Spesa senza glutine al supermercato: come cavarsela con i nostri consigli

Per un celiaco, fare la spesa senza glutine al supermercato è un’impresa tutt’altro che semplice: diventa fondamentale saper leggere le etichette, darsi risposte a domande che non sapevi di avere e – soprattutto – scansare la temutissima contaminazione. Come cavarsela?

Armati di tempo e buona volontà, prima di cominciare la nostra spesa senza glutine al supermercato, è bene assicurarsi che il punto vendita accetti la Tessera Sanitaria per scalare i prodotti erogabili dal Servizio Sanitario Nazionale.

Infatti, solo da qualche anno la GDO ha aderito all’aggiornamento dei sistemi cassa inserendo i prodotti rimborsabili presenti nel Registro del Ministero della Salute, per cui, nonostante la presenza di uno scaffale o un reparto gluten free dedicato, solo nei supermercati effettivamente aderenti all’iniziativa è possibile spendere il budget spesa caricato sulla Tessera Sanitaria o i buoni celiachia. In caso contrario, toccherà pagare – profumatamente, dato l’abominevole costo dei prodotti senza glutine – di tasca nostra, quindi attenzione!

Detto questo, potrebbe comunque capitare – ed è già capitato più di una volta – che anche nei punti vendita aderenti, si ritrovino sullo scontrino prodotti presenti a Registro non scalati, nonostante il passaggio della Tessera Sanitaria. In questo caso, ricevuta alla mano e PDF del Registro su smartphone, manda una mail o corri al desk servizio clienti per segnalare subito il problema.

Piccolo trucco: all’Auchan, sul cartellino prezzo degli alimenti rimborsabili, è presente una “R” maiuscola subito all’inizio, molto utile quando solo alcuni prodotti sono corredati del tagliandino rosso posto dagli addetti del reparto. Purtroppo, non in tutti i supermercati è così semplice individuarli e avere la certezza che passino in cassa.

ABC, Prontuario AIC e Registro: cosa sono e perché servono

Per fare una spesa senza glutine al supermercato sicura, non dobbiamo mai dimenticare di avere con noi lo smartphone carico per consultare, in qualsiasi momento, elenchi dell’Associazione Italiana Celiachia e portali necessari a dissipare qualsiasi dubbio in merito a una corretta dieta gluten free:

  • ABC del Celiaco: elenco AIC che raccoglie tutti gli alimenti permessi, a rischio o non permessi;
  • Prontuario AIC: dove sono presenti tutti i prodotti gf idonei divisi per nome o per impresa di produzione (bisogna registrarsi al sito per visualizzarlo);
  • Registro del Ministero: in cui si trovano tutti i prodotti senza glutine erogabili dal SSN.

Questi tre strumenti sono LA salvezza in tutte le situazioni in cui non sappiamo come comportarci rispetto l’idoneità o meno di un prodotto.

Prodotti senza glutine al supermercato: come cavarsela

Tra le sette cose da non dire mai a un celiaco, c’è “tanto togli pane e pasta e via”. Ecco: non funziona così. Molti alimenti, seppur naturalmente senza glutine, possono contenere glutine o tracce di glutine in seguito a lavorazioni o contaminazione durante il processo produttivo. Ricordi quando ho detto di partire armati di tempo e buona volontà?

A mano a mano, ho imparato alcuni tips utili che avrei voluto sapere fin da subito e che mi hanno aiutata a velocizzare gli acquisti e determinare con consapevolezza quali prodotti fossero adatti alla mia dieta senza glutine e quali invece no. Eccone alcuni.

Leggi bene le etichette (molto bene!)

Vale un po’ in generale, ma da quando faccio la spesa senza glutine al supermercato è diventato obbligatorio. L’etichetta ci aiuta a capire la composizione del prodotto e se sia idoneo o meno alla dieta senza glutine. Innanzitutto, ricordati che il primo ingrediente scritto è quello presente in quantità maggiore e via a scalare.

Dobbiamo fare molta attenzione alla presenza di:

  • alcuni conservanti alimentari,
  • aromi non specificati,
  • edulcoranti,
  • amidi,
  • gelificanti,
  • tutti gli additivi in genere.

Affinché il prodotto sia idoneo – seppur naturalmente senza glutine – quando addizionato di alcune tra queste sostanze, deve espressamente riportare la dicitura “senza glutine”. Ad esempio, gli yogurt naturali, sia magri che interi, e lo yogurt bianco cremoso sono permessi; invece, quando in etichetta sono presenti addensanti, aromi o altre sostanze diverse da yogurt, zucchero e fermenti lattici, è necessario verificarne l’idoneità: per intenderci, gli yogurt “ai gusti” devono riportare la scritta “senza glutine”.

L’associazione Italiana Celiachia (AIC) non stila una lista di queste sostanze proprio perché i celiaci non le considerino come ammesse a priori, ma solo idonee per le categorie merceologiche indicate nell’ABC del celiaco e per cui le analisi hanno evidenziato una presenza di glutine inferiore alla soglia di idoneità dei 20ppm.

