Firenze: cos’ha messo Massimo Bottura nel menu del bistrot Gucci

Non sono tutti chef star con le barbe, le maniche arrotolate e le collaborazioni facili. Bottura, per dire, finora era uscito dall’Osteria Francescana di Modena solo per i suoi refettori, progetti contro lo spreco alimentare per emarginati e poveri.

Per Gucci farà uno strappo alla regola.

Di sicuro ben pagato, ma favorito dall’amicizia di lunga data con Marco Bizzarri, amministratore delegato della griffe fiorentina e secondo il mensile Panorama uno dei 20 manager più influenti al mondo, cresciuto anche lui tra via Savani e via Pascoli, a Modena, dove pedalava di gran lena insieme a Bottura bambino.

[Massimo Bottura: bistrot nel Gucci Garden di Firenze]

Come ci siamo già detti, il prossimo 9 gennaio rinasce Gucci Garden, in piazza della Signoria a Firenze, al piano terra del palazzo della Mercanzia. L’occasione è Pitti Uomo, in svolgimento alla Fortezza da basso dal 10 al 12 gennaio. All’interno dello spazio ci saranno un negozio di prodotti in edizione unica, uno spazio museale curato dalla critica dell’arte Maria Luisa Frisa e GO (Gucci Osteria), bistrot da 35 coperti di cui Bottura è il regista.

A pochi ore dall’apertura il giornalista Aldo Fiordelli è riuscito a strappare qualche anticipazione sul menu. Si legge oggi sul Corriere Fiorentino:

“A rappresentare il maestro modenese a Firenze resterà Ana Karime Lopez Kondo. Colombiana di origine, la giovane cuoca arriva dal Central di Lima, uno dei migliori ristoranti del Sud America. Suo marito è il sous chef di Bottura, Taka Kondo. A lui sarà dedicato uno dei piatti della nuova cucina Gucci-Bottura. Il «Taka-ban» un pane a vapore con pancia di maiale e salsa piccante. Tra i piatti esotici anche tortillas, tacos e tostada o melanzane fritte in salsa di shiso per strizzare l’occhio alle cucine thai e cinese”.

Il menu del bistrot vivrà di commistioni, sospeso tra cucina messicana, giapponese e italiana, in pieno stile “ni-ni” come i francesi definiscono la cucina né da bistrot, né gourmet, ma buona, solida, senza dimenticare dove ci si trova: «Cucineremo con la Chianina, anche se non la bistecca, i cantucci e questo hot-dog che stiamo provando, buonissimo», si lascia sfuggire Taka Kondo, e a sottolineare l’orario continuato dovrebbe esserci anche la spaghettata di mezzanotte, tornata di gran moda tra i gourmet, anche se reinterpretata “à l’ikura”, cioè con uova di salmone.

[Riabilitiamo la spaghettata di mezzanotte dall’ingiusta condizione di discredito]

E da bere? Vino toscano e francese, in base ai consigli del maître brasiliano: più internazionali di così.

[Crediti | Corriere Fiorentino]

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

5 gennaio 2018

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