di Cinzia Alfè 28 Settembre 2016
tripadvisor

Chi di noi non ha mai consultato TripAdvisor? Chi è quello sprovveduto, quell’ignorante digitale che, prima di recarsi nella piccola trattoria, proprio là, incastonata nel verde Chiantishire, non ne ha digitato rapidamente il nome sul più noto portale di recensioni online aperto a tutti?

Il luogo virtuale dove ognuno è libero di digitare compulsivamente il proprio apprezzamento su vivande e servizio, ma soprattutto, livore e scontento verso pietanze riscaldate e ristoratori maleducati?

Questa è la critica gastronomica 3.0, bellezza, che ormai ha soppiantato anni di onorata carriera delle varie guide gastronomiche a base di stellette, chiocciole, cappelli e amenità varie.

La “vecchia” guida cartacea cui eravamo abituati, con i preziosi consigli dei recensori titolati, è stata infatti rapidamente affiancata dai pareri di persone comuni, di clienti ordinari che si sono recati nei locali e che, una volta a casa, hanno affidato alla tastiera del computer le loro impressioni, positive o negative, sui locali visitatati, affidando il giudizio proprio al noto portale.

Certo, le guide esistono ancora e, per quanto snobbate, restano un punto di riferimento e un motivo di vanto quando un locale ottiene l’ambita stelletta, salvo però contestarne l’affidabilità se lo stesso locale non viene inserito tra i migliori, con immediato appello alla maggiore “trasparenza” delle recensioni proprio di TripAdvisor.

Tripadvisor è diventato quindi il faro nella notte per districarsi tra le miriadi di locali che affollano il pianeta, la guida virtuale aperta a tutti e a cui nessun ristorante e nessuna osteria sfugge, e che ha trasformato tutti noi da semplici avventori a provetti critici gastronomici.

Ovviamente, insieme alla popolarità e alla diffusione, sono arrivate anche le critiche e le contestazioni:

— Davvero i commenti dei comuni clienti, portatori di ordinari palati e dozzinali papille, sono così utili e significativi?
— Davvero ci possiamo fidare di quanto troviamo scritto sul portale?
— E se poi amici e parenti e il titolare del locale stesso si scrivono da sé le loro recensioni entusiastiche?
— E se invece, addirittura le comprano a blocchi, da società specializzate che vendono recensioni positive a pacchetti di centinaia per volta, come fossero patate?
— E le recensioni farlocche, oltretutto, che millantano visite in locali non ancora esistenti o addirittura già definitivamente chiusi, vizio, questo, condiviso però con le guide più blasonate?

Insomma, per farla breve: come possiamo organizzarci per utilizzare le recensioni di TripAdvisor al meglio?

A questo proposito, abbiamo pensato di stilare una piccola guida, un insieme di consigli dettati dal buon senso che potranno aiutarvi nell’impiegare al meglio le informazioni.

I FILTRI DELLA RICERCA

Un primo consiglio è quello di andare oltre la lettura delle singole recensioni, in particolare di non leggere un mare di commenti a casaccio ma di filtrare la vostra ricerca, cosa che TripAdvisor permette di fare con comodità.

Infatti, il portale mette a disposizione uno strumento potente, forse non sempre utilizzato al massimo delle sue possibilità.

Vale a dire che non avete soltanto il filtro per selezionare il tipo di recensione in base al giudizio ricevuto, suddiviso in cinque tipologie (che sono, nello specifico, “eccellente, molto buono, nella media, scarso e pessimo”), ma anche la possibilità di scegliere allo stesso tempo il “tipo di visitatore”, (“famiglie, in coppia, da solo, business e amici” – questi ultimi si spera non del ristoratore), per effettuare una ricerca più mirata.

In altre parole, se state cercando informazioni su un romantico localino per coppiette in riva al Tevere, la combinazione “eccellente – in coppia” sarà abbastanza scontata, e dovrebbe rimandarvi a critiche per lo più positive, mentre, al contrario, trovarci parecchi commenti negativi dovrebbe essere indice sicuro di un locale da evitare.

Allo stesso modo, se cercate invece informazioni sul ristorante à la page, magari all’ultimo piano del più alto grattacielo metropolitano, l’accoppiata “eccellente – famiglie” dovrebbe avere nella vostra mente un peso sicuramente minore di quella “eccellente – in coppia” oppure “eccellente- da solo (o business)”.

Infine, se state cercando informazioni su quella pizzeria economica modello stadio dove far pascolare grappoli di bambini urlanti, la combinazione “buono-famiglie” potrebbe contenere recensioni di sicuro più utili di quella “eccellente-in coppia”.

E questo perché il clima e l’atmosfera contano, nella mente dei recensori improvvisati, sicuramente più di quanto siano determinanti nel giudizio di un critico gastronomico di professione, più avvezzo a mettere da parte convivialità e atmosfera a favore di una maggiore oggettività sulle pietanza assaggiate.

LA CURVA DEI GIUDIZI

Gli assidui di TripAdvisor prestano particolare attenzione alla distribuzione e alla curva dei giudizi, che devono essere “tanti”, per essere presi in considerazione. E’ poi buona pratica scremare tra i commenti negativi quelli affidabili e sensati da quelli fini a se stessi che riportano lamentele inconcludenti, quasi sempre sulla cameriera.

Occorre essere selettivi nel leggere i giudizi, viste le tante recensioni scritte da persone con una modesta cultura del cibo, che danno giudizi positivi solo in quanto entusiasti per l’atmosfera del locale, la sua fama o l’amabilità del cuoco, dimenticando così la necessaria oggettività.

I COMMENTI NEGATIVI

Anche i commenti negativi sarebbero da prendere con le pinze, se diamo per scontato che sono di più gli insoddisfatti a sentire l’irrefrenabile impulso di denunciare il torto subito all’universo mondo, mentre coloro che hanno goduto di un’esperienza gradevole sono meno reattivi a riportare le loro impressioni.

LE VAGONATE DI FOTO

E ancora, possiamo prendere in considerazione le immagini, le foto, e non solo la parte scritta.

Dopo un po’ di pratica, e dopo aver coscienziosamente spulciato vagonate di foto, ormai avrete fatto l’occhio a piatti ridondanti e pretenziosi buoni solo ad acchiappare turisti, così come, all’opposto, vi sarete abituati a distinguere quelli che se la tirano in stile “minimal”, scimmiottando malamente la raffinatezza delle composizione dei migliori chef del globo.

Se poi le foto del locale sono in sovrannumero rispetto alle immagini dei piatti, dovreste almeno sospettare che qualcosa non vada in cucina.

LO STILE DELLE RECENSIONI

Non ultimo, anche lo “stile” della recensioni può essere importante, oltre al suo contenuto: le recensioni lunghe, dettagliate e argomentate, sono in genere –-come, ormai è risaputo, le risposte ai quiz per la patente o per qualsiasi altro tema-– le più attendibili

Soprattutto se scritte con uno stile lineare e corretto, senza eccessiva enfasi né tantomeno con affettata ricercatezza.

Da ultimo, se ancora, dopo tutte queste accortezze e questi suggerimenti, non siete sicuri dell’affidabilità di ciò che leggete su TripAdvisor, potrete fare come qualcuno che chiude la questione in gloria buttando tutti nella spazzatura, guide e portali, affidandosi soltanto al proprio gusto personale o al limite a quello di parenti e amici che abbiano inconfutabilmente testato il locale.

Una resa incondizionata, praticamente, come a dire “gli strumenti ci sono, peccato che noi non li sappiamo usare”.

Ma forse, consigli alla mano, da oggi TripAdvisor non sarà più un’incognita, per voi.