di Luca Iaccarino 15 Novembre 2017
La prima guida Michelin

Domani è il giorno. Cappelli, forchette, gamberi, faccini, tutto bello. Ma le stelle son le stelle.

E giovedì 16 novembre alle 9.30, al Teatro Regio di Parma, la Rossa dice la sua.

Chi sale. Chi scende. Chi entra a far parte degli eletti. Verrà il momento delle cronache, delle bottiglie da stappare, delle lacrime da versare.


Guida Michelin 2018: a chi andranno le stelle?


Ma questa sera, quella prima degli esami, cosa faranno i protagonisti della gastronomia italiana? Non possiamo saperlo. Ma possiamo immaginarlo.

— I cuochi che “sono stati chiamati” –cioè che si aggiudicheranno o guadagneranno stelle– fanno i vaghi con gli amici, ma lo si capisce dal fatto che è quarantott’ore che hanno la faccia a forma di emoticon felice;

— Il sindaco Federico Pizzarotti è teso: vuole che la sua città faccia bella figura. Poi pensa all’Appendino e alla Raggi, si rilassa e va a mangiarsi uno “spaccaballe” da Pepèn;

— I cuochi che non sono stati chiamati fin’ora ma ci credono ancora, guardano ossessivamente il telefono. “Certe volte chiamano proprio all’ultimo!”;

— I fan di Davide Scabin, chef del ristorante Combal.Zero, cui la guida ha levato una stella, pensano: “dai, dai, dai! Up and Down, Down an Up!”;

— Marco Do, capo della comunicazione di Michelin Italia, sta perfezionando un accordo per cui nei parcheggi degli stellati mentre sei a cena ti smontano le Pirelli e ti mettono le Alpin5;

— I critici gastronomici del nord scommettono che ci sarà un nuovo tre stelle. Al nord;

— Michael Ellis, direttore internazionale della guida e host della premiazione, sta riguardando le slide e scegliendo la cravatta;

— I cuochi che non sono stati chiamati finora e sono assennati, stanno lavorando per i propri clienti, come tutte le sere dell’anno;

— Il direttore della guida Sergio Lovrinovich cena come sempre: quattro polli fritti e una coca;

— I critici gastronomici del sud scommettono che ci sarà un nuovo tre stelle. Al sud;

— I cuochi che non sono stati chiamati finora e sono ossessionati dalla Rossa, soffrono peggio di quando sono stati mollati dalla tipa;

— I giornalisti sacramentano perché la presentazione è alle 9.30 a Parma e quindi si devono svegliare presto. Tipo la gente che lavora;

— Gli ispettori Michelin stasera stanno in famiglia; e pasteggiano a bresaola e pastina in brodo;

— Il cuoco che sa di aver preso le tre stelle non dorme. E si ripete, come un mantra, un’unica frase: “E ora son tutti ca**i miei.”

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