiche dei Nas sono state “troppo rigorose” e le loro punizioni “eccessive”? Di conseguenza, ha ragione Antonino Cannavacciolo a lamentarsi?

Stiamo parlando, come i lettori più assidui di Dissapore avranno già capito, delle due denunce per frode in commercio con annessa multa di 1.500 euro che Asl e carabinieri del Nas hanno rifilato nei giorni scorsi al Bistrot torinese del giudice di MasterChef.

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Se sui social il tiro al bersaglio nei confronti dello chef che in Tv giudica le altrui cucine da incubo e si fa poi prendere in castagna nella sua è stato univoco, da parte dei cuochi stellati e della Fipe che li rappresenta c’è stata una levata di scudi in difesa di Cannavacciuolo, vittima, a loro parere,  di un accanimento causato esclusivamente dalla grande popolarità del cuoco campano, capace di fare da cassa di risonanza per il lavoro delle Forze dell’ordine.

La Stampa ha quindi deciso di dare la parola proprio a loro, per la precisione a Roberto Testi, medico legale e direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Città di Torino, che esordisce subito con una frase impegnativa: “l’obiettivo degli ispettori, così come quello delle altre forze dell’ordine impegnate nei controlli, non è quello di fare multe ma piuttosto di fare cultura”.

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E non vuole sentir parlare, Testi, di “eccesso di zelo” nelle verifiche dei suoi uomini, così come, afferma, le pene comminate a seguito delle irregolarità riscontrate non sono mai eccessive o “ad personam”, ma semplicemente sono quelle che gli ispettori sono tenuti ad applicare in quanto previste dalla legge. E se in generale la ristorazione torinese e nazionale godono di buona salute, è proprio grazie alla “professionalità degli imprenditori e alla continuità delle verifiche”, dice Testi.

E non ci possono essere sconti per nessuno, soprattutto per chi è più popolare, per chi da uno schermo TV predica igiene e trasparenza e poi a casa propria dimentica qualche asterisco addebitandolo a una semplice svista:

“Molti professionisti dimostrano di conoscere ogni norma e di sapersi autoregolamentare anche senza l’intervento degli ispettori Asl o degli specialisti dell’Arma e della Finanza. Per questo non è pensabile che ristoranti storici della città, così come realtà più recenti che però portano il nome di autentici guru della cucina italiana, possano giustificare la mancata applicazione delle norme come una semplice distrazione”.

Per chiarire meglio il concetto – nonostante l’unanime e incondizionato appoggio a Cannavacciuolo da parte dei suoi colleghi e che puzza un po’, lasciateci dire,  di corporativismo –  Testi ribadisce che le norme non sono certo state pensate per oscuri motivi amministrativi o per mettere i bastoni tra le ruote a ristoratori e negozianti, né  per portare un po’ di ossigeno alle esangui casse comunali.

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Sono state stabilite invece, continua il dirigente della Asl torinese, proprio a nostra tutela, a tutela cioè del consumatore, da proteggere quando va al mercato o partecipa a un evento, a mangiare nel ristorante all-you-can-eat così come in quello di grido:

“Quest’anno l’operazione Natale sicuro ha coinvolto lo street food e i ristoranti blasonati. Nel 2016, invece, ci eravamo occupati di sushi e la qualità del pesce trovato, almeno sotto il profilo della sicurezza e salvo rare eccezioni, non presentava alcuna irregolarità. Ma vorrei fosse chiara una cosa: il nostro lavoro serve prima di tutto a difendere quel patrimonio che sono i consumatori, insomma gli stessi clienti dei locali. La priorità è la loro salute, ovvio, ma è altrettanto importante che non vengano fregati”.

Per tutte queste ragioni non bastava una semplice pacca sulla spalla. La salute pubblica va tutelata, sostiene Testi, e viene prima dei pur legittimi interessi di negozianti e ristoratori.

[Crediti: La Stampa]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

27 dicembre 2017

commenti (10)

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  1. elio ha detto:

    Non entro nel merito della multa a Cannavacciuolo, ma da 20 anni abito in Tailandia dove gli ispettori sanitari (quelli statunitensi e australiani in testa) farebbero chiudere il 98% dei ristoranti. E sono ancora vivo. Solo fortuna?

    1. Orval87 ha detto:

      Ci spieghi molto più chiaramente cosa vuole dire con questa sua frase….che dovremmo forse avere porcilaie anche qui in Europa?
      Le faccio anche notare che in Thailandia l’aspettativa di vita media è 10 anni inferiore che qui.
      Inoltre il c*gotto frequente spesso non uccide, ma non è bello.

