New York Times: ma benedetti chef americani, solo adesso scoprite i pistacchi di Bronte

Il 2017 rischia di essere  l’anno del pistacchio di Bronte, o meglio della scoperta oltreoceano del famoso oro verde del vulcano.

Il New York Times ha appena spiegato come i pistacchi che crescono nel piccolo comune siciliano alle pendici dell’Etna abbiano conquistato il cuore degli chef americani. Stanno bene con tutto, dal dolce al salato: insalate, salse, accanto al foie gras, si abbinano bene anche alla pasta, aggiungendo un tocco di colore.

[Come riconoscere il pistacchio di Bronte senza passare per fessi]

Rispetto ai pistacchi coltivati negli Stati Uniti, in particolare in California, i pistacchi di Bronte sono più piccoli, di un verde più intenso e con la buccia tendente al color porpora.

Ma è soprattutto il sapore a essere più deciso.

Merito della lava e dei minerali, che infiltrandosi nel terreno rendono unico il colore dei pistacchi siciliani. Della raccolta svolta ogni due anni, perché nell’anno che segue si levano “gli occhi”, cioè le gemme del ramo da cui crescono i germogli, per consentire alla pianta di riposarsi e resistere maggiormente alle avversità. E delle stesse piante, che non vengono mai irrigate per sottrarre sapore ai frutti.

Ancora oggi la raccolta viene fatta a mano: incastrate come sono tra le rocce di pietra lavica e a ridosso una dell’altra, le piante di pistacchio sono difficile anche da raggiungere, impossibile ricorrere a qualunque macchinario.

I frutti vengono raccolti da agosto a settembre, e una volta stesi su teli di stoffa dalle famiglie di Bronte, ognuna delle quali possiede qualche pianta, sono lavorati nelle case, poco bucoliche in realtà, sparse tra i pistacchieti.

I frutti vengono esposti al sole nei grandi terrazzi per essere essiccati nella fase finale della raccolta. E se il tempo minaccia pioggia i teli si chiudono subito a sacco per proteggere i frutti preziosi.

Albero Pistacchio - Bronte

 

Oggi i pistacchi di Bronte sono sempre più richiesti,

Nonostante la loro produzione copra soltanto l’1% di quella mondiale, i pistacchi di Bronte hanno trovato un nuovo mercato negli Stati Uniti, eppure i siciliani continuano a usarli praticamente ovunque: cannoli, cassate, buccellati o come panatura per arrosti superlativi.

Il ché porta a una domanda che ci siamo già posti in passato: ma quanti pistacchi potranno mai esserci a Bronte? 

[Crediti | New York Times]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

9 dicembre 2017

commenti (3)

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  1. Qualsiasi cosa che “conquista il cuore degli chef” e blogger americani non è quasi mai una cosa positiva. E il tempo lo dimostra sempre.

  2. I pistacchi sono i miei preferiti, li mangio anche da colazione! E poi ho letto che fanno molto bene alla salute.
    Secondo uno studio americano i pistacchi sono indicati per i diabetici in quanto abbassano la glicemia. Sembra che 50 gr al giorno riducano del 20-30 % i livelli di zucchero nel sangue.
    Fonte: https://www.mr-loto.it/pistacchio.html

    Saluti

  3. Si ripeterà la storia della bottarga africana e dell’olio di oliva italiano …ottenuto da olive comunitarie e non comunitarie.
    Però in questo caso abbiamo una fortuna: per gli Americani più è grande più è buono. I pistacchi del Bronte sono piccoli.

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