di Chiara Cavalleris 7 Febbraio 2018

C’erano state delle avvisaglie. Sia nel quartiere generale di Dissapore, sia tra voialtri lettori si era bisbigliato della polvere di Prosciutto di Parma, usata per insaporire e imbellettare gelati gastronomici e orzotti, come fosse sapida bottarga.

Ma mai come questa volta salumi e ristoranti di fine dining rischiano di convivere nella stessa frase. Grazie al caviale di prosciutto crudo.

Caviale di che?

Sì, di prosciutto crudo. Come spiega Il Messaggero Veneto, a produrlo è Dok d’Ava, di Udine, amatissimo salumificio specializzato nella DOP San Daniele, che lo scorso gennaio è diventato di proprietà francese, con l’acquisto della quota di maggioranza da parte del gruppo agroalimentare Loste Tradi-France.

[Adesso la proprietà dei prosciutti San Daniele Dall’Ava è francese]

Dopo un anno di prove, condotte dallo chef Sergio Pontoni, l’azienda è pronta, e considerata la diffusione di Dok d’Ava sul mercato estero (sono 22 i Paesi in cui esporta) viene facile immaginare la presenza del caviale di prosciutto crudo nelle tavole stellate internazionali, a partire dagli States.

[Prosciutto San Daniele: vi facciamo vedere come si fa]

Okay, ma come diavolo è fatto il nuovo prodotto, di cosa sa e come si usa?

Per ora sappiamo che il caviale di prosciutto è molto versatile, anche se la sua missione principale è arricchire i primi piatti. Si tratta di un prodotto innovativo a base di prosciutto crudo puro, ovviamente San Daniele e ovviamente disidratato, senza l’aggiunta di altri ingredienti.

Sappiamo pure che molti altri prosciuttifici si stanno mangiando le mani per non averci pensato prima.

[Crediti | Messaggero Veneto]