Osteria Francescana: l’uso ordinario di un luogo straordinario è il vero lusso

Osteria Francescana: andarci per due piatti, cioè fare un uso orinario di un luogo straordinario

Chi abbia una capacità di spesa normale e sia appassionato di ristoranti, quando può ne prova uno nuovo e di solito si avvicina alla cucina del cuoco ordinando il menu degustazione.

Più che corretto: non ho mai provato i piatti di uno chef, mi affido a lui perché mi conduca per mano mostrandomi un po’ tutto il suo catalogo di meraviglie.

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Questo fa sì che la cena in un nuovo locale siderale sia sempre molto impegnativa, molto costosa, molto lunga. Ma è giusto così: non ci conosciamo, al primo appuntamento ci studiamo a lungo e con attenzione.

Il vero lusso, però, è passare allo step successivo: ormai conosco il lavoro di quel cuoco, mi piace assai, e ci vado non per una “panoramica esaustiva delle sue proposte” ma, semplicemente, a cena.

E dei suoi piatti in carta mi intrigano particolarmente due. E mi prendo quei due, come faccio normalmente in un ristorante quotidiano.

Per fare l’esempio estremo, con il ristorante più celebre del pianeta: alla Francescana i menu costano 250 e 270 euro, che diventano 390 e 450 con l’abbinamento dei vini.

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Invece, ci tornassi, mi guarderei la carta e ordinerei magari spaghetto cotto in fondo di crostacei con battuto di gamberi rossi e verdure (€70) e astice in doppia salsa spumosa, acida e dolce (€90).

Spenderei 160 euro, diciamo 200 col vino, uscirei felice come una pasqua, più leggero dal punto di vista del conto (sempre relativamente parlando, ne’), del tempo, del corpo.

Insomma: farei un uso ordinario di un luogo straordinario. Questo è il vero lusso.

(Direte: perché lo scrivo e non lo faccio? Ma perché non trovo posto, vaccaboia!)

Luca Iaccarino Luca Iaccarino

8 Gennaio 2019

commenti (11)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    70 euro per un piatto di spaghetti, da 80 grammi magari, e usciresti contento?
    E questo lo chiami pure “uso ordinario”?

    1. Avatar Andrea ha detto:

      Iaccarino è pur sempre a dieta…
      E nel 2019 il nuovo Satana è il menu degustazione

  2. Avatar Manuel Fantoni ha detto:

    Dopo se la prendono con Ribery che spende 1200 euro per una bistecca dorata da Salt bae…

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      Tra l’altro, qualcuno dice che fossero 1200 dollari degli Emirati, ovvero circa 300 euro….e spesi (o forse manco spesi) da un multimilionario…

  3. Avatar Manmachine ha detto:

    80 grammi mi sembrano anche una stima ottimistica.
    Concordo sul fatto che il vero lusso sia potersi concedere quotidianamente esperienze straordinarie (per qualità e prezzo) ma credo che questa pratica toglierebbe presto l’aura di straordinarietà di un’esperienza da Bottura rendendola semplicemente un pasto. E si risulterebbe “cafoni” come Ribery, oggi sulla bocca di tutti per essersi concesso una bistecca dorata da 1200€, ché alla fine è lusso anche quello.

    1. Avatar Damiano ha detto:

      Se ti concedi spesso (anche quotidianamente) lussi come mangiare da Bottura (o dovunque tu voglia secondo gusto o inclinazione)… Beh…e perché mai dovresti essere un cafone?
      Cafone lo sei se ostenti, selfizzi, pubblichizzi, tamarrizzi…e via dicendo.
      Ci sono tanti signori “socialnessuno” che godono di questi agi tutti i giorni, ore, minuti… Ed il loro lusso più grande è essere dei Signori.

  4. Avatar misultin ha detto:

    I piatti in carta sono piatti, non degustazioni. Non credo proprio siano 80 grammi, eh….

  5. Avatar tom ha detto:

    sarebbe fantastico capire come fate ad andare spesso. Io è da un anno che provo a prenotare e non riesco mai…

  6. Avatar paolo Mandelli ha detto:

    condivido in toto l’articolo , basta con la dittatura del menù degustazione, dell ‘esperienza sensoriale, noi gastronomi con con qualche anno sulle spalle vogliamo solo cenare, bene ma cenare,

  7. Avatar ROSGALUS ha detto:

    Mi pare che il vero affare , alla fin fine , sia proprio il non trovare posto.

  8. Avatar Venanzio ha detto:

    Ma qualcuno si chiede veramente come perseguire l'”esperienza” di “vero lusso” quando va al ristorante?