di Valentina Dirindin 25 Novembre 2020
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Avremo il pallino, ma in questa redazione piena di donne (non siate volgari, non chiedeteci come facciamo la spesa) il “tutorial” di Detto Fatto ci è parso, oltre a tutte le cose brutte che sono state dette a proposito dell’immagine sfigurata della dona, un brutto esempio di product placement. Insomma, mettetevi nei panni di un produttore della GDO: non vorreste vedere il vostro panettone sullo sfortunato scaffale che è andato in onda oggi, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, su Rai 2.

Ce l’avete sicuramente presente, il tutorial di Detto Fatto che ha spiegato a noi signorine moderne come fare la spesa con i tacchi e in modo sexy. Ce l’avete presente perché è stato ciò che ha tenuto banco sui social nella giornata odierna, forse più della proclamazione delle stelle Michelin 2021, e almeno fino a che non è arrivata la notizia della morte di Diego Armando Maradona che, ne siamo certi, riempirà le nostre bacheche di RIP e compagnia bella per ricordare il campione argentino.

Riassumendo per chi ha vissuto sulla luna nelle ultime ore: su Rai 2 è andato in onda un surreale (ma purtroppo realissimo) video per insegnare alle donne come essere sexy mentre fanno la spesa, ancheggiando sensualmente mentre si spinge il carrello e sporgendosi in modo provocante mentre si recuperano le merci sugli scaffali.

Detto Fatto spesa sexy

Una figura sgradevole, quella fatta da Mamma Rai: maschilista, fanè, fuori luogo e pure molto altro (tanto più nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che, oltre che fisica, è fatta anche di stereotipi di genere). Ma la figuraccia, ci permettiamo di dire, non è solo di Rai 2. Perché abbiamo come la sensazione che quello scaffale lì, messo in piedi per recitare l’orrenda scenetta della spesa in minigonna e ombelico di fuori, rientrasse nelle dinamiche del product placement.

Non ci risulta infatti che la Rai permetta la visibilità ai marchi non paganti: come chiunque ha avuto l’occasione nella vita di fare un’apparizione televisiva sa, perfino i minuscoli loghi sulle t-shirt vengono coperti con un pezzetto di adesivo quando si va in onda.

E quindi, o Rai2 ha deciso di far vedere un po’ di marchi a caso gratuitamente (tra gli altri, si riconoscono le etichette della private label di un noto supermercato, un panettone che potete trovare in tutta la grande distribuzione organizzata, un celebre marchio di patatine) o quell’apparizione televisiva i marchi in oggetto l’hanno pure pagata. Magari non hanno pagato proprio quello sketch, magari, potendo scegliere, non avrebbero voluto stare proprio in quella scenetta..

Non ci è dato conoscere con certezza la risposta a questo dubbio, ma ci sentiamo di dire che se un’operazione di product placement è stata, è davvero mal riuscita. O forse no, considerato quanto quel video sta girando sui social. Certo, tutto dipende dal messaggio che si vuole mandare: se il target sono le massaie che ispirano ad andare a cuccare al supermercato, allora la presunta operazione di marketing è perfetta.

E allora caspita, forse è la situazione è peggiore di quanto pensassimo.