di Susanna Danieli 13 Febbraio 2020
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Se è vero che Milano è tra le città più vegan friendly d’iItalia, bisogna pur considerare che, molti ristoranti vegani del capoluogo meneghino, sono poco credibili in quanto tali, tra alternative in carta a base di carne e pesce, scelte etiche che poco si confanno al pensiero veg. Spesso, diciamocelo, la voce “piatto vegano” è un’opzione, una proposta di cucina vegetale volta ad accontentare tutti e ad evitare di perdere una fascia di mercato.

Questa premessa per mettere in chiaro le cose: nella nostra guida (nonché mappa, con indirizzi e schede) ai migliori ristoranti vegani di Milano, la soglia di tolleranza si ferma alle proposte vegetariane (latte, uova..), e si tratta comunque di eccezioni ragionate. Inoltre in questa Gourmap, rigorosamente stilata in mesi di pranzi e cene veg sotto la Madonnina, non troverete locali in franchising: nonostante il successo evidente di certe formule, ci sembrava giusto menzionare gli indirizzi che mantengono fieramente la loro milanesità. E poi, detto fra noi, una mappa gourmet con le catene non si è mai vista.

Fatti i convenevoli, siamo dunque pronti a presentarvi la nostra selezione di ristoranti vegani a Milano, per tutte le tasche e tutte le occasioni.

Joia – Alta cucina vegetariana

Via Panfilo Castaldi 18, Milano

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Un vegano che si rispetti non può esimersi dal visitare il Joia almeno una volta nella vita. Il ristorante di Pietro Leemann è una stella Michelin unica nel suo genere in Italia dalla proposta completamente vegetariana e ai limiti del vegano in cui sono ammessi soltanto i formaggi, per di più di piccoli produttori e a latte crudo. Spesso definito il “tempio della cucina vegetariana”, Joia è una vera e propria meta di pellegrinaggio per gli appassionati del settore da 30 anni a questa parte. Nonostante la proposta più “democratica” e accessibile del Joia Kitchen non ci abbia entusiasmato, l’esperienza gastronomica del Joia Gourmet resta convincente.

I percorsi degustazione a base stagionale sono tre, La Scoperta, L’Enfasi della Natura e Zenith, il più completo (e costoso: 135 euro) che vi terrà inchiodati al tavolo per almeno tre ore. Davanti ai vostri occhi una parata dei successi stellati che si sono consolidati sotto le mani del Leemann dal 1996 a oggi, a partire dalla tavolozza di colori, verdure e salse offerta come amuse-bouche, fino alle creazioni signature in carta come «L’Ombelico del Mondo», «Sotto una Coltre Tenue» e «Relazione Privilegiata». I piatti bellissimi – e il giudizio è oggettivo – raccontano di viaggi, filosofia, natura e misticismo, lasciando dietro di sé un arcobaleno di ricordi e sensazioni vegetali che non hanno pari, almeno in Italia. Per tutti i vegani all’ascolto, questo è l’indirizzo imperdibile per celebrare un’occasione veramente speciale.

BistròBiò

Via Valtellina 10, Milano

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Sul limitare di zona Isola c’è un ristorantino che sta facendo furore su Tripadvisor e in generale sulla bocca di tutti gli appassionati di cucina vegana a Milano. BistròBiò, cucina a vista e sala su due livelli, fa del cibo biologico e naturale la sua ragion d’essere. Ai fornelli trovate Claudio Di Dio, che si destreggia fra le creazioni gourmet della cena (con proposte variabili tra i 12 e i 15 euro) e i piatti unici del pranzo (a 12 euro) come burger, bowl di cereali e verdure e pinsa romana. La sua cucina sa essere al tempo stesso delicata e gustosa, a tratti molto abbondante come nel caso della «frittata espressa di ceci aromatizzata con olio e scaglie di tartufo»: una sleppa (concedete la licenza poetica) dal diametro di 10 cm e dallo spessore di 2 che sfama facilmente l’intero tavolo. E invece ve la trovate davanti, calda, soffice e tutta per voi.

