Peck a Milano City Life: la gioielleria alimentare aggiornata

Aperto dal 27 novembre sette giorni su sette, dalle 9 alle 23 (domenica alle 21), è il secondo negozio italiano di Peck, icona della gastronomia milanese.

Il primo, aperto nel 1883 in via Spadari –zona Duomo–, è per metà gioielleria alimentare (con annessi e connessi, prezzi inclusi), per l’altra bignami di storia gastronomica.

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Il nuovo Peck, 300 mq in piazza Tre Torri, nel “City Life Shopping District”, il Mall coperto su due piani che con 32mila metri quadri di superficie è il più grande distretto commerciale urbano d’Italia, impiega per ora 25 persone, e richiama nell’ambiente, soprattutto nelle vetrine e negli arredi, l’identità storica della gastronomia milanese, ma in una dimensione contemporanea.

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L’essenza di Peck è qui rappresentata da quattro spazi diversi: gastronomia, ristorante, enoteca e cocktail station.

1) Gastronomia

Nel primo, attraversato da un bancone dov’è anche possibile mangiare, viene schierato l’invincibile esercito di specialità italiane e planetarie della gastronomia milanese.

Nel trionfo di salumi, formaggi, pasta fresca, gastronomia pronta, carni pregiate, spicca al solito la gamma di prodotti a marchio che spaziano –noblesse oblige– dai tartufi alle aragoste al foie gras.

2) Ristorante

La mancanza di separazione tra gli ambienti rende possibile che il lavoro di Alberto Ciceri, chiamato a guidare la cucina del ristorante, venga coadiuvato dallo staff di sala ma anche dai banconisti che, per fare un esempio, suggeriscono e preparano salumi e formaggi. Si può anche ordinare al tavolo quello che è disponibile nei banchi.

Nel menu, di stretta osservanza milanese, gli antipasti come insalata russa, paté, vitello tonnato si alternano alle portate principali: costata di manzo, risotto giallo con ossobuco, cotoletta alla milanese…

3) Enoteca

L’enoteca è impostata su una selezione delle 3mila etichette presenti nell’immensa cantina del negozio di via Spadari. Sono oltre 150 etichette, provenienti soprattutto da Italia e Francia.

4) Cocktail Station

La quarta anima del nuovo Peck, senza dubbio la più contemporanea, è la zona riservata alla mixology, con un grande banco rivestito da piastrelle che riproducono disegni ispirati da fotografie storiche del locale.

Anche la lista dei cocktail, organizzata dal barman Riccardo Brotto, è ispirata alla storia di Peck, e dei personaggi come Gabriele D’Annunzio, che nel corso dei decenni lo hanno assiduamente frequentato.

Nelle intenzioni di Leone Marzotto, rampollo della dinastia del tessile e proprietario di Peck, il nuovo negozio rappresenta un ponte tra la tradizione dell’alta gastronomia meneghina e la nuova città.

[Crediti | Vanity Fair]

Avatar Anna Silveri

11 Dicembre 2018

commenti (4)

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    1. Avatar Peter Glocke ha detto:

      Ha ragione: evidente il refuso. Ma per fare – come si suol dire – l’avvocato del diavolo, affermo che nella mia famiglia milanese si consuma il piemontese vitello tonnato durante il periodo delle feste da almeno quattro decenni. Contaminazioni.

    1. Avatar Andrea ha detto:

      Il contrario: è eataly a essere il pek (povero) piemontese. Tutta un’altra classe e storia.