    2. claudio pistocchi ha detto:

      Caro Elio, infatti una bella fetta di “ristoranti” thai andrebbe proprio chiusa… mi meraviglio che tu che dici di abitarci da 20 anni non te ne renda conto.
      In Thailandia i controlli sanitari sono una burla vera e propria, non c’è una minima consapevolezza delle più basilari norme igieniche e ti posso assicurare che il numero delle tossi-infezioni alimentari è da paura come quello dei morti per incidenti stradali.
      Se sei ancora vivo cosa vorrebbe significare? Anche se non ti vaccini non è detto che ti ammali… ma non mi pare molto intelligente come assioma no?
      E, prima che tu lo dica, in Los ci vengo anche io da 15 anni e di cagotti ne ho presi diversi… per questo cucino a casa ogni volta che posso, e facendo anche ben attenzione al cibo che compro perchè anche li ce ne sarebbero di cose da dire…

  2. Paolo Parma ha detto:

    Se Cannavacciuolo ha sbagliato, è giusto che paghi, l’unica cosa che non mi torna è, chi ha diffuso la notizia? Perché quando vengono temporaneamente chiusi locali, dopo verifiche delle autorità , non vengono mai pubblicati i nomi sui giornali, e sulla serranda appare il cartello “Chiuso per Ferie” , non dando modo ai consumatori di conoscere la realtà sulle condizioni igienico sanitarie dei locali. Forse pubblicare solo quelli famosi serve a mostrare che tutti sono uguali?

    1. Meri ha detto:

      Anche io mi son fatta la stessa domanda. Premesso che asl e nas han fatto bene ad essere scrupolosi e mi auguro lo sian stati davvero con tutti specie nei locali di sushi che forse son quelli piu delicati dal punto di vista della salute pubblica, vorrei sapere però anche io chi ha dato subito la notizia urbi et orbi, quando ad altri, non famosi; evidentemente si cerca di dare la possibilità di correggere eventuali errori senza pregiudicare il locale (ci vuol poco per chiudere un locale se la reputazione viene compromessa anche per cose non gravi) e battere la gran cassa sulla stampa per degli errori sanzionabili ma non gravi, é innegabile che abbia esposto lo chef al pubblico ludibrio della massa di “assetati di sangue” della rete che il giorno prima esaltano un personaggio noto, pure troppo, ma sotto sotto non aspettano altro che vederlo cadere per poter sfogare invidia e frustrazione. Dalle parole dell’ispettore trapela inoltre una critica proprio ad personam citando i programmi fatti dallo chef di cui lui non dovrebbe entrare nel merito, perché non riguarda il suo di lavoro. Certo è vero che non si può predicare bene e razzolare male, e la levata di scudi a prescindere degli chef stellati, un po’ troppo divi negli ultimi anni, non va neppure bene perche non possono credersi intoccabili. Ma vorrei anche dire a quel signore della asl che fino a prova contraria anche programmi come “cucine da incubo” fanno cultura mostrando come dovrebbe essere una cucina: non vorrei che mettere alla berlina chi lo conduce finisse, invece di dare il buon esempio, per smontare quanto fatto finora.

  3. Genbaro55 ha detto:

    Hanno fatto bene a muntarlo anzi visto che il sign. CANAVACCIUOLO è quello che va a controllare i ristoranti e quindi sa benissimo la normativa vigente ,avrebbero dovuto chiudergli il bistrot,ma siccome gli italiani sono dei pecoroni ,invece che evitare di andarci fanno il contrario infatti e tutto pieno fino a marzo!!!
    CANAVACCIUOLO sei il solito napoletano piangi miseria ma con la pancia piena

    1. Ornella ha detto:

      Rieccoci con i soliti luoghi comuni … Nn so lei di dove sia, ma si limiti a commentare il fatto senza cadere nel banale e nell’offensivo con insulse generalizzazioni. Resti nell’area geografica di sua competenza. GRAZIE

  4. ROSGALUS ha detto:

    Questo signore se è vero che ha sbagliato deve pagare in base alle normative vgenti.
    Punto e basta.
    Ache vale prendere le parti di questo imprenditore oppure, al contrario, demonizzarlo.
    Siamo seri.
    Si applichino oggettivamente e con coerenza le norme che tutelano i clienti.
    Poi il resto non conta: è solo pubblicità gratuita .

  5. feffe73 ha detto:

    Io ancora non sono riuscito a capire il fatto.
    Non ho dubbi su Asl e Nas , qualcuno in più su Cannavacciulo. Ipotizzo che in quel bistrot vengano abbattuti alimenti autoprodotti ergo andrebbe scritto in menù che sono surgelati. Questo non avviene in nessun ristorante. Il problema non è Canavacciulo, il problema siamo noi consumatori: se leggiamo sugelato pensiamo sia di qualità infima, cucina cash and carry.

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