di Luca Iaccarino 25 Giugno 2018

La settimana scorsa sono andato a mangiare in un locale di un certo charme, di quelli cosiddetti “gastronomici”.

Grande eleganza, grande sussiego, grande professionalità. E anche grandi prezzi, ma è assolutamente legittimo: la qualità si paga.

L’unica cosa che ha incrinato la mia flemma inglese è stata trovare ben segnalato in carta un coperto da 10 euro. Shit.

Io questa cosa dei coperti stellari non la capisco.

[Siamo soli nell’universo? Ma la vera domanda è: perché devo pagare coperto e servizio al ristorante?]

Già il concetto stesso di coperto è discutibile –e discusso, peraltro, visto che il Lazio teoricamente lo vieta e fino a qualche mese si parlava di un decreto che lo proibisse in tutto il Paese– ma in alcune situazioni e a certi importi è quasi surreale.

Cioè: come è possibile che il coperto debba essere aggiungo a un menu degustazione? Quello del menu degustazione è percepito come un prezzo “all inclusive” (bevande a parte).

Nella fattispecie il posto in cui ero prevedeva un degustazione a 90 euro e un coperto a 10. Ma dunque non è un degustazione da 100 euro?

[Al mio via scatenate l’inferno: abolire coperto e servizio dai ristoranti italiani]

Per quanto ben visibile in carta, questo sovrapprezzo così importante mi sembra non una truffa ma una manipolazione.

Come certe compagnie aeree che nel prezzo del biglietto fra un po’ non comprenderanno più nemmeno uno sgabello su cui sedersi: benvenuto a bordo, col biglietto base si può accomodare nella stiva, nella voliera per i pappagalli.