di Caterina Vianello 30 Maggio 2016

Chi prende spesso il treno di fronte all’espressione “carrozza ristorante” ha due reazioni possibili: la prima è una disperazione trattenuta, per educazione. L’altra è ilarità sfacciatamente esibita.

A meno che le condizioni non siano tali da dover per forza mangiare a bordo, è strategia comune sfamarsi prima di salire o comprare qualcosa a terra. O ancora, prepararsi la gamella e consumarla sul treno, munendosi di risposta pronta in caso di riprovazione degli altri viaggiatori.

Nonostante gli sforzi, insomma, né Italo con la sua lunch box lussuosa, né le Frecce con la firma di Carlo Cracco e i menù regionali (ah, maggio è il mese del Provolone Valpadana DOP, nel caso vi interessi) sono riusciti a migliorare l’immagine del rifornimento gastronomico su rotaia.

Per fare un viaggio in treno come si deve un’altra soluzione ci sarebbe, serve però un plafond della carta dei credito, diciamo, capiente.

Ci si immerge senza ritegno nella storia, godendo del paesaggio dal finestrino mentre la parola “vagone ristorante” acquista un significato nuovo, luccicante e bellissimo. Un viaggio con i bicchieri tintinnanti e le tovaglie che profumano di lavanda.

Quello che più o meno accade se vi trovate a bordo del Venice Simplon-Orient Express.

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Una breve guida

4 ottobre 1883, tratta Parigi-Costantinopoli. 40 passeggeri selezionati inaugurano il treno che più di ogni altro è entrato nell’immaginario collettivo dei viaggiatori, oltre che dei cinefili e dei lettori.

Se salendo a bordo vi capita di vedere James Bond e Agata Christie niente paura: le allucinazioni da entusiasmo sono comprensibili e condivise.

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Nato da un’idea dell’imprenditore belga Georges Nagelmackers, in società con l’americano George Mortimer Pullman (l’inventore dell’omonima carrozza ferroviaria, sì), il treno vive il periodo d’oro attorno agli anni ’30, tra sorti alterne e battute d’arresto a cavallo delle due guerre mondiali, con il timore che il sogno svanisse nel 1962.

Infine, nel 1982, la rinascita in grande stile con l’inaugurazione del Venice-Simplon Orient Express.

E’ gestito dal gruppo Belmond (lo stesso dell’Hotel Cipriani di Venezia) e comprende 17 carrozze di lusso, di cui 11 carrozze letto costruite negli anni Venti e Trenta e restaurate. La rete tocca numerose città europee tra cui Venezia, Londra, Parigi, Bucarest, Budapest, Vienna, Praga e Istanbul.

E’ il momento di parlare dei prezzi (alcuni lettori perdoneranno l’ineleganza ma qui bisogna andare sul pratico sennò il termine per le prenotazioni scade).

La tratta Parigi-Londra, solo diurna, è la più economica: circa 800 euro a persona, ma vi perdete il fascino della notte a bordo.

Il Venezia- Parigi, o viceversa, prevede un pernottamento e costa attorno ai 2500 euro a persona per tratta, compresi pranzo (tre portate) cena (quattro portate) colazione e te, esclusi i vini e le consumazioni extra.

I percorsi più impegnativi, di cinque notti, sono il Venezia-Vienna-Londra (3500 euro), il Venezia–Budapest-Londra (circa 4000), l’Istanbul-Bucarest-Budapest-Venezia (unica partenza 2016 il 2 settembre, da oltre 7000 a circa 8.600 euro a testa) e il Parigi- Budapest-Bucarest-Istanbul (unica partenza il 26 agosto prossimo, stessi prezzi).

Se vi siete presi nota di tutto e avete già preavvertito in ufficio per le ferie, possiamo proseguire.

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Mentre sull’interregionale dovete fare i conti con scompartimenti affollati dall’olezzo memorabile, finestrini bloccati, sedili dai dubbi rivestimenti e tavolini che è meglio non aprire, il viaggiatore tipo del Venice-Simplon Orient Express si gode il panorama nella cabina doppia pensata come un salotto con divano a panca, poggiapiedi, tavolino e mobile con lavandino.

Di notte, la stessa cabina diventa una camera con un letto superiore e uno inferiore. Ovviamente ci sono anche le suite: composte da due cabine collegate, possono avere la combinazione a due letti singoli, oppure quella con salotto da una parte e letti nell’altra.

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Cominciano a luccicarvi gli occhi?

Bene, non siamo ancora ai dettagli: interni curati con legni di pregio, ottone, opaline, tessuti di Fiandra.

Le carrozze ristorante sono tre: la Côte d’Azur, con pannelli in vetro di Lalique, la Etoile du Nord con eleganti intarsi, e L’Oriental, decorata in lacca nera.

Al centro del treno la carrozza bar con pianista.

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Se state pensando di abbandonare in corsa il vostro interregionale ecco un motivo in più per farlo.

Il più importante a dirla tutta per noi appassionati: il cibo.

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Executive Head Chef di bordo, autore di raffinatezze viaggianti è dal 1984, Christian Bodiguel, trent’anni di esperienza sul Venice-Simplon Orient Express con la capacità raccogliere e rielaborare nei piatti le suggestioni delle destinazioni raggiunte.

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La cucina che serviamo” – ci dice – “è europea e segue un andamento stagionale. Il menu cambia seguendo anche il periodo di attività del treno, da marzo a novembre”.

L’idea è quella di affiancare piatti storici a nuove creazioni, tenendo conto delle città attraversate: praticamente è come se con un unico menu si potesse dare un morso a Venezia, Parigi, Praga, Budapest, Berlino.

E Venezia e Parigi sono le città di riferimento, anche per l’approvvigionamento: si approfitta della sosta per rifornirsi di materia prima fresca (in particolare crostacei, pesce e verdure) e per trarre ispirazione dal mercato di Rialto.

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Ma come si fa a cucinare in uno spazio talmente ristretto da fare invidia persino ai più angusti allestimenti Ikea? Basta essere organizzati e perfettamente coordinati, dice Bodiguel.

Considerando che le dimensioni sono quelle di uno stretto corridoio e che lo staff è composto da circa 6-8 persone, crediamo che le capacità di Christian Bodiguel vadano oltre l’ambito prettamente gastronomico e si allarghino a quello logistico-militare.

La preoccupazione per gli spazi di lavoro e per l’umore della brigata, tuttavia, scompare non appena il cameriere porta il menu.

Pare che tra i piatti più amati ci siano il filetto di bue Charolais servito con caviale di tartufo (in autunno) e l’arrosto di agnello presalé servito con polenta aromatizzata alla salvia (nel periodo estivo).

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L’elenco delle delizie è lungo e per raccontarlo tutto non c’è tempo: il capotreno ha già il fischietto in mano.

Se non avete il biglietto per salire a bordo, e avete meno di trent’anni, vi segnaliamo il concorso #viaggiointesta: iscrivetevi e potreste vincere un viaggio da sogno, proprio come quello sul Venice Simplon-Orient Express.

Oppure, gli uomini si procurino uno smoking; le signore un abito elegante dai colori pastello, una stola di seta frusciante e un filo di perle.

Sorridete con moderazione, adottate un portamento signorile e salite senza esitazione. Può anche darsi che riusciate ad arrivare alla carrozza bar prima che chiamino il controllore.