I piaceri della gola al BistròBiò non si fermano qui, anzi vanno letteralmente oltre con la rotazione delle specialità «Beyond Meat», la carne finta che piano piano si sta infiltrando nei supermercati e ristoranti di tutta Italia. Fra natura ed esperimenti, al BistròBiò si ha la certezza di colori brillanti e impiattamenti scenografici, un felice contrasto rispetto al bianco candore un po’ tristino della sala da pranzo che fa molto bar e poco ristorante. Fortunatamente le apparenze vengono compensate dalla sostanza di una cucina appassionata e generosa che conquista tutti, anche gli onnivori convinti.

Rosmarino – Gastronomia naturale e vegana

Viale Pasubio 16, Milano

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Una delle peculiarità della scena vegana a Milano è la presenza preponderante delle gastronomie. Locali piccoli e informali, prezzo al peso e una vastissima scelta di verdure, legumi e cereali. In questo senso Rosmarino è da più di 10 anni un’istituzione in materia: il locale dalle dimensioni modeste è l’oasi di cucina completamente vegetale che apre le porte di Chinatown e delle ghiandole salivari di vegani e non. La varietà di piatti al bancone è impressionante, e ancor di più lo è la disponibilità dei gestori a spiegarli tutti uno per uno. Almeno dieci tipi di cereali a cui aggiungere decine di contorni, salse, polpette di legumi e derivati della soia, creme di verdure e tanto altro ancora. Per finire con i dolci, un golosissimo assortimento di torte, crostate, ciambelloni e creme al cucchiaio che si fa fatica a credere sia stato realizzato senza alcun derivato animale.

Da Rosmarino si pranza e si cena con acqua e tè offerti dalla casa, oppure si usufruisce del servizio take-away disponibile fino alle 23. E se avete dimenticato qualcosa dalla vostra lista della spesa (biologica e senza glutine si intende) basta guardarvi intorno. Gli scaffali di Rosmarino sono ben forniti di caffè, bevande vegetali, cereali equo-solidali, farine alternative e birre artigianali. Le dispense di Rosmarino – sia quella pronta da gustare, sia quella da assemblare con le vostre mani – vi faranno venire l’acquolina in bocca!

La Forchetta Verde – Gastronomia naturale

Via Montebello, 7

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Fra Brera e Moscova da circa 4 anni la pausa pranzo vegana si fa a La Forchetta Verde, gastronomia dal volto giovane che propone menu stagionali prevalentemente da asporto. Sì, perché il piccolissimo locale qualche posto a sedere ce l’avrebbe anche: peccato però che nel picco dei pranzi da ufficio i tre-quattro tavolini all’interno siano costantemente occupati. Per inciso, il peccato è tutto per i clienti e non certo per i titolari, che con la Forchetta Verde e le formule di menu sani, naturali e soprattutto veloci hanno decisamente fatto il botto. Anche qui il costo è al peso per quanto riguarda cereali, verdure e proteine vegetali. Centrifughe, dolci e insalate hanno invece un prezzo fisso, accompagnate dalle zuppe che a 8 euro (sì, forse un po’ esose, ma buonissime e parecchio abbondanti).

Insomma lo avete capito, se capitate a La Forchetta Verde è meglio ordinare e mangiare comodamente a casa o in ufficio. I contenitori, tazze e bicchieri che faranno arrivare i vostri pranzi o cene sani e salvi a destinazione sono completamente biodegradabili: i titolari si professano fieramente plastic-free e promuovono il consumo sostenibile anche grazie alle borracce riutilizzabili e acquistabili direttamente in loco. Un arcobaleno di colori e sapori che fa bene al corpo, al pianeta e soprattutto rende meno grigi e tristi i giorni feriali della Milano che lavora.

La Sana Gola

Via Carlo Farini 70, Milano

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Correva l’anno 1994 quando il dottor Martin Halsey, biologo, campione di basket e guru dell’alimentazione, decise di fondare La Sana Gola, associazione che promuove la cucina macrobiotica e la terapia alimentare come forma di prevenzione. Detta così pare una setta, ma vi assicuriamo che non è così: La Sana Gola è piuttosto un luogo inclusivo che attraverso il cibo educa, delizia e in qualche caso risolve problemi. Fra le attività dell’associazione infatti ci sono la scuola di cucina, le conferenze sulla salute, le pubblicazioni su malattie e alimentazione e, per quello che interessa a noi, i pranzi e i brunch della domenica. Per due volte al mese infatti, alla modica cifra di 30 euro, c’è la possibilità di abbinare i seminari del dottor Halsey al menu fisso realizzato dagli allievi della scuola completo di zuppe, piatti unici, contorni e tris di dolci. Che siate vegani convinti, onnivori indecisi, salutisti fanatici o semplicemente curiosi, La Sana Gola è l’indirizzo per imparare a volersi bene attraverso il cibo.

