di Prisca Sacchetti 26 Novembre 2015
biscotti

Semplice realtà o infamanti dicerie?  (1) A sentir loro, i grandi accusatori, sempre pronti a snocciolare il sacro mantra: “la verità – vi prego – sull’olio di palma“, sarebbe il demonio dei grassi saturi.

L’olio vegetale più consumato del mondo, inodore e dal sapore neutro, naturalmente allo stato semisolido come se fosse burro ma assai più conservabile, conveniente nel prezzo e per l’industria alimentare praticamente insostituibile, sarebbe il primo responsabile dei danni ambientali in Malesia e Indonesia, dove si produce l’89 per cento dell’olio di palma dalla spremitura dei suoi frutti.

E ci sono i rischi per la salute di noi consumatori. Qui la follia cieca della demonizzazione impazza: l’olio di palma fa venire il cancro, la Nutella ci ucciderà tutti, moriremo a causa delle merendine mangiate da piccoli.

(2) Ma se la parola passa alla difesa, allora le cose cambiano. L’olio di palma diventa un grasso saturo come gli altri, anzi con una quantità di acidi grassi saturi (del 47 per cento) addirittura inferiore rispetto al burro. E il problema etico, figurarsi, non esiste proprio.

La deforestazione è in parte inevitabile nei paesi in forte crescita economica come Malesia e Indonesia, poi ora c’è l’olio di palma sostenibile certificato RSPO (Roundtable of Sustainable Palm Oil), con tanto di benestare del WWF e tra gli aderenti aziende illustri, Barilla e Ferrero (che all’olio di palma deve la cremosità di Nutella) in prima fila.

Bastano queste parole a convincervi?

Se non è così, se ancora questa storia non vi va giù, leggerete con interesse la lista dei biscotti senza olio di palma acquistabili nei supermercati e nei negozi italiani assemblata dal Fatto Alimentare. Duecento prodotti, eppure ancora mosche bianche visto che il discusso olio di palma figura nel 90% dei biscotti in vendita sugli scaffali.

E se anche voi come noi siete strippati per il cibo, di quelli che appena vedono una lista sentono il bisogno fisico di accorciarla per segnalare solo le cose migliori, capirete perché abbiamo chiesto al nostro esperto, Andrea Soban, di isolare i 15 biscotti senza olio di palma più buoni.

15. Panarello – I biscottini

Una storia che inizia a Genova alla fine del 1800 e si sviluppa sino ai tanti negozi monomarca di oggi con angoli per pasticceria, caffetteria e gelateria.

Ingredienti: farina di frumento, zucchero, burro, gocce di cioccolato 11,73% (pasta di cacao, zucchero, burro di cacao, emulsionante: lecitina di soia), latte 8,90%, polvere lievitante (difosfato disodico, carbonato acido di sodio, amido frumento).

14. Golosi di salute – Anellini al cioccolato

Per qualità e alternativa ai dolci tradizionali questa giovane azienda rappresenta una delle migliori offerte del mercato. Con in più la griffe del pasticcere star Luca Montersino.

Ingredienti: farina di riso (39,1%), burro, zucchero a velo (zucchero amido di mais), uova, cacao (3,1%), latte intero, amido di riso, germe di riso (2%), tuorlo d’uovo, caffè liofilizzato (0,6%), caffè macinato (o,4%), agenti lievitanti (E450i, E500ll, fecola di patate), sale integrale di Mothia.

13. Forno Sorelle Palese – Ciambelline al latte

Forno specializzato nell’arte bianca lucana dalla forte impronta artigianale, che impiega solo farine macinate in pietra di grani italiani e semole antiche come il Senatore Cappelli.

Ingredienti: Farina di grano tenero tipo “0”, zucchero, latte intero 18%, burro di qualità extra, agenti lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di sodio, carbonato acido di ammonio), scorzetta di limone 1%, aromi.

12. De Mori – Torcetti al burro

Dal Piemonte un’azienda biologica con attitudine artigianale in tutte le fasi, dalla scelta degli ingredienti sino al materiale per l’imballaggio.

Ingredienti: farina di grano tenero tipo 00, acqua, burro 40%, zucchero, sale, malto, aromi.

11. Gentilini – Novellini

A Roma sin dal 1890, Gentilini si è affermata nella capitale e nel resto del Paese come sinonimo di buongusto, soprattutto per due tipi di biscotti. Novellini e…

Ingredienti: Farina di frumento, Zucchero, Burro, Latte (7,0%), Miele (1,8%), Estratto di malto in polvere (malto di frumento, malto d’orzo, mais), Agenti lievitanti: carbonato acido di ammonio – carbonato acido di sodio, Latte in polvere (0,5%), Destrosio, Sale, Aromi.

10. Ponticello – Biscotti del legaccio

Sono squisiti biscotti della tradizione dolciaria genovese strettamente legati allo storico produttore Ponticello.

Ingredienti: farina di grano tenero tipo “00”, lievito naturale di farina di frumento, zucchero, burro.

9. Corsini – I soli

Una delle famiglie toscane, per la precisione dell’alta Maremma, che al pari di altre ha nobilitato la tradizione dolciaria della regione. Attiva dal 1921.

Ingredienti: farina di frumento (grano tenero tipo”0”), edulcorante: maltitolo, burro, amido di mais, olio di girasole, latte scremato in polvere, tuorlo d’uovo, agente lievitante: difosfato disodico – carbonato acido di sodio, emulsionante: lecitina di soia, sale, aromi naturali.

8. Le Dolcezze di Nanni – Brutti ma buoni

Ancora Toscana, stavolta però provincia di Siena. L’originaria “Bottega del pane” fondata da Giovanni Marini è oggi un’azienda specializzata nella produzione di dolci tipici regionali: panforte, cantucci, ricciarelli, amaretti.

Ingredienti: tutti i prodotti sono senza olio di palma, conservanti, coloranti e mandorle armelline.

7. Alce Nero – Frollini al cacao con fave di cacao

Consorzio di oltre 1000 agricoltori che offre uno sterminato assortimento di specialità alimentari biologiche.

Ingredienti: tutti i frollini sono bio e senza olio di palma ma con olio extravergine di oliva.

6. Biscottificio Grondona – Canestrellini

Marchio presente a Genova dal 1920 con Orlando Grondona e la sua “Fabbrica di arte molitoria” che già allora produceva pane e pasta. Specializzato in ricette liguri è apprezzato per l’uso di materie prime selezionate con cura.

Ingredienti: tutti i prodotti sono senza olio di palma ma con olio extravergine d’oliva o burro.

5. Michelis – Melighe di Mondovì

Dal laboratorio di pasta fresca aperto nel retro di un’osteria a Mondovì, in Piemonte, nel 1920, alla moderna azienda di oggi con una forte specializzazione nelle paste di meliga piemontesi e nella lavorazione del mais Ottofile.

Ingredienti: farina di mais ottofile macinata a pietra 22,5%, farina di frumento tipo “00”, zucchero, burro, uova, agenti lievitanti: difosfato disodico e sodio bicarbonato, aroma naturale di vaniglia.

4. Biscottificio Camporelli – Biscottini di Novara

Aperto a Novara nel 1852, è un esempio di laboratorio dolciario cresciuto mantenendo una spiccata identità artigianale legata alla tradizione dolciaria di Novara. I suoi biscotti sono in vendita da Eataly.

Ingredienti: uova, zucchero e farina. Senza lattosio e altri grassi.

3. Mattei – Cantucci di Prato

Non presenti nella lista del Fatto Alimentare, andavano inseriti perché sono i biscotti tradizionali di Prato alle mandorle nella ricetta originale di Antonio Mattei, i famosi “cantuccini”, che rappresentano dal 1858 un classico della pasticceria toscana.

Ingredienti: farina di grano tenero, cioccolato fondente 20%, zucchero, uova fresche

2. Giovanni Moro – Savoiardi morbidi

Vedi sopra.

Ingredienti: uova di categoria A (50%), farina di frumento, zucchero. Senza conservanti e additivi.

1. Gentilini – Osvego

osvego

Di Gentilini abbiamo già parlato per i Novellini, ma noi che ai biscotti dell’azienda romana abbiamo dedicato persino una Prova d’assaggioverticale” di tutto il catalogo, non potevamo non tornare sugli Osvego (con la V), biscotti ispirati ai fortunati predecessori anglosassoni, gli Oswego (con la W).

Ingredienti: farina di frumento, zucchero, burro, miele 1,8%, agenti lievitanti: carbonato acido di ammonio – carbonato acido di sodio, amido di mais, estratto di malto in polvere 0,6% (malto di frumento, malto d’orzo, mais), latte in polvere, destrosio, sale, aromi.

[Crediti | Link: Il Fatto alimentare, Dissapore]