di Anna Silveri 4 Febbraio 2019

Il Friuli ha battuto il Veneto: è sua la paternità del tiramisu. Ma veneti e friulani litigano anche per l’invenzione dello spritz.

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Per i veneziani il tramezzino è stato inventato a Marghera, dal panettiere Anzanello. Ma la paternità ufficiale è attribuita al Caffè Mulassano in Piazza Castello a Torino.

La lista di alimenti, piatti, ricette e vini dalle origini contese tra regioni e campanili è lunga, ma non pensavamo che comprendesse anche le fettuccine Alfredo. Per anni siamo stati convinti che esistessero solo come tarocco della cucina italiana negli Stati Uniti, dove sono celebri. Sul genere degli spaghetti alla bolognese, per capirci.

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Teoria che non ci sentiamo di escludere, anche se nel 2018, durante il “National fettuccine Alfredo Day” (ebbene sì, una giornata ufficiale non si nega a nessuno) vi abbiamo raccontato una storia diversa delle fettuccine Alfredo, che poi non sono questa gran cosa: fettuccine all’uovo, burro e parmigiano.

[La storia delle fettuccine Alfredo]

A pochi giorni dal nuovo compleanno ci tocca riaprire il caso perché la storia di Alfredo di Lelio, proprietario dell’omonimo Ristorante Alfredo, in via della Scrofa 104 a Roma, e dei due divi di Hollywood che, in luna di miele nel 1920, se ne innamorano contagiando tutta la Hollywood del tempo, viene contestata.

Da chi? Dai famigliari di Di Lelio, secondo i quali il vero ristorante Alfredo sarebbe invece in piazza Imperatore.

Ricostruiamo le due storie grazie a RFood, inserto ogni giovedì in edicola con Repubblica.

La versione del ristorante Alfredo alla Scrofa

“Nel 1914 in una storica e tipica locanda nel cuore di Roma, dalle passioni di Alfredo, la cucina e il teatro, dalla sua capacità di preparare piatti semplici dal gusto speciale, e dalla spettacolare teatralità con cui ne accompagnava l’ingresso a tavola con i suoi folti e inconfondibili baffi, nasceva il mito della inimitabili fettuccine Alfredo”.

Così, Alfredo alla Scrofa rivendica sul suo sito l’invenzione di uno dei piatti più famosi del mondo. È qui infatti che due divi di Hollywood in viaggio di nozze –Douglas Fairbanks e Mary Pickford– assaggiano le fettuccine fatte a mano.

Se ne innamorano e al loro ritorno in America inviano ad Alfredo una coppia di posate d’oro con dedica. È l’inizio del mito: Brigitte Bardot, Frank Sinatra, Jimi Hendrix, Sofia Loren… Ecco alcuni dei clienti celebri del ristorante, oggi gestito da Veronica Salvatori e Mario Mozzetti, eredi dei ristoratori a cui Alfredo cedette il locale, e artefici del suo successo negli anni della Dolce Vita.

La versione del ristorante Il vero Alfredo

Nel 1908 nascono le “fettuccine in piazza rosa”. Sul sito del ristorante Il vero Alfredo in piazza Augusto Imperatore la famiglia Di Lelio rivendica la paternità delle fettuccine, anticipando le date e spostando il luogo di nascita di un paio di chilometri.

Ecco la loro versione: Alfredo Di Lelio le inventa subito dopo la nascita del primogenito per aiutare la moglie a recuperare le forze. E lei suggerisce di inserirle nel menu del piccolo ristorante, in Piazza Rosa, adiate all’attuale Galleria Colonna.

Le ripropone nel 1914 in via della Scrofa. Con la seconda guerra mondiale lascia tutto nelle mani del figlio Armando.

Ritorna sulla scena nel 1950, aprendo un nuovo ristorante in piazza Augusto Imperatore. La raggiunge anche il figlio, nel frattempo venuto via da via della Scrofa.

“Di padre in figlio, di figlio in nipote, fu così che quella degli Alfredo diventò una vera dinastia”, si legge nel sito, accanto alle foto dei personaggi famosi che hanno mangiato le fettuccine.

[Crediti | RFood]