Inoltre, come riscontrato anche dalla prova d’assaggio dei biscotti gluten free e per quanto riguarda i prodotti da forno senza glutine, cerchiamo sempre di scegliere quelli con una minore quantità di grassi saturi e preferire quelli con più fibre, introducendoli in un regime alimentare sano e vario. Per riprodurre una qualche forma di simil croccantezza, infatti, la nostra cara proteina spesso viene sostituita con ingredienti che non sono esattamente il massimo della salute; motivo per cui “faccio la dieta senza glutine per dimagrire” o qualsiasi forma di modaiola glutenfobia non trovano alcuna giustificazione di base scientifica.

Come riconoscere i prodotti gluten free ed erogabili idonei?

I prodotti idonei devono riportare il “senza glutine” e il marchio spiga barrata concesso dall’Associazione Italiana Celiachia. Come definito dal Regolamento europeo 828/2014 questa dicitura garantisce una quantità di glutine inferiore ai 20ppm e l’assenza di contaminazione durante il processo produttivo. Invece, le scritte come “non contiene glutine” possono essere ingannevoli.

marchio spiga barrata

Controllate inoltre se su prodotti apparentemente idonei compaiano scritte come “prodotto in uno stabilimento che utilizza anche glutine” o “può contenere tracce di glutine”. Nel caso di prodotti non trasformati come legumi, frutta secca, semi o cereali in grani, l’AIC ritiene sufficiente un esame visivo con la finalità di individuare altri ingredienti estranei contenenti glutine per eliminarli. Non ci sono rischi per il celiaco poiché la presenza di semi o grani rigorosamente integri non costituisce contaminazione diretta: il glutine si trova nella parte più interna del chicco di cereale.

Per quanto riguarda, invece, l’erogabilità dei prodotti presenti nel Registro, il Ministero della Salute ha un bollino ufficiale che viene stampato sulle confezioni direttamente dalle imprese autorizzate che soddisfano tutte le condizioni del Regolamento CE 41/2009 .

marchio per prodotti erogabili

Le salse e i condimenti senza glutine

Durante una spensierata cena al mio ristorante giapponese preferito, ho guardato per caso gli ingredienti della salsa di soia scoprendo – a malincuore – che contiene frumento. Dunque, per intingere delizioso sashimi e succulenti nigiri sushi dobbiamo cercare prodotti recanti la scritta “senza glutine”. Vale la pena informarsi anche sulla pasta wasabi: in un altro locale di cucina giapponese, dove con tutta probabilità la preparavano in casa, me l’hanno esplicitamente indicata come non idonea.

In linea generale, per le salse, i dadi per le preparazioni culinarie, i sughi pronti, i paté, la pasta di acciughe e tutti i condimenti a composizione non definita o gli aromatizzanti, per essere sicuri e idonei al 100% devono riportare il “senza glutine” altrimenti sono da considerarsi a rischio.

Idem, ad esempio, l’olio per friggere: i mix di semi possono contenere glutine, meglio quindi scegliere oli vegetali come da ABC del celiaco.

Gli alimenti più a rischio

Se abbiamo intenzione di acquistare salumi, insaccati, affettati o preparazioni di gastronomia al banco dobbiamo consultare il manuale degli allergeni o chiedere agli addetti del banco di farlo per noi. I prodotti più a rischio non hanno certificazione DOP, IGP o STG e quindi un disciplinare che ne definisca i requisiti produttivi e commerciali, regolamentando gli ingredienti permessi.

Molto importante è inoltre accertarci che non siano usati gli stessi strumenti per alimenti con e senza glutine, come pinze, palette o cucchiai e che nell’area in cui sono presenti le affettatrici – l’AIC, in questo caso, dichiara che non ci sia rischio di tossicità nel caso in cui vengano impiegati macchinari a uso promiscuo – non siano maneggiati dei panificati per l’imbottitura di panini.
Se vogliamo avere l’assoluta sicurezza di scegliere un prodotto idoneo e non contaminato, possiamo preferire affettati confezionati in busta recante la scritta “senza glutine”.

Le scadenze dei prodotti senza glutine

Mi raccomando: sempre, ma ancora di più per gli alimenti gluten free, dobbiamo fare attenzione alle date di scadenza riportate sulle confezioni. Questo perché i prodotti senza glutine, non avendo le aziende la possibilità di fare largo impiego di conservanti alimentari, tendono a deperire più velocemente. È bene controllare anche che, all’apertura della confezione, l’alimento non presenti già muffe. In questo caso, bisogna contattare il servizio clienti dell’impresa di produzione che – in genere – provvede alla sostituzione dell’alimento acquistato.

Vantaggi e svantaggi

Fare i propri acquisti gluten free settimanali o mensili al supermercato ha vantaggi e svantaggi. Se da un lato è pur vero che richieda più tempo rispetto alla spesa in farmacia, dall’altro ci permette di risparmiare – e non poco – consentendoci di utilizzare il nostro budget celiachia più volte nell’arco del mese.

Pro:

  • costo inferiore ai prodotti acquistabili in farmacia;
  • reparti o scaffali gluten free dedicati;
  • reperibilità di private label senza glutine.

Contro:

  • budget spendibile solo in alcuni supermercati;
  • possibile confusione su prodotti rimborsabili e non;
  • più reperibilità di prodotti industriali che artigianali.

Adesso non ci resta che spingere la moneta nel carrello e procedere con la spesa senza glutine al supermercato di fiducia.

Avatar Marianna Bottero

18 Aprile 2019

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