Il paese di 140 abitanti che non vuole il ristorante stellato

Avere nelle vicinanze un ristorante stellato dall’ottima reputazione non è considerata sempre una fortuna. Né un motivo di orgoglio.

È così, ad esempio, per i 140 abitanti del micro villaggio inglese di Summerhouse, nella contea di Durham, che vedono nel Raby Hunt –primo e unico ristorante con due stelle Michelin dell’Inghilterra Nord orientale– una vera sciagura.

Il locale, acquistato dalla famiglia Close nel 2009, ha velocemente fatto il pieno di recensioni entusiastiche attirando clienti da tutta l’Inghilterra. Merito, in particolare, dei piatti di carne, specie maiale crudo e manzo wagyu.

[Wagyu: quanto costa produrre, comprare e mangiare la carne più cara del mondo]

Ma alla cittadinanza di Summehouse, il blasonato ristorante ha causato più che altro disagi e inconvenienti.

Il motivo è il continuo andirivieni di vetture che parcheggiano ovunque, impendendo la tranquilla circolazione e costringendo i residenti, a loro dire, a restare “intrappolati in casa”.

Non solo: il progetto del titolare del locale, James Close, di unire al ristorante la vicina locanda per garantire ai clienti anche l’alloggio, ha fatto infuriare gli abitanti, che lamentano l’arroganza dei facoltosi clienti del locale, dai quali verrebbero trattati con disprezzo.

[Perché un ristoratore decide di restituire la stella? Il caso Donatella]

Il flusso costante di vetture, unito allo scorrere continuo dei mezzi di fornitori, personale e tirocinanti intaserebbe del tutto le strade del villaggio, costringendo i poveri cittadini a parcheggiare a miglia di distanza dalle loro abitazioni.

Il titolare del locale, dal canto suo, respinge al mittente le accuse, e in una missiva al consiglio comunale ribadisce anche di “operare all’interno delle normativa prevista dalla licenza”.

Insomma, sembra proprio che gli abitanti dell’(ex) tranquillo villaggio debbano rassegnarsi alla “fortuna” di avere un ristorante stellato per vicino di casa.

[Crediti | Guardian]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

9 ottobre 2018

commenti (9)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Mauro ha detto:

    Perché allora non impedire i mercati rionali, le fiere e tutti quegli eventi che portano migliaia di persone e ti impediscono di parcheggiare.

  2. Orval87 ha detto:

    Maiale crudo? per me avete sbagliato la traduzione…spero

    1. Pilsner ha detto:

      Sentiamo la tua ennesima ston**ata.
      Perchè il maiale crudo sarebbe ancora satana come negli anni 50?
      Ma una volta nella vita riesci a contare fino a 10 prima di parlare/postare? Bah.

    2. Paolo ha detto:

      Orval… Ma perfavore… Per non dire altro che è meglio.

    3. Alezzandro ha detto:

      I’m effetti nell’articolo originale, e sul sito del ristorante, si parla di beef non pork.

      A parte questo, ‘sto James Close non sembra così simpatico. A leggere l’articolo del Guardian sembra fregarsene abbastanza dei problemi che crea al villaggio.

  3. ricottaro ha detto:

    un ristorante dove servono Carne di Maiale CRUDA…

    non aggiungo altro

  4. Sono cresciuto in Toscana, dove è tradizione, mangiando le salsicce (freschissime) crude. Ancora ricordo con nostalgia quelle mangiate assieme all’amico Anselmo sull’isola d’Elba a Pomonte…deliziose; non capisco quindi tutto questo scandalo nel mangiare carne di maiale cruda.
    …e comunque il tema dell’articolo era un altro; per il poco (anzi nulla) che possa contare la mia opinione, solidarizzo con gli abitanti.

«