Green pass per i ristoranti: l’ipotesi della dose singola

Spunta fuori di nuovo il Green pass obbligatorio per ristoranti e bar, ma solo al chiuso, e dovrebbe bastare la prima dose: entro giovedì il Governo decide.

Ristorante Green pass

Nel caos delle ipotesi e delle proposte sul Green pass obbligatorio per accedere a ristoranti e bar, oltre che a varie altre attività, spunta l’ipotesi del doppio binario: ovvero della dose singola sufficiente per alcuni ambiti considerati meno rischiosi, come sedersi al tavolo di un ristorante al chiuso, e della doppia dose per i luoghi ancora più affollati dove l’assembramento è inevitabile anche solo in entrata e uscita. È una delle possibilità a cui sta lavorando il Governo Draghi, secondo una indiscrezione raccolta dal Corriere della Sera: dopo quindi che il modello francese era sembrato la via maestra per convincere gli indecisi, e dopo l’immediato contraccolpo che aveva visto allargarsi il fronte del no (soprattutto a destra ma non solo), l’obbligo di Green pass sembrava tramontato almeno per ristoranti e bar. Ma evidentemente qualcosa sta cambiando ancora.

L’iter politico prevede oggi la conferenza delle regioni, domani l’incontro con il Governo, dopodomani (giovedì 22) il Consiglio dei Ministri che dovrebbe emanare il decreto così da farlo entrare in vigore dal lunedì successivo, il 26 luglio. Le esigenze da contemperare sono parecchie, non solo a livello di posizioni politiche. Ci sono le vacanze e l’estate di mezzo, il che vuol dire due cose: attività di ristorazione ma anche discoteche ed eventi che puntano sulla ripresa economica, quindi bisogna cercare di non chiuderle; dall’altro lato molta gente in giro, che quindi rinvia la seconda dose non per scetticismo ma per difficoltà pratiche. E sopra tutto, l’obiettivo di non far risalire troppo i contagi.

A questo proposito dovrebbero cambiare i parametri per i colori delle regioni, conteranno non più i contagi complessivi ma i casi gravi e quindi la pressione sul sistema sanitario: zona gialla se l’occupazione dei reparti ordinari supera il 10 % dei posti letto a disposizione e quella delle terapie intensive supera il 5%.

Come compromesso nasce quindi l’ipotesi della dose singola – in alternativa sempre al tampone negativo o alla guarigione da massimo sei mesi – e del doppio binario. Anzi, del triplo: perché per ristoranti e bar all’aperto non dovrebbe esserci nessuna restrizione; per quelli al chiuso, e per tutti i luoghi dove già vigono misure di distanziamento, basta la prima dose; seconda dose obbligatoria invece per posti più affollati come stadi, concerti, convegni, eventi, spettacoli, palestre, discoteche all’aperto.

[Fonte: Corriere della Sera]

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