Altatto

Via Comune Antico 15, Milano

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Di Altatto, bistrot di alta cucina vegana e vegetariana dal tocco femminile, abbiamo ampiamente parlato in una recente recensione. Indirizzo obbligato per chi è alla ricerca di un’esperienza gastronomica completamente green. I menu degustazione sono eseguiti dalle tre chef e titolari Giulia, Cinzia e Sara che si sono fatte la loro dose di gavetta al Joia di Pietro Leemann e da qualche anno hanno spiccato il volo nel mondo del catering vegetariano. Più di recente hanno inaugurato il bistrot in zona Greco, un locale conviviale al limite del pop-up – è aperto solo il martedì e mercoledì per cena – dal design urbano sui toni del bianco e del grigio e illuminato da globuli regolabili per far luce sul menu. Il quadro visivo è completato dall’arredamento essenziale dei tavoli in metallo da condividere con tutti i commensali.

Al resto dei sensi ci pensa la cucina di Altatto che, come si intuisce dal nome, gioca con mani, sapori, odori e consistenze. Ma è soprattutto il senso della sorpresa ad essere stuzzicato dalle tre giovani chef, i cui piatti parlano di stagionalità, ingredienti ritrovati e collaborazioni fusion. In altre parole, ogni settimana da Altatto trovate qualcosa di nuovo, magari anche qualche affascinante estraneo che mangia accanto a voi, chi lo sa. L’unica cosa certa è la qualità di una cucina vegetariana e vegana che, seppur ricercata, non ricorre agli artifici dei “soliti” escamotage da imitazione dei piatti onnivori ma reinterpreta gli ingredienti rispettandone la naturalità.

Alhambra Risto Veg

Via San Gregorio 17, Milano

Alhambra Risto Veg MilanoQualità e prezzo a Porta Venezia si incontrano ad Alhambra Risto Veg, gastronomia aperta tutti i giorni fino all’una del mattino e ritrovo notturno gettonato dai veg-lovers. La cena informale si fa al netto del peso di tantissime specialità etniche rivisitate in chiave vegetale. Qualche esempio? Hummus, cous cous, samosa, curry e falafel fanno capolino tra più classiche ma sempre deliziose creme di verdura, cereali e legumi della tradizione italiana. Per un dolce finale c’è il nuovissimo Alhambra Cafè, vegan bakery e pastry coffee shop a poche decine di metri dall’indirizzo principale. Torte a strati sofficissime e a base di cocco e pistacchi; oppure dal tiramisù, generosamente porzionato ma che verrebbe da prendere a cucchiaiate direttamente dal vassoio. Che siate più di dolce o di salato, Alhambra riuscirà a soddisfare tutte le vostre insaziabili voglie veg. Per cena è consigliata la prenotazione.

Ghea

Via Valenza 5, Milano

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Dal 2012 in zona Porta Genova, Ghea tenta a modo suo di ripristinare il circolo uomo-ambiente-natura. L’ecosistema da riequilibrare trova il suo fulcro nella cucina, una proposta completamente plant-based che spinge sulle specialità crudiste. Piccola parentesi di cultura generale: il crudismo è quella branca del veganesimo che non ammette cibi trattati a più di 42°C e meno di 1°C, soglia di denaturazione dei nutrienti e in particolare delle proteine. Per “cuocere” gli alimenti si preferiscono metodi come essiccazione, marinatura e riscaldamento per centrifuga: un lavoraccio che però, se eseguito bene, dà una certa soddisfazione a chi lo fa e a chi lo mangia.

Da Ghea dunque gli amanti della cucina raw troveranno “pane” per i loro denti: fermentini di frutta secca al posto del formaggio, gnocchi di zucca senza glutine e cottura, spaghetti vegetali al sugo, semifreddi non congelati. Dal menu è possibile ordinare i piatti singoli oppure lanciarsi sui percorsi di degustazione tematica, ad esempio “detox” o “fusion” con la scelta di 4 portate a base di specialità crude e cotte. Se vi sentite coraggiosi andate di basse temperature e fateci sapere che cosa ne pensate.

Demetra Vegan Food

Via Giulio Uberti 3, Milano

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Altra gastronomia (l’ultima, promesso!), altra giostra. Demetra sembrerebbe l’ennesimo indirizzo vegano completo di bancone, prezzo al peso e tanta attività di asporto. In parte è così, eppure Demetra si distingue dai suoi simili per la proposta di ricette internazionali. Così, oltre ai contorni canonici di verdure semplicemente saltate o arrostite, trovate pad thai, sushi vegano, insalata di alghe ed edamame, curry di tempeh e babaganoush di melanzane.

A pranzo il prezzo cambia a seconda delle porzioni (5 euro al massimo), a cena invece si paga al peso. I dolci sono a parte ma valgono l’assaggio, con sapori e consistenze che non hanno nulla da invidiare ai classici che fanno uso di uovo, burro e (troppo) zucchero.

Walden Cafè

Via Vetere 14, Milano

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Libreria, bistrot, cocktail bar, spazio per l’ intelletto, confronto e creatività. Walden, due anni appena compiuti, è il caffè letterario a due passi dalle Colonne di San Lorenzo per divoratori di libri e di cucina vegetale. La casa verde e accogliente di Walden invita già di suo a un approccio slow e sostenibile, e questo vale sia per la letteratura, sia per la cucina. Alla selezione di editori indipendenti infatti si affianca la proposta di piccoli piatti vegetariani dalla colazione alla cena, fino al brunch del weekend teatro di incontri culturali, concerti e mostre d’arte. La «capanna del bosco al centro di Milano» diventa così un rifugio in cui c’è tutto il necessario per passare intere giornate all’insegna di buona lettura e specialità plant-based, senza dimenticare la caffetteria e i cocktail d’autore. Il menu cambia quotidianamente con poche ma interessanti voci che comprendono quasi sempre una zuppa, una pasta e una torta salata. Poi ci sono i biscotti, il tiramisù e la torta del giorno, dolci intermittenze tra i momenti di studio e di immersione totale nel magico mondo dei libri.

Fairouz

Via Michelangelo Buonarroti 16, Milano

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Fairouz è il primo ristorante libanese completamente vegetariano in zona Wagner. Le atmosfere calde e soffuse delle lampade orientali sui tavoli in legno decorati trasportano il cliente in un mondo speziato fatto di tanti piccoli piattini da condividere. E il bello è che non c’è traccia di carne e pesce, anzi, la maggior parte del menu si può tranquillamente considerare vegana. Munitevi di calda e fragrante pita da affondare negli hummus di ceci e fave, nelle zuppe di zucca, spinaci e pomodoro, nelle creme di melanzana e yogurt. Oppure agguantate gli appetitosi falafel, gli involtini di vite ripieni di riso o un bel kebab vegetale che vi farà dimenticare per sempre la versione carnivora dal gusto invitante ma dalla qualità dubbia.

Il menu è un inno all’imbarazzo della scelta che prosegue con cous cous, piatti unici di riso, pizzette libanesi (sì, esistono anche quelle) e i dolci-non-dolci da gustare con un buon tè alla menta. Un bel campionario di cucina mediorientale cruelty-free tutto da esplorare.

VegAmore

Via Crema 12, Milano

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Non solo il nome ma anche l’atmosfera fanno di Vegamore il bistrot romantico che accompagna gli appassionati di cucina vegana dalla colazione alla cena. Il locale, nato sulle ceneri del fu progetto Mudra che univa cibo vegetale a yoga e discipline filosofiche indiane, offre un mix vincente di atmosfera intima, ricette cruelty-free e prezzi molto competitivi. A cena, ad esempio, il menu fisso a scelta tra più combinazioni costa la bellezza di 9 euro. Se poi volete aggiungere un dolce, il conto sale addirittura a 12 euro. Un affare che non ha niente di losco anzi: piatti semplici e genuini realizzati con ingredienti freschi che raggiungono vette di golosità in particolare con i dessert. Per un pranzo veloce o una cena low-cost, Vegamore è l’indirizzo in zona Porta Romana che fa per voi.