Tavolette di cioccolato fondente: Prova d’Assaggio

Se riguardo al cioccolato da intenditori, quello che ci si concede in occasioni speciali, abbiamo già dato con il nostro Giudizio Universale, oggi si torna nel terreno pop per eccellenza con le tavolette di cioccolato fondente del supermercato.

Abbiamo scelto 5 marche molto diffuse optando per una percentuale non troppo bassa, ma nemmeno troppo alta: un democristiano 70%.

Nello stile della nostra Prova d’Assaggio abbiamo ficcato il naso nei cioccolati di largo consumo e di fascia media. Chi si chiede quale comprare quando si presenta la voglia è accontentato.

CONTENDENTI:

prova assaggio, cioccolato 70%

Perugina – Nero Fondente extra 70%
Alce Nero – Costa Rica cioccolato extra fondente biologico 71%
Lindt – Excellence Noir intense 70%
Novi – Nero Nero 70% Ghana
Ritter Sport – Fondente extra 73%

cioccolato fondente 70%, prova assaggio

Il test è stato svolto alla cieca.

CRITERI:
Consistenza
Sapore
In questo caso l’aspetto visivo non è stato preso in considerazione (alcuni dei formati erano marchiati o comunque riconoscibili, quindi la degustazione è avvenuta letteralmente “alla cieca”).

Ritter sport, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

Ritter sport, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

#5 RITTER SPORT

Confezione da 100 grammi, ingredienti: [Cacao 73% minimo] pasta di caco (di cui 40% cacao pregiato), zucchero, burro di cacao, burro anidro, estratto di vaniglia.

Giudizio: non soddisferà quella “voglia di buono” che sentite quando il cioccolato fondente vi chiama
Packaging: confezione plastificata in forma quadrata, il nero ingentilisce il classico packaging portatile con in bella mostra il logo de “prodotto dell’anno” (ogni anno mi chiedo chi, perché, come, ma poi non approfondisco mai)
Consistenza: compatta e croccante (in bocca si scioglie facilmente)
Sapore: il gusto è ovattato, diciamo pure compresso e con una tendenza dolciastra che stanca velocemente. Vi ricordate le monete di cioccolata della calza della befana che non brillavano per sapore coinvolgente? Ecco, più o meno.
Prezzo: € 1,29 (al kg € 12,90)
In breve: non convince per niente

VOTO: 4 1/2

novi, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

novi, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

#4 NOVI

Confezione da 75 grammi, ingredienti: cacao del Ghana, zucchero, burro di cacao, emulsionante: lecitina di soia, estratto naturale di vaniglia. Cacao 70% minimo.

Giudizio: il più dolce tra i cioccolati “amari” degustati, contraddizione in termini
Packaging: confezione in cartone e copertura in alluminio, con rimandi alle antiche carte geografiche dell’Africa nera. Insomma, un packaging da Indiana Jones
Consistenza: compatta e croccante (in bocca si scioglie facilmente)
Sapore: il gusto è piuttosto blando, con la nota acida appena percepibile. Nel complesso il sapore è troppo dolce per un cioccolato extra fondente e lascia un qualcosa di metallico sul finire
Prezzo: 1,59 € (al kg € 21,20)
In breve: Svizzero? No, non proprio…

VOTO: 5-

alce nero, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

alce nero, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

#3 ALCE NERO 

Confezione da 100 grammi, ingredienti: pasta di cacao*, zucchero di canna* (28%), burro di cacao*, baccelli di vaniglia*. *Biologico

Giudizio: non male, ma potrebbe andare meglio. Un po’ “corto” e vanigliato
Packaging: confezione in cartone e copertura in alluminio, grafica sobria e minimale con colori caldi e confortanti studiata ad hoc per amanti del bio, senza lustrini e ghirigori vari
Consistenza: compatta e croccante (in bocca si scioglie facilmente)
Sapore: in primis c’è il gusto amaro del cioccolato fondente come ve lo aspettate, però più si scioglie e più emerge un certo dolciastro vanigliato un po’ invadente. Non resta molto a lungo sul palato, svanisce piuttosto in fretta
Prezzo: 2,35 € (al kg € 23,50)
In breve: coitus interruptus

VOTO: 5 1/2

lindt, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

lindt, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

#2 LINDT

Confezione da 100 grammi, ingredienti: pasta di cacao, zucchero, burro di cacao, bacche di vaniglia naturale Bourbon. Cacao: 70% minimo.

Giudizio: un fondente che non va troppo per il sottile
Packaging: confezione in cartone e copertura in alluminio, grafica pomposa con inserti dorati a sottolineare che qui abbiamo la linea mediamente fighetta di Lindt
Consistenza: compatta e croccante (in bocca si scioglie facilmente)
Sapore: un gusto strong, con un’acidità piuttosto marcata, un amaro che “picchia in testa” e una buona persistenza lunga. Sul finale si hanno ricordi fruttati
Prezzo: 1,99 € (al kg € 19,90)
In breve: può un cioccolato fondente essere anche elegante? Sì, potrebbe ma in questo caso è buono ma piuttosto rude

VOTO: 6

perugina, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

perugina, cioccolato fondente 70%, prova assaggio

#1 PERUGINA

Confezione da 100 grammi, ingredienti: pasta di cacao, zucchero, burro di cacao, emulsionante lecitina di girasole, aromi. Cacao: 70% minimo.

Giudizio: merita un più che sufficiente, ma nulla che faccia gridare al miracolo
Packaging: confezione in cartone e copertura in alluminio, grafica sinuosa e ricca
Consistenza: compatta e croccante (in bocca si scioglie facilmente)
Sapore: complesso e “vivo”, di un amaro pungente ma senza essere invadente, saporito ma con un finale un po’ corto, insomma non di quei cioccolati che ti asfaltano la bocca per un’oretta buona e ne rimani innamorato per una settimana.
Prezzo: 1,39 € (al kg € 13,90)
In breve: “quasi, quasi”…”anche se”
VOTO: 6 1/2

prova assaggio, cioccolato fondente 70%

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO

Abbiamo imparato che, a volte, il cioccolato amaro non è poi così amaro, e che questa dolcezza inaspettata non è una buona notizia.

Poi abbiamo capito che la percentuale di cacao avrà la sua importanza, ma anche il 70% ha i suoi mille modi di essere declinato, e nessuno assomiglia all’altro.

Infine abbiamo imparato che la persistenza del cioccolato sul palato, il cosiddetto “finale“, è la componente principale nel formare il nostro giudizio, anche solo perché è un prolungamento del piacere un po’ erotico che il cioccolato regala a tutti noi.

Carlotta Girola Carlotta Girola

25 gennaio 2016

commenti (19)

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  1. Marge ha detto:

    Io ho trovato degli ottimi cioccolati fondenti “sottomarca”. Escono dagli stabilimenti dei fratelli famosi, ma sembra vi sia un attimo di più cura ed attenzione.
    Ne ho prese giusto sabato due tavolette: resta il sapore sul palato e non ha retrogusti vanigliati o dolciastri.
    Dalla mia prova d’assaggio posso dire, come si è oramai appurato, che marca non è sempre/non più garanzia di qualità

  2. Luigi ha detto:

    Condivido l’analisi riportata nell’articolo, Perugina tra le marche commerciali è la migliore. Molto buono anche il suo cioccolato con semi di cacao.

  3. Giovanni ha detto:

    E insomma vince la multinazionale svizzera che si camuffa dietro un marchio che non ha più ragione di esistere (vivo a venti minuti da Perugia e ho quasi cinquant’anni). Omnia vincit Nestlé.

    1. Orval87 ha detto:

      Nes-tiè! I miei soldi non li beccheranno mai 😛

  4. Carmelo ha detto:

    Mi lascia un po’ perplesso il primo posto del Perugina, l’ho comprato poche settimane fa all’Ipercoop, ha un gusto che svanisce subito appena si scioglie

  5. Daniele ha detto:

    Se c’è un prodotto dove vale davvero spendere qualcosa di più a mio avviso è il cioccolato, fra questi e un Domori, C-Amaro, Gobino ecc c’è davvero un abisso in termini di qualità e piacevolezza.

    1. mauro_zz ha detto:

      Domori era il mio preferito, poi, entrati nell’orbita Illy, hanno modificato qualcosa e il cioccolato risulta grasso come gli altri

  6. Giuseppe ha detto:

    Non capisco perché abbiate testato una Novi monocultura contro tutte blend, non ha alcun senso.

    Sarebbe stata da provare la Novi 70%, che si trova normalmente in commercio, più morbida e uniforme… quella del Ghana è troppo sbilanciata.

    1. Carmelo ha detto:

      Intendi il Fondente Nero?

    2. Giuseppe ha detto:

      Esatto, trattandosi di un blend è più armonico nel gusto.

  7. Carmelo ha detto:

    Il Ritter Sport sarà stato eletto Prodotto dell’Anno forse per via della praticissima confezione.

  8. I palati sono diversi ed il gusto personale; i commenti sono poco significativi. Un lettore ha proposto Domori ma la premessa era di testare un prodotto presente ovunque, nel primo supermercato che uno si trova davanti. Il mio desiderio è che non vengano testati solo prodotti di massa, generalmente mediocri come abbiamo appena letto, ma anche prodotti di nicchia come Domori e i tanti altri eccellentissimi cioccolatieri che abbiamo. E non sono pochi.

    1. Daniele ha detto:

      Che poi Domori ormai lo vende anche il bar tabacchi sotto casa mia, di nicchia non ha più nulla. Da quanto è nel gruppo Illy si trova praticamente ovunque. Certo costa di più, ma vale la pena risparmiare 1€ e rotti per mangiare un cioccolato che quando va bene non sa praticamente di nulla e quando va male fa schifo? Secondo me assolutamente no non essendo il cioccolato un bene di prima necessità

  9. lorenzo ha detto:

    ma… non è che sia obbligatorio fare classifiche di gusto di qualunque cosa, eh?
    perché uno potrebbe pure degustare e fare classifiche di monnezza – per dire – ma sempre monnezza rimane.

    senza offesa, ma chi compra cioccolato di questo tipo cerca tre cose: vago e indefinito sentore di cacao, amarezza contenuta e poco prezzo. stop.
    chi vuole un cioccolato che sia anche buono – almeno un po’ – i due migliori di questo test li mette un filo sotto la soglia minima di accettabilità.

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