di Valentina Dirindin 7 Dicembre 2016
mangiare rifugi

Lo dicono i detti popolari, e i detti popolari sono fonte di grande saggezza: in montagna viene fame. Soprattutto in questo periodo, quando la neve e e gli sport azzerano le calorie. Alla fine di una sciata, anche la più filiforme delle modelle di Cortina d’Ampezzo mal dissimula la necessità di sbranare un cinghiale intero.

Sarà per questo che la cucina di montagna è la più sapida che riusciamo a immaginare. Sughi, polente, formaggi, brasati. Menu che aiutano lo scioglimento dei ghiacciai, per la quantità di calorie che contengono.

Ed è un peccato accontentarsi di un panino al prosciutto industriale, o di un piatto di pasta qualunque, quando ci sono tappe, non necessariamente ristoranti stellati, che propongono il meglio che l’alta montagna possa offrire.

Quindi, insieme agli scarponi e alla tuta da sci, portatevi in valigia qualcuno di questi rifugi gourmet d’alta quota.

Val D’Aosta

rifugi valdaosta

Rifugio Giorgio Bertone

Courmayeur (AO)

A 2000 metri, nelle Alpi Pennine nel comune di Courmayeur, questo rifugio si trova al cospetto del massiccio del Monte Bianco.

Polenta cotta su fuoco a legna, fontina d’alpeggio e vini valdostani ne fanno una meravigliosa tappa di cucina montana.

La Société Anonyme de Consommation

Pila (AO)

Una vecchia baita sulle piste sciistiche di Pila, oggi trasformata in un efficiente bar – ristorante con uno staff giovane che ha girato il mondo prima di decidere di cucinare in Val d’Aosta.

Potete venire qui, quando vi sarete stancati di sciare, a prendere un semplice tagliere di salumi e formaggi locali, oppure sedervi a tavola per mangiare qualcosa di cucinato: le proposte sono adatte a scaldarvi (polenta, stinco) e utilizzano prodotti del territorio (come i formaggi valdostani).

Rifugio Lo Riondet

La Thuile (Ao)

Un rifugio a gestione familiare, con una cucina tradizionale semplice e verace, come in effetti spesso si cerca dopo una passeggiata o una sciata in montagna.

Taglieri di prodotti tipici, polenta, zuppe: tutto è buono, tutto è locale, perfetto per scaldarsi d’inverno.

Chalet Etoile

Valtournenche (AO)

È un’interessante commistione di sapori, quella proposta in questo chalet ai piedi del Cervino. Quarant’anni di storia e di cucina tipica valdostana, rivisitati dall’arrivo in famiglia di una componente ancor più nordica: Ulla, moglie svedese del gestore.

Nascono così piatti come la tempura di renna o i ravioli al granchio reale norvegese: di sicuro qualcosa di poco visto sulle nostre montagne.

Piemonte

rifugio piemonte

Rifugio Pian dell’Arma

Caprauna (CN)

A 1350 metri, il Rifugio Pian dell’Arma si trova ai piedi del Monte della Madonna della Guardia e del Monte Armetta, sull’Alta Via dei Monti Liguri.

Qui si mangiano prodotti dei presidi Slow Food, cucinati in maniera tradizionale e con una filosofia generale che prova a produrre il minor impatto ambientale possibile.

Ristorante Bar Chesal

Bardonecchia (TO)

Da semplice bar storico, questo locale sulle piste di Melezet si è di recente trasformato, diventando un ristorante alla carta che propone una cucina tipica di montagna.

Da provare, le tagliatelle integrali con stufato di cervo.

Meira Garneri

Sampeyre (CN)

A 1850 metri, questo rifugio è ben noto ai gourmet della zona: in cucina c’è il giovane Juri Chiotti, che alle spalle ha lasciato quella stella a cui tutti ambiscono per trasferirsi là sulle montagne.

Una storia romantica, che potete farvi raccontare tra un piatto e l’altro.

Veneto

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Rifugio Ristorante Da Aurelio

San Vito di Cadore (BL)

Siamo a Passo Giau, poco al di sopra dei Duemila, a circa una trentina di minuti in auto da Cortina d’Ampezzo. Lo chef Gigi Dariz propone una cucina ricercata in una location elegante, perfetta per una cena gourmet ad alta quota.

Rifugio Col Drusciè

Cortina d’Ampezzo (BL)

Ai piedi delle Tofane (quota 1778 metri) si trova questa baita in legno con terrazza panoramica, che i pigri possono raggiungere con dieci minuti di funivia dal centro di Cortina d’Ampezzo.

Un rifugio storico della zona, che propone un’ottima e curata cucina tradizionale.

Trentino

fiaccolata

Malga Gostner

Castelrotto (BZ)

Solo un posto con una grande fama può permettersi di non avere un sito né una pagina Facebook.

Appena sotto i Duemila sulle Alpi di Siusi, a metà strada tra il Compatsch e Saltria, c’è questa baita che ospita gli sciatori gourmet e li coccola con prelibatezze e piatti tradizionali altoatesini.

Rifugio Fuciade

Soraga (TN)

Affrettate il passo, se volete sedervi al tavolo di questo rifugio sulle pendici del Passo San Pellegrino (1982 metri), che è sempre affollatissimo. Sicuramente c’è chi ci viene per l’atmosfera da baita di montagna con una calorosa gestione familiare.

Ma il motivo principale che ti porta al Fuciade, di solito, è l’ottima cucina di Martino, una delle più solide e gustose che ci sono da queste parti.

Rifugio Col Alt

Corvara In Badia (BZ)

Trovarne, di posti così a 2000 metri, verrebbe di sicuro più voglia di mettersi in cammino. Una grande cucina tradizionale ma creativa, con una carta da ristorante più che da rifugio.

Perfino un “Oyster Corner”, scelta decisamente inusuale per l’alta montagna ma di sicuro piacevole per i camminatori.

Lombardia

rifugi lombardia

Umami

Bormio (SO)

Non è esattamente un rifugio, ma non potevamo non citare lo stellato di Antonio Borruso sulle piste da sci di Bormio. Una delicata cucina montana, che rivisita la tradizione.

Tra i piatti imperdibili, il pizzocchero sferico con insalatina di verza e grano saraceno croccante.

Rifugio Martina

Bellagio (CO)

Un caratteristico rifugio di montagna (anche se non troppo in alto, siamo a 1300 metri) che vanta una lunghissima gestione familiare.

Dal 1928, in questa baita con una bella terrazza panoramica si possono gustare piatti semplici della tradizione, come la tipica Polenta Uncia, annegata nel burro fuso.

Rifugio Laghi Gemelli

Branzi (BG)

Poco al di sotto dei duemila metri, in alta Valle Brembana, si trova questo accogliente rifugio che propone un servizio bar e una cucina di territorio, con un’ottima scelta di salumi e formaggi provenienti dai piccoli produttori locali.