di Cinzia Alfè 31 Gennaio 2018

Di Flynn McGarry vi abbiamo parlato per la prima volta nel 2014: allora 15enne, l’invidiatissimo “Justin Bieber dei fornelli” si era appena preso la copertina patinata del New York Times Magazine.

In quell’intervista metteva in guardia tutti: attenzione, aveva detto l’enfant prodige della cucina internazionale, perché a 19 anni aprirò il “ristorante migliore del mondo”.

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Sembrava una semplice spacconata; e invece no: Flynn ha appena aperto “Gem“:  mai sottovalutare chi a 15 anni ha già nel suo carniere notevoli esperienze nei migliori ristoranti americani.

“Ho avuto dieci anni di infanzia. Penso che sia abbastanza”, ha spiegato il giovane cuoco in “Chef Flynn”, il docu-film di cui è protagonista presentato in anteprima al Sundance Festival.

Ripercorriamoli, allora, questi anni di cosiddetta infanzia.

McGarry ha iniziato a cucinare per amici e parenti a 10 anni, trasformando la sua cameretta in un laboratorio di cucina. A 12 anni ha lanciato “Eureka”, il primo ristorante sperimentale ricavato nel parco di casa dei genitori, dove per il menù degustazione chiedeva 160 dollari presentando piatti di tutto rispetto, come ad esempio il filetto alla Wellington.

Cosa singolare, Mc Garry è un autodidatta: incoraggiato e sostenuto dalla madre Meg (che oltre al suo influente giro di conoscenze gli ha messo a disposizione anche tanto denaro), il baby chef si è ispirato a libri di cucina come “The French Laundry Cookbook” dello chef americano Thomas Keller e, aiutandosi con i tutorial disponibili in rete, ha imparato da solo l’arte della gastronomia, facendo saltuari periodi di apprendistato all’Eleven Madison Park di Daniel Humm, miglior ristorante del mondo secondo la classifica 50 Best Restaurants 2017, e altri grandi ristoranti americani.
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Ma la strada verso il successo non è stata priva di ostacoli, tutti evidenziati nel film-documentario “Chef Flynn”, come dicevamo, diretto da Cameron Yates e basato su video girati dalla stessa madre di Flynn, Meg, anche lei autrice e regista di fiction.

Nel film si è cercato di sgombrare il campo dalle dicerie che attribuivano il clamoroso successo del ragazzo-prodigio all’agiata condizione economica dei genitori, che gli avrebbero messo a disposizione costosi macchinari da cucina per trasformare una semplice camera da letto da adolescenti in un laboratorio professionale di cucina.

Anzi, come afferma la madre di McGarry, in quel periodo le cose non andavano particolarmente bene, e la famiglia era oberata dai debiti. Ciononostante, i genitori hanno assecondato la passione del giovane cuoco, e ora Flynn è forse il più giovane chef ad avere un proprio ristorante nella Grande Mela, oltre all’attenzione costante della stampa e dei media.
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Ma come ogni cantante di boyband degno di questo nome, Flynn non vuole risultare popolare solamente in quanto giovane e carino, ma esclusivamente per le sue capacità, al pari di qualsiasi altro chef navigato.

“Flynn vuole andare oltre questa cosa dello chef prodigio giovane e belloccio– dice la produttrice del film Laura Coxon-. Vuole dedicare la vita al suo ristorante, e spera che questo sia di esempio anche per altri”.

“Gem”, questo il nome del nuovo ristorante, ha aperto al n. 116 di Forsyth Street, nell’East Side di New York. Lo spazio è diviso in due ambienti diversi: The Living Room, aperto tutto il giorno, è la caffetteria dove consumare un pranzo veloce, mentre The Dining Room, con soli 28 coperti, propone un menù da 12 portate a 155 dollari vini esclusi, con abbinamento opzionale da 100 dollari.

La licenza per gli alcolici è intestata alla sorella maggiore Paris, perché Flynn McGarry, ops, scusate, “Chef Flynn”, ancora non ha l’età.

[Crediti | Food & Wine]