Quello della sostenibilità può sembrare un concetto ormai inflazionato, sbandierato com’è dalle multinazionali o da campagne di cui si fatica a cogliere l’impatto concreto nella vita reale. Eppure le storie in cui la tutela ambientale crea benefici riscontrabili e va di pari passo con le eccellenze e le tradizioni territoriali esistono, e ora ne abbiamo un nuovo, virtuoso esempio: parliamo di Born Sustainable, un’iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea che vede protagonisti tre consorzi d’eccellenza dell’Italia settentrionale: il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e il Consorzio di Tutela del Formaggio Roccaverano DOP.
Un’iniziativa che non vuole essere la “solita” celebrazione di prodotti straordinari riconosciuti nel panorama internazionale, ma di raccontare una vera e propria rivoluzione silenziosa dove la tutela ambientale, il benessere sociale e la prosperità economica crescono di pari passo. Da vigneti secolari a pascoli incontaminati, questi territori protetti dimostrano come la sostenibilità possa nascere dall’autenticità e trasformarsi in un modello concreto per le generazioni future.
Tecnologia e lungimiranza sulle colline del Prosecco
Il nostro viaggio comincia dalle colline di Conegliano Valdobbiadene, situate a nord di Venezia e ricadenti in quindici comuni della provincia di Treviso: un paesaggio unico, permeato dal dialogo profondo e faticoso tra l’uomo e la natura, grazie alle cure dei vignaioli e al vitigno glera, che danno vita al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. La vera forza di queste colline risiede nella capacità di guardare avanti verso un modello di sviluppo pienamente sostenibile, anche in tempi non sospetti.
Già nel duemilaundici infatti, il Consorzio ha introdotto il Protocollo Viticolo, uno strumento all’avanguardia ideato per promuovere una gestione responsabile dei vigneti e ridurre drasticamente l’impiego di fitofarmaci, una determinazione che ha trasformato l’area nella zona viticola a basso uso di glifosato più grande d’Europa, dove l’impiego degli erbicidi è strettamente regolamentato.
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L’innovazione nelle colline trevisane si declina in progetti scientifici di ampio respiro sviluppati in costante collaborazione con università e centri di ricerca: il progetto LIFE – ATENA, ad esempio, grazie al quale sono state introdotte tecnologie elettriche nelle operazioni di campagna per abbattere le emissioni di gas serra e l’inquinamento acustico.
Non solo: l’iniziativa Eno Bee colloca l’apicoltura al centro del monitoraggio della biodiversità, trasformando le api nei custodi naturali della salute del vigneto, e a questi sforzi si affiancano Carbovit per eliminare l’azoto di sintesi, Ecolog per abbattere le emissioni nei trasporti merci, Valorive per lo studio approfondito dei suoli e delle famose Rive, e il progetto Microinvasi, che nel duemilaventisei permetterà una gestione ottimale delle risorse idriche per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.
Oltre il cinquantadue per cento della superficie vitata vanta oggi la certificazione SQNPI, con il traguardo prefissato di raggiungere almeno il sessanta per cento nei prossimi anni. Questo ecosistema virtuoso ha anche un forte impatto sociale, con oltre il trentasei per cento degli addetti della filiera con meno di quarant’anni e una media di oltre sei giovani per azienda, dimostrando un vitale ricambio generazionale affiancato da pratiche di economia circolare come il riutilizzo dei sottoprodotti e l’impiego di energie rinnovabili.
Passato e futuro per il clima in Monferrato
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Spostiamoci ora verso ovest, nel cuore pulsante del Piemonte, tra i rilievi del Monferrato, dove il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, ha fatto della salvaguardia territoriale e dell’adattamento ai cambiamenti climatici il centro della propria missione: il riscaldamento globale rappresenta infatti una seria minaccia per la viticoltura moderna, ma la risposta piemontese è guidata dalla ricerca scientifica e dall’innovazione.
Attraverso il Progetto Ageba, sostenuto dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte, il Consorzio si è dedicato al recupero del germoplasma antico della Barbera, e nel duemilaventidue sono stati individuati circa novanta ceppi pre-clonali in vecchi vigneti, selezionati per la loro naturale capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici e destinati ad essere valutati in un vigneto sperimentale per proteggere la produzione di domani.
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L’impegno del Consorzio del Monferrato abbraccia anche la tecnologia applicata alla salute dei lavoratori e alla tutela ambientale. Il Progetto NOVIAGRI ha portato alla realizzazione di una macchina irroratrice avanzata dotata di sensori e computer di bordo, capace di analizzare in tempo reale il volume della chioma delle viti e la pressione di lavoro per distribuire i prodotti chimici in modo mirato, riducendo l’impatto ambientale e i costi aziendali. Molte aziende associate hanno coronato questo percorso ottenendo la certificazione ISO 14001, a testimonianza di una gestione ambientale rigorosa.
Le certificazioni DOCG e DOP tutelate dal Consorzio non solo preservano le radici culturali, ma diventano un potente motore di sviluppo economico sostenibile, promuovendo fiere, degustazioni ed eventi capaci di sostenere i produttori locali e creare nuovi posti di lavoro.
L’artigianalità per il futuro a Roccaverano
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La nostra esplorazione giunge infine tra le alture delle province di Asti e Alessandria, dove la tradizione casearia trova la sua espressione più autentica nel Roccaverano DOP, celebre formaggio prodotto esclusivamente con latte crudo di capra, rifiutando categoricamente l’impiego di additivi, pigmenti o aromi artificiali. Le capre vengono allevate prevalentemente al pascolo estensivo, garantendo che almeno l’ottanta per cento della loro alimentazione provenga dai prati della zona di produzione, con la varietà di essenze graminacee e leguminose presenti nei prati polifiti e nei terreni marnosi ed argillosi che regala al formaggio sapori ed aromi unici nel panorama gastronomico italiano.
Ogni fase della produzione, dalla mungitura al confezionamento, è rigorosamente controllata dall’organismo INOQ per garantire la piena tracciabilità e la conformità al disciplinare DOP. Questo metodo di lavorazione artigianale tramandato da generazioni protegge il patrimonio culturale locale, sostiene i piccoli produttori rurali e stimola un turismo enogastronomico attento e consapevole.
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In un’epoca in cui la sostenibilità è fondamentale per il futuro, l’iniziativa Born Sustainable dimostra come la sinergia tra territori protetti, ricerca ed autenticità costituisca un modello virtuoso d’eccellenza europea. Ogni bottiglia di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, ogni calice di Barbera e ogni forma di Roccaverano raccontano una storia profonda di passione, impegno e rispetto per la terra. È la testimonianza concreta di un’agricoltura consapevole che custodisce il presente per offrire un futuro prospero alle generazioni che verranno.
Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’amministrazione erogatrice. Né l’Unione europea né l’amